Cosenostreacasanostra

Il Blog di Nicoletta Forcheri "Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia. Il resto è propaganda"
Horacio Verbitzky

lunedì 22 dicembre 2014

RUSSIA E ITALIA: STESSO NEMICO, STESSO DESTINO


Non c’è una regia dietro gli attacchi al Rublo….c’è però una formidabile dimostrazione di forza da parte dei mercati finanziari che ci ricordano quanto violentemente possono colpire non appena fiutano qualche opportunità profitto.
Qui l’opportunità è semplice: L’economia russa è paragonabile ad una gigantesca obbligazione garantita da petrolio e gas naturale (in gergo si chiama “commodity backed bond”, ovvero obbligazione garantita da materia prima). Se il valore della materia prima sottostante crolla, allora il valore dell’obbligazione si aggiusta verso il basso, ovvero il valore del Rublo diminuisce rispetto alle altre valute.
Qualcuno dirà che la Russia è un Paese che gode di PIENA SOVRANITA' MONETARIA e che questi attacchi speculativi non dovrebbero accadere. Sbagliato. La Russia è un’anomalia sul panorama internazionale in quanto ha sempre basato eccessivamente la propria economia sull’export di materia prima, un export ancora in gran parte denominato in Dollari.
Per questo la Russia in passato ha corteggiato, finché ha potuto, la Germania...perché voleva un impegno della BCE a stabilizzare il Rublo, ma poi deve aver sperimentato che la Germania è cosa diversa dalla BCE, checché se ne dica....ed ora non resta alla Russia che chiedere un sostegno dalla banca centrale cinese, il che ovviamente avrà i suoi costi e le sue conseguenze geopolitiche.
La Russia quindi è un Paese a sovranità monetaria limitata. Accettando un certo grado di approssimazione, possiamo dire che L’ITALIA STA ALL’EURO COME LA RUSSIA STA AL DOLLARO: in entrambi i casi c’è un’economia che dipende in tutto o in parte da una valuta di proprietà di una banca centrale totalmente indipendente dalla volontà politica del Paese.
PRIMA LEZIONE DA TRARRE: La sovranità monetaria formale, da sola, non è una panacea per tutti i mali. Occorre riguadagnare la sovranità anche nella politica industriale, energetica ed economica in generale.
Le sanzioni applicate alla Russia non c’entrano nulla con l’attacco al Rublo, essendo le sanzioni un fatto POLITICO, concertato a tavolino, contrariamente all’attacco al Rublo che è un fatto SPECULATIVO, risultante dalla coincidenza di interessi di numerosi operatori che scommettono sull’incapacità della Russia di difendere il cambio con le attuali riserve a disposizione della banca centrale.
Il problema delle riserve russe era nell’aria da mesi…ecco perché Putin si è affrettato ad acquistare oro (cosa peraltro più annunciata che fatta…). Anche Putin ha tentato una speculazione, ovvero ha scommesso sul fatto che il prezzo dell’oro tradotto in valute diverse dal Dollaro fosse a buon mercato e nelle prime battute ha avuto ragione.
Fatto sta che la banca centrale russa ha bruciato oltre $10 miliardi di riserve in 2 settimane per tentare di difendere il cambio, ma ciò non ha evitato un crollo del 50% del Rublo verso Dollaro e verso Euro (ricordiamo che Bankit bruciò quasi $50 miliardi nel ’92 senza evitare che la Lira perdesse il 30% verso valute estere).
SECONDA LEZIONE DA TRARRE: i faciloni dell’uscita immediata dall’Euro hanno avuto una dimostrazione di cosa vuol dire una tempesta valutaria quando non si hanno le carte per fare una politica credibile sul cambio.
C’è un altro parallelismo tra Russia e Italia: entrambe sono attanagliate dall’ondata di recessione che attraversa il continente euroasiatico: Tutti i prezzi scendono, anche quelli delle materie prime.
Come un salmone che risale la corrente, la recessione indotta dalla rarefazione monetaria a valle dell’Eurozona, cioè a livello di domanda di beni e servizi, sta risalendo verso monte, arrivando a toccare il prezzo delle materie prime.
Tutto tragicamente spiegabile dalla globalizzazione. Ed anche in Russia ci si aspetta un 2015 con PIL negativo...
TERZA LEZIONE DA TRARRE: nei fatti, la Russia è un’altra vittima eccellente dell’Eurozona….ne importa la recessione economica, ne subisce le sanzioni commerciali, ne sperimenta la speculazione finanziaria.
Intensificare la cooperazione commerciale con la Russia è oggi più che mai critico oltre che conveniente per l'Italia. Da questo punto di vista l’Italia e Russia non sono mai state così vicine…la stessa fragilità, lo stesso “nemico”, e forse lo stesso destino.
Alberto Micalizzi

giovedì 18 dicembre 2014

Sconfigge la mafia ma non l’usura bancaria: imprenditore chiude azienda. Fiom è con lui – Video Il Fatto Quotidiano TV

