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venerdì 27 marzo 2015

Interrogazione parlamentare M5S su MPS - #Sorgenia

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Un'azienda di De Benedetti, Sorgenia, ha ottenuto in passato un prestito di 600 milioni (provate voi a chiedere un fido di qualche decina di migliaia di euro...) da MPS , banca notoriamente sotto l'influenza del PD, partito che ha ormai la Repubblica come suo organo ufficiale. La Sorgenia sostanzialmente fallisce (ha un debito di 1,8 miliardi di euro), la banca invece di chiedere il rientro del prestito si offre per uno scambio di quote con il prestito erogato, ma che valore hanno oggi le quote? C'è poi un piccolo particolare. MPS ha ottenuto da parte del governo Monti un finanziamento di circa 5 miliardi per evitare il fallimento. Quindi, lo Stato è oggi uno dei principali azionisti di MPS (che a rigor di logica dovrebbe essere nazionalizzata). In sostanza con i soldi dei contribuenti dati a MPS stiamo salvando un imprenditore privato. Il M5S ha presentato una interrogazione parlamentare. Aspettiamo risposte dal Governo.

"Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Premesso che:
Sorgenia spa, nata nel 1999, è uno dei principali operatori del mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale, con circa 400.000 clienti su tutto il territorio nazionale, concentrati in particolare nel segmento dei professionisti e delle piccole e medie aziende. Dispone di impianti di generazione per circa 5.000 MW di potenza installata. Sorgenia spa in circa 10 anni di attività, ha accumulato un debito societario pari a 1,8 miliardi di euro per il quale si è reso necessario giungere ad un accordo di ristrutturazione con le banche creditrici a norma dell’art. 182 bis della legge fallimentare che disciplina in forma negoziale i risanamenti di aziende.
Le principali banche creditrici della società erano Monte dei Paschi (600 milioni), IntesaSanpaolo (371 milioni), Unicredit (180 milioni), Ubi (180 milioni), Bpm (177 milioni), Banco popolare (157 milioni); il piano dei creditori ha dato vita ad un nuovo veicolo controllante, che ha quale primo azionista MPS con il 22%, seguito da Ubi con il 18%, Banco popolare con il 11,5%, Unicredit con il 9,8%, Intesa Sanpaolo con il 9,7%, Bpm con il 9%. Cir, Sorgenia Holding e Verbund non detengono più azioni di Sorgenia. Il processo di ristrutturazione dell'indebitamento di Sorgenia attuato nell’autunno 2014 ha previsto, tra l’altro, un aumento di capitale da 400 milioni di euro interamente sottoscritto dalle banche finanziatrici – e dunque anche MPS - attraverso la conversione di crediti nel capitale della società.
A parere degli interroganti è inaccettabile che la MPS sia diventata la principale azionista di Sorgenia; nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea, il 26 febbraio 2015 presso la VI^ Commissione Finanze e Tesoro del Senato della repubblica si è tenuta l’audizione dei rappresentanti di MPS; in quella sede, il presidente