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/11/09/sconfisse-ndrangheta-ma-non-lusura-bancaria-imprenditore-chiude-azienda-fiom-e-con/310125/
Stanno per essere licenziati 40 dipendenti dell’azienda Demasi di Gioia Tauro. Dove non è riuscita la ‘ndrangheta ci stanno pensando le banche e al danno si aggiunge la beffa: sì, perché gli istituti di credito sono stati condannati, in via definitiva, perusura ai danni dell’imprenditore Antonino Demasi che è in attesa di un risarcimento milionario. Soldi che non arrivano fino a quando non si conclude il procedimento civile con il quale l’imprenditore, sotto scorta dopo le minacce declan locali, ha chiesto agli istituti bancari un risarcimento di 215 milioni di euro. Nel frattempo, oltre alle linee di credito, le banche gli hanno chiuso anche i conti correnti e ora Demasi sarà costretto a mandare in liquidazione la sua azienda nonostante le commesse che gli consentirebbero, al contrario, di fare assunzioni. Una storia assurda che vede la Fiomschierata al fianco del “padrone”. “È paradossale quello che sta succedendo a Gioia Tauro“, racconta il segretario provinciale del sindacato Pasquale Marino che chiede l’intervento del governo. “Io ho subito l’usura e la Cassazione ha stabilito che la responsabilità è delle banche. – spiega Demasi – È da 11 anni che sto cercando di farmi restituire quanto mi è stato rubato. Più di quello che ho fatto non posso, adesso ho l’obbligo giuridico di chiudere l’azienda il primo gennaio. Licenzierò tutti ma continuerò a battermi contro il mondo bancario. Ci sono tavoli di crisi aperti alministero dello Sviluppo economico. È importante avere ben chiaro chi sono i criminali e chi sono le vittime”. Già nell’aprile scorso, della vicenda si era parlato durante il congresso della Fiom. Ma le parole del segretario Maurizio Landini  e di don Ciottisono rimaste inascoltate   di Lucio Musolino

Della Luna: moneta sovrana per legge, in Costituzione | LIBRE


 

La Camera approva ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dalGoverno. Per il fabbisogno della Repubblica, loStatoemette direttamente moneta legale in forma cartacea o metallica, senza contrarre debito e senza emissione di titoli di debito. LoStatonon riconosce altra moneta legale che questa. L’emissione avviene attraverso un apposito istituto nazionale, detto Istituto per la Moneta e il Credito, nei tempi e nelle quantità stabilite da una apposita commissione bicamerale paritetica permanente presieduta dal Ministro del Tesoro, il cui voto vale doppio in caso di parità. L’offerta monetaria primaria e i pubblici investimenti dovranno essere regolati e orientati all’incremento della produzione utile di beni e servizi secondo criteri di efficienza della spesa in funzione del risultato produttivo.
Dovranno tendere alla piena occupazione e all’attivazione del potenziale produttivo nazionale, avendo riguardo alla tutela del potere d’acquisto reale dei redditi e del risparmio, alla moderazione delle spinte inflazionistiche, nonché alla sostenibilità ecologica al perseguimento del costante ammodernamento scientifico e tecnologico. Il predetto istituto, sotto la direzione della predetta commissione bicamerale, vigila e regola l’attività bancaria e creditizia, assicurando l’adeguata disponibilità di mezzi monetari nel Paese e l’accesso al credito a condizioni eque e sostenibili da parte dei soggetti economici, nonché contrastando la formazione di monopoli e cartelli. A tali fini, possono essere istituitebanchedi credito di capitale pubblico e di diritto pubblico.
I soggetti abilitati all’esercizio del credito e alla raccolta del risparmio non possono esercitare in proprio, nemmeno attraverso altre imprese o attraverso persone fisiche o giuridiche, attività di speculazione finanziaria o di arbitraggio o trading. I depositi bancari, salva diversa pattuizione, avranno la natura giuridica di depositi regolari. L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.
(Marco Della Luna, estratto dalla “Proposta diCostituzione2014” – Art. 81 Sovranità monetaria e assicurazione della liquidità necessaria al Paese – presentata sul blog di Della Luna il 3 agosto 2014).
La Camera approva ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. Per il fabbisogno della Repubblica, lo Stato emette direttamente moneta legale in forma cartacea o metallica, senza contrarre debito e senza emissione di titoli di debito. Lo Stato non riconosce altra moneta legale che questa. L’emissione avviene attraverso un apposito istituto nazionale, detto Istituto per la Moneta e il Credito, nei tempi e nelle quantità stabilite da una apposita commissione bicamerale paritetica permanente presieduta dal Ministro del Tesoro, il cui voto vale doppio in caso di parità. L’offerta monetaria primaria e i pubblici investimenti dovranno essere regolati e orientati all’incremento della produzione utile di beni e servizi secondo criteri di efficienza della spesa in funzione del risultato produttivo.
Dovranno tendere alla piena occupazione e all’attivazione del potenziale produttivo nazionale, avendo riguardo alla tutela del potere d’acquisto reale Marco Della Lunadei redditi e del risparmio, alla moderazione delle spinte inflazionistiche, nonché alla sostenibilità ecologica al perseguimento del costante ammodernamento scientifico e tecnologico. Il predetto istituto, sotto la direzione della predetta commissione bicamerale, vigila e regola l’attività bancaria e creditizia, assicurando l’adeguata disponibilità di mezzi monetari nel Paese e l’accesso al credito a condizioni eque e sostenibili da parte dei soggetti economici, nonché contrastando la formazione di monopoli e cartelli. A tali fini, possono essere istituite banche di credito di capitale pubblico e di diritto pubblico.
I soggetti abilitati all’esercizio del credito e alla raccolta del risparmio non possono esercitare in proprio, nemmeno attraverso altre imprese o attraverso persone fisiche o giuridiche, attività di speculazione finanziaria o di arbitraggio o trading. I depositi bancari, salva diversa pattuizione, avranno la natura giuridica di depositi regolari. L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.
(Marco Della Luna, estratto dalla “Proposta di Costituzione 2014” – Art. 81 Sovranità monetaria e assicurazione della liquidità necessaria al Paese – presentata sul blog di Della Luna il 3 agosto 2014).

mercoledì 17 dicembre 2014

Equitalia: nulla la cartella esattoriale inviata per raccomandata

FONTE: http://siamolagente.altervista.org/attenzione-equitalia-se-la-multa-arriva-per-raccomandata-e-nulla-diffondete/


Migliaia di cartelle esattoriali di Equitalia sarebbero annullabili per effetto di alcune sentenze pronunciate dalle Commissioni Tributarie di varie province d’Italia.
A dare speranza ai tanti che in si trovano ad avere a che fare con la temutissima società di riscossione è un vizio di forma riscontrato dai tribunali: Equitalia, infatti,non sarebbe autorizzata a inviare direttamente notifiche di pagamento. Secondo l’articolo 26 del D.P.R. n. 602 del 1973, infatti, tali comunicazioni possono essere fatte soltanto dai soggetti legittimati e autorizzati, e l’articolo appena citato elenca, per filo e per segno, questi stessi soggetti: ufficiali di riscossione, messi comunali o agenti di polizia municipale (negli ultimi due casi per rendere valida la notifica è necessaria la stipula di una convenzione tra Comune e concessionario). Tutto ciò che non rientra in queste categorie non è autorizzato alla notifica diretta. Equitalia, sinora, era ricorsa alla notifica tramite raccomandata perché il primo comma dell’articolo 26 (che reca le disposizioni sulla “Notificazione della cartella di pagamento“) prevede la possibilità dell’invio postale con ricevuta di ritorno all’interessato: come hanno dimostrato diverse pronunce (CTP Lombardia n. 61/22/10, CTP Lecce n. 909/5/09, Tribunale di Rossano 08/01/2008), però, le comunicazioni postali sono concesse, anche in questo caso, solo ed unicamente agli agenti di riscossione: nessuna possibilità, quindi, che a farlo sia un altro soggetto.
I cittadini che hanno ricevuto, negli anni scorsi, le vituperate cartelle di Equitalia tramite raccomandata, si stanno facendo forti di queste sentenze e hanno cominciato a far arrivare alla società di riscossione una valanga di ricorsi da tutta Italia, con buone possibilità, visti i precedenti, di ottenere ragione da vari Tribunali d’Italia.



lunedì 15 dicembre 2014

Italease: modello MPS ma meno diffuso nei media

L'8 dicembre 2009 come l'Italease fosse il futuro ghiotto boccone del Banco Popolare manovrato dal fondo sovrano olandese ABP e dal fondo potentissimo angloamericano FMR, i due maggiori azionisti all'epoca. Adesso i maggiori azionisti sono le altrettanto canaglie Axa e Barclays.
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/search?q=italease
Italease non è una banca come le altre nel senso che ha ottenuto per affidamento diretto la gestione di ingenti fondi pubblici italiani ed europei, gestione decentrata dai ministeri delle attività produttive e dal MIUR http://www.italease.it/bancaconcessionaria/index.cfm?page=139 

La Banca italease gestisce anche i leasing agevolati seguenti:
* La Legge 240/81 “Artigiancassa”: rivolta esclusivamente alle imprese artigiane. 
* La Legge 598/94 – Innovazione Tecnologica e Tutela Ambientale: destinata alle piccole e medie imprese industriali. 
* La Legge 488/92 : agevolazioni alle attività produttive nelle Aree Depresse. 
* La Legge 1329/65 “Sabatini”: agevola l’acquisto di macchinari per la produzione da parte di piccole e medie imprese. 
* La Legge 62/01 “Editoria”: rivolta alle imprese editoriali. 

Ed è chiaro che con questa OPA, teleguidata da quei settori finanziari che vogliono distruggere l'Italia prima di appropriarsene completamente, questi settori si troveranno sempre piu in difficoltà. Si tratta insomma di un attacco ulteriore alla nostra sovranità nazionale. E alle nostre banche cooperative che secondo l'OCSE costituiscono un'anormale anomalia nel mondo bancario privato.
Nforcheri
scritto 7 giugno 2009

mercoledì 10 dicembre 2014

Pell: «Centinaia di milioni di euro di fondi nascosti in Vaticano»


Fondi extrabilancio. Il segretario per l’economia: «La Santa sede non è in fallimento». «Una gestione del passato, ma stiamo portando le finanze nel 21esimo secolo»

di M. Antonietta Calabrò




Il disegno con il quale lo Spectator ha illustrato le dichiarazioni di PellIl disegno con il quale lo Spectator ha illustrato le dichiarazioni di Pell
shadow
Il lavoro di riforma della finanze vaticane ha fatto scoprire centinaia di milioni di euro che non comparivano nei bilanci ufficiali della Santa Sede. Lo afferma lo Zar delle finanze vaticane, il cardinale australiano George Pell, sul settimanale Catholic Herald in un articolo di oggi e anticipato sul sito dello Spectator sottolineando che paradossalmente a motivo di «fondi neri» le casse della Santa Sede sono più in salute di quanto inizialmente apparissero. «È importante sottolineare che il Vaticano non è in fallimento - scrive Pell -. A parte il fondo pensione, che ha bisogno di essere rafforzato per le richieste su di esso nei prossimi 15 o 20 anni, la Santa Sede sta facendo la sua strada, essendo in possesso un patrimonio e investimenti consistenti».
Il bilancio del 2014: 24 milioni in rosso
Per rendersi conto della portata delle dichiarazioni di Pell , bisogna considerare che il consuntivo consolidato della Santa Sede per l’anno 2013 , approvato nel luglio 2014 , ha chiuso con un deficit di 24.470.549 dovuto soprattutto alle fluttuazioni negative derivanti dalla valutazione dell’oro per circa 14 milioni di euro. Quindi la scoperta di centinaia di milioni di euro extrabilancio dimostra che singole «parti» del Vaticano sono molto più floride della Santa Sede in quanto tale.
Fondi neri e possibili abusi
«In realtà - afferma il Prefetto vaticano per l’Economia -, abbiamo scoperto che la situazione è molto più sana di quanto sembrasse, perché alcune centinaia di milioni di euro erano nascosti in particolari conti settoriali e non apparivano nei fogli di bilancio. È un’altra questione, a cui è impossibile rispondere, quella se il Vaticano dovrebbe avere riserve molto più grandi». Secondo Pell, finora nelle finanze vaticane «Congregazioni, Consigli e, specialmente, la Segreteria di Stato, hanno goduto e difeso una sana indipendenza. I problemi erano tenuti “in casa” (come si usava nella maggior parte delle istituzioni, laiche e religiose, fino a poco tempo fa). Pochissimi erano tentati di dire al mondo esterno che cosa stava accadendo, tranne quando avevano bisogno di un aiuto supplementare». Il porporato sostiene che per secoli personaggi senza scrupoli hanno approfittato della ingenuità finanziaria e delle procedure segrete del Vaticano. Le finanze della Santa Sede erano poco regolate e autorizzate a «sbandare, ignorando i principi contabili moderni». Ma ora non è più così: le nuove strutture e organizzazioni stanno portando le finanze vaticane nel 21/mo secolo e rendendo il loro funzionamento trasparente, con piena responsabilità. Sempre secondo Pell, «chi era nella Curia seguiva modelli a lungo consolidati. Proprio come i re avevano permesso ai loro governanti regionali, principi o governatori di avere quasi mano libera, purché i libri fossero in equilibrio, così hanno fatto i Papi con i cardinali di Curia (come fanno ancora con i vescovi diocesani)». Gli accantonamenti extra-bilancio per importi molto rilevanti come quelli rivelati dal cardinale Pell, naturalmente, costituiscono delle sacche all’oscuro dell’amministrazione centrale che possono dare occasione per possibili abusi.
Rivelazioni su Vatileaks
Il segretario per l’Economia, spiega anche che i tentativi di riformare la banca vaticana hanno vacillato. E si sofferma sul caso «Vatileaks». «Quando torneremo agli ultimi anni del pontificato di Benedetto XVI, troveremo che problemi erano tornati alla banca vaticana. Il presidente della banca, il dottor Ettore Gotti Tedeschi, è stato licenziato dal consiglio laico e una lotta di potere in Vaticano ha portato alla fuoriuscita regolare di informazioni. Lo scandalo è esploso quando Paolo Gabriele, il maggiordomo del Papa, ha rilasciato migliaia di pagine di documenti fotocopiati privati del Vaticano alla stampa». «La mia prima reazione - aggiunge - è stata di chiedere come un maggiordomo abbia goduto di un qualsiasi accesso, tanto meno l’accesso regolare per anni, a documenti sensibili. Parte della risposta è che ha condiviso un grande ufficio unico con i due segretari papali. Tutto questo è stato gravemente dannoso per la reputazione della Santa Sede e una croce pesante per Papa Benedetto».

Banchiere londinese cade dal quarto piano: 37esima morte nel mondo della finanza

http://www.wallstreetitalia.com/article/1787789/banchiere-londinese-cade-dal-quarto-piano-37esima-morte-nel-mondo-della-finanza.aspx

Aveva 52 anni e lavorava nella City. È morto impalato dopo una caduta di oltre 18 metri. Leggi l'elenco dei banchieri che hanno perso la vita nel 2014.
LONDRA (WSI) - È morto impalato dopo una caduta di oltre 18 metri. Aveva 52 anni e lavorava nella City.

Si tratta della 37esima morte sospetta nel mondo della finanza da inizio anno.

Quando la polizia, l'ambulanza e i vigili del fuoco sono arrivati sul luogo del presento suicidio, in un quartiere residenziale nel centro della capitale londinese, hanno trovato una scena macabra.

Il corpo dell'uomo era sospeso a mezz'aria, trafitto dalle ringhiere che circondano l'appartamento di lusso di Montagu Square, nei pressi di Westminster. La polizia ha dovuto segare le sbarre per liberare il cadavere.

La casa del valore di 3 milioni di sterline è situata vicino alla proprietà immobiliare che è appartenuta per un certo perodo al batterista dei Beatles Ringo Starr. Nel quartiere hanno vissuto anche John Lennon, Yoko Ono, lo scrittore H. G. Wells, Sherlock Holmes, Madonna, Guy Ritchie, il cestista Tony Parker, la cantante Amy Winehouse.

Si ritiene che la vittima lavorasse alla City londinese nel settore bancario o comunque finanziario.

Di seguito l'elenco completo dei banchieri o impiegati del settore finanziario che hanno perso la vita nel 2014.

1) David Bird, 55, giornalista di lungo corso del Wall Street Journal che lavorava per l'agenzia di stampa Dow Jones
2) Tim Dickenson, direttore delle comunicazioni presso Swiss Re AG in Inghilterra
3) William Broeksmit, 58, ex senior manager di Deutsche Bank
4) Ryan Henry Crane, 37enne, JP Morgan
5) Li Junjie, 33, JP Morgan, Hong Kong
6) Gabriel Magee, 39, dipendente di JP Morgan
7) Mike Dueker, 50, ex dipendente di Russell Investments
8) Richard Talley, 57, fondatore e CEO di American Title (real estate)
9) James Stuart Jr. 70, ex CEO di una banca commerciale, trovato morto a Scottsdale, Arizona
10) Jason Alan Salais, 34enne specialista del settore IT, a JP Morgan dal 2008
11) Autumn Radtke, 28, CEO di First Meta, una piattaforma di trading sul Forex online, con sede a Singapore
12) Eddie Reilly, 47, banchiere, Vertical Group, New York, America
13) Kenneth Ballando, 28, banchiere, Levy Capital, New York, America
14) Joseph A. Giampapa, 55, avvocato fallimentare, JP Morgan Chase, America
15) Jan Peter Schmittmann, 57, ex top manager di ANB/AMRO, Laren, Olanda
16) Juergen Frick, 48, CEO di Bank Frick & Co AG, Liechtenstein
17) Benoît Philippens, 37, direttore BNP Parisbas Fortis Bank, Ans, Belgio.
18) Lydia…, 52, banchiere Bred-Banque-Populaire, Parigi, Francia
19) Andrew Jarzyk, 27, banchiere, PNC Bank, New York
20) Carlos Six, 61, capo amministrazione fiscale, CREDAF, Belgio
21) Jan Winkelhuijzen, 75, commissario fiscalista (presso Deloitte), Olanda.
22) Richard Rockefeller, 66, banchiere John D. Rockefeller, America
23) Mahafarid Amir Khosravi (Amir Mansour Aria), 45, banchiere del settore derivati, Iran
24) Lewis Katz, 76, banchiere, America
25) Julian Knott, direttore del centro di operazioni internazionali presso JP Morgan, 45, America
26) Richard Gravino, settore IT presso JP Morgan, 49, America
27) Thomas James Schenkman, Managing Director Global Infrastructure JP Morgan, 42, America
28) Nicholas Valtz, 39, Managing Director Goldman Sachs, New York, America
29) Therese Brouwer, 50, Managing Director ING, Olanda
30) Tod Robert Edward, 51, Vice President M & T Bank, America
31) Thierry Leyne, 48, gestore di investimenti presso Anatevka S.A., Israele
32) Calogero Gambino, 41, Managing Director Deutsche Bank, America
33) Shawn D. Miller, 42, Managing Director Citigroup, New York, America
34) Melissa Millian, 54, Senior Vice President Mass Mutual, America
35) Thieu Leenen, 64, manager ABN/AMRO, Eindhoven, Olanda
36) Geert Tack, 52, banchiere privato ING, Haaltert, Belgio

(DaC)

Miscappaladiretta 09/12/2014. Dal Duomo di Milano con Marco Saba

domenica 7 dicembre 2014

S&P ASSALTA L’ITALIA E IO HO LA SFERA DI CRISTALLO!

Si sta compiendo il progetto di accerchiamento finanziario e di espropriazione politica ai danni dell’Italia, per il quale le agenzie di rating hanno svolto il ruolo di incursori dal 2011.
Un anno fa, il 23 Settembre 2013, avevo scritto “TUTTO PRONTO PER IL PROSSIMO DOWNGRADE”

Due mesi prima, il 10 Luglio 2013, avevo scritto che “il report (ndr: relativo al precedente downgrade) appare costruito in una maniera tale che qualsiasi azione sarà intrapresa da qualsivoglia Governo, l’agenzia di rating potrà tornare a breve, e LO FARA’ CON MATEMATICA CERTEZZA, con un NUOVO DOWNGRADE.”
Puntualmente, Standard&Poor’s IERI HA ABBASSATO DI NUOVO IL RATING del debito pubblico italiano portandolo a ridosso della soglia spazzatura.
Dunque due sono le cose: o io avevo la SFERA DI CRISTALLO oppure c’era un PIANO PREORDINATO per giungere all’attuale punto di non ritorno.
Non solo, ma in uno slancio di totale fiducia nelle mie analisi scrissi anche quali MOTIVAZIONI sarebbero state addotte per il nuovo taglio.
Infatti, l'anno scorso dissi che “Diranno che avevano ragione a ritenere la debolezza del PIL un fattore critico…. (e ad avere) timori sulla capacità del Paese di mantenere il deficit entro la soglia del 3%”.
Bene, quale è stata la motivazione di fondo del taglio del rating di ieri? “Il forte aumento del debito accompagnato da una crescita perennemente debole …la decisione riflette la revisione al rialzo della stima sul debito pubblico”.
Allora, ho la sfera di cristallo? Purtroppo no….uso la testa, conosco intrinsecamente le logiche che muovono i mercati finanziari e studio le agenzie di rating da anni. Ma non sono l'unico a farlo...
COSA ACCADRA’ ORA
Nel 2013 dissi che “E’ dal 2011 che le agenzie di rating hanno costruito un percorso logico il cui esito non può che condurre il nostro Paese a varcare la fatidica soglia della ‘spazzatura’ ”.
Ed oggi aggiungo, per chiarezza, che L’ENTRATA UFFICIALE DELL’ITALIA IN AREA “SPAZZATURA” RAPPRESENTA L’EPILOGO DI UNA STRATEGIA INIZIATA CON L’INTRODUZIONE DI UNA MONETA A DEBITO DI PROPRIETA’ DI ORGANISMI INTERNAZIONALI E CHE CULMINERA’ CON L’INTERVENTO DIRETTO DEI MEMBRI DELLA TROIKA NELLA GESTIONE DELLA LIQUIDAZIONE CONTROLLATA DEL PAESE (penso anche che Renzi stia per essere sostanzialmente commissariato, personalmente intendo...)
Per gli aspetti tecnici tornerò sul tema. Per adesso mi limito a ricordare che il BTP-spazzatura non possiede più i requisiti per essere impiegato come garanzia su larga parte del mercato interbancario, quindi le banche lo venderanno e assisteremo ad una nuova impennata dei tassi di interessi ….così anche i giochetti di Draghi sullo spread saranno consegnati alla storia.
La cosa riguarda tutti perché ogni mattina ci rechiamo al lavoro anche per consegnare l’obolo alle banche, un obolo che pesa 90 miliardi di euro di interessi passivi all’anno (1.500 euro a testa inclusi i neonati), pagati su un DEBITO PUBBLICO ILLEGITTIMO e per di più gravato da uno spread che le agenzie di rating, manipolando il mercato, hanno spinto ancora più in alto.
Interessi passivi che in assenza di capacità di emettere moneta e di fare politica economica condannano il nostro Paese ad una spirale recessiva senza fine, alla perdita strutturale di liquidità, alla disoccupazione e alla crescita infinita del debito pubblico che ha solo una funzione: essere uno STRUMENTO DI GOVERNO DEL PAESE, uno strumento della cui manutenzione periodica si occupano, appunto, le agenzie di rating.
Questa è la più colossale delle truffe mai perpetrate ai danni della popolazione italiana, che si svolge sotto la protezione dei basisti e dei guardia-spalle che siedono al Governo, che la Costituzione italiana porrebbe a tutela degli interessi nazionali. Ma come potrebbero - questi lacchè invertebrati - alzare la propria voce contro le agenzie di rating se proprio loro, i basisti e i guardia-spalle, sono sostenuti da quel sistema mediatico-finanziario e sono designati direttamente da quelle stesse BANCHE CHE SONO ANCHE LE PROPRIETARIE DELLE AGENZIE DI RATING?
Girerò anche questa ricostruzione ai pubblici ministeri che stanno indagando o processando le agenzie di rating, nella incrollabile fiducia CHE LA MAGISTRATURA AFFIANCHI GLI ITALIANI CHE NON SI ARRENDONO, per combattere insieme gli usurai di ogni tempo, quella parte del sistema bancario che ci governa tramite il debito e i loro guardia-spalle che siedono ai posti di governo.
Alberto Micalizzi

giovedì 4 dicembre 2014

Le banche strozzine degli Stati

Questa è la lista delle banche specialiste in titoli di Stato francese http://www.aft.gouv.fr/articles/liste-des-svt_96.html:


BARCLAYS BANK PLC34/36 avenue de Friedland
75383 Paris Cedex 8
Raoul SALOMONTél. : 01 44 58 31 03
Fax : 01 44 58 32 58
BNP PARIBAS3, rue d'Antin
75078 Paris Cedex 02
Nathalie FILLETTél. : +44 207 595 86 50
Fax : +44 207 595 50 51
CREDIT AGRICOLE-CIBBroadwalk - House 5 - Appold Street
London EC2A - 2DA
United kingdom
Pierre BLANDINTél. : +44 207 214 74 84
Fax : +44 207 214 56 40
CITIGROUP1-5, rue Paul Cézanne
75008 Paris
Benoît VELETél. : 01 70 75 51 59
Fax : 01 70 75 52 92
COMMERZBANK23 rue de la Paix
75002 Paris
Regis BARRETél. : 01 44 94 77 11
CREDIT SUISSE25, avenue Kleber
75784 Paris Cedex 16
Eric MIRAMONDTél. : 01 70 39 01 33
Fax : 01 70 39 00 79
DEUTSCHE BANK3, avenue de Friedland
75008 Paris
Michael HAIZETél. : 01 44 95 64 31
Fax : 01 53 75 07 09
GOLDMAN SACHS120 Fleet Street - River Court
London EC4A - 2BB
United Kingdom
Maud LE MOINETél. : +44 207 774 9537
Fax : +00 44 207 774 44 77
HSBC103, avenue des Champs-Élysées
75008 Paris
Franck MOTTETél. : 01 40 70 71 72
Fax : 01 40 70 38 25
JP MORGANFloor 5, 125 London Wall
London, EC2Y 5AJ
United Kingdom
Matthieu BATARDTél. : +44 207 325 9125
Fax : +44 207 325 8193
BANK OF AMERICA - MERRILL LYNCH112, avenue Kléber - BP 2002
75761 Paris Cedex 16
Loïc GUILLOUXTél. : 01 53 65 55 31
Fax : 01 53 65 56 82
MORGAN STANLEY61, rue de Monceau
75008 Paris
Eugene BURGHARDTTél. : 01 42 90 77 73
Fax : 01 53 77 77 99
NATIXIS47, quai d'Austerlitz
75648 Paris Cedex 13
Guillaume COUZINEAUTél. : 01 58 55 08 24
Fax : 01 58 55 16 00
NOMURA7 place d'Iéna
75773 Paris Cedex 16
Emmanuel GRENOTTél. :01 53 89 31 70
Fax : 01 53 89 31 30
ROYAL BANK OF SCOTLAND
Level 3
135 Bishopsgate
London EC2M 3UR
United Kingdom
Antoine IMBERTTél. : +44 20 7085 01 33
Fax : +44 20 7075 7939
SANTANDER
Camino Alto de Madrid S/N
Boadilla Del Monte
28660 Madrid
España
Felix GRUNINGER Tél. : +34 912 572 040
SCOTIABANK EUROPE
201 Bishopsgate, 6th Floor
London, EC2M 3NS
United Kingdom
Sunay YILDIZTél. : +44 20 7826 5957
SOCIÉTÉ GÉNÉRALE
17, cours Valmy - Tour Société Générale
92987 Paris - La Défense
Jean-Philippe BIREMBAUXTél. : 01 42 13 73 08
Fax : 01 42 13 74 94
UBS100 Liverpool street
London EC2M 2RH
United Kingdom
Marc DEROUDILHETél. : 01 48 88 33 82
Fax : 01 48 88 31 11

Elio Lannutti - AMERICAN EXPRESS: RESTA A TRANI IL PROCESSO PER...

https://www.facebook.com/elio.lannutti/posts/10203505278776235?notif_t=close_friend_activity di Elio Lannutti

AMERICAN EXPRESS: RESTA A TRANI IL PROCESSO PER LE CARTE REVOLVING TRUFFALDINE, CHE LE DIFESE DEGLI IMPUTATI VOLEVANO SPOSTARE IN LIDI PIU’ SICURI. ADUSBEF, GRATA A PROCURA DI TRANI E GUARDIA DI FINANZA, PER LA MOLE DI LAVORO (USURA; AGENZIE RATING; MANIPOLAZIONE EURIBOR; BANKITALIA, BANCHIERI, ECC.) A TUTELA CONSUMATORI, RISPARMIATORI, PMI E FAMIGLIE STROZZATE DA BANCHE E FINANZA.

Nonostante le fortissime pressioni di agenzie di rating, banche, Bankitalia,ex ministri ed altri potentati economici, tendano a delegittimare la Procura di Trani, impegnata in inchieste delicate, come l’usura ed il concorso di Bankitalia nel reato, la manipolazione dell’Euribor e del debito sovrano, con le richieste di estromettere i bravi magistrati dai processi con richieste di trasferimento a lidi più sicuri e Procure più congeniali, il Pm Michele Ruggiero e la Guardia di Finanza hanno segnato oggi un ennesimo punto a favore dei consumatori, Pmi, famiglie, cittadini strangolati dalle banche e società esercenti le carte di credito.
Resta infatti a Trani, con udienza fissata al 19 marzo 2015 per l’esame dei testi e dei consulenti del Pm, il processo istruito dal Pm Michele Ruggiero e dal pregevole lavoro della Guardia di Finanza, nei confronti di 5 dirigenti di American Express accusati dalla Procura di usura e truffa per aver praticato prestiti con carte di credito revolving, sulle quali venivano applicati tassi di mora usurari, nei confronti di Di Febo Daniele e Peretti Melissa, Del Borgo Giglio, Quarra Massimo e Fontana Francesco. Per tutti la Procura di Trani aveva chiesto nel 2012 il rinvio a giudizio ipotizzando i reati di truffa ed usura ai danni di alcuni cittadini della provincia di BAT (Barletta, Andria, Trani) .

L' inchiesta - nella quale sono confluite anche segnalazioni della stessa Adusbef - è partita nel 2008 a seguito della denuncia di un utente di Molfetta che, a fronte di un prestito di 2.600 euro, non avendo pagato una rata di 129,43 euro, si era visto recapitare una richiesta di 686,54 euro, cioè superiore di oltre 5 volte alla rata non pagata, ad un tasso di interesse moratorio ben superiore a quello soglia previsto dalla legge antiusura fissato al 25,23% per il trimestre di riferimento, che secondo le perizie sfiorava il 250%. Nel processo sono costituite parte civile l' Adusbef con l' avv. Antonio Tanza e l' Adusbef-Puglia con avv. Vincenzo Laudadio, uniche associazioni presenti ed ammesse oltre ad alcuni consumatori, quali parti offese. Adusbef grata al lavoro solido e certosino della Procura di Trani, auspica che istituzioni, ex ministri ed autorità vigilanti, che cercano con tutti i loro potenti mezzi di ostacolare l’agire dei Pm, possano indirizzare le loro attenzione nella repressione dei crimini bancari e finanziari, invece di proteggerli.
Elio Lannutti (presidente Adusbef)
Roma, 4.12.2014

Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.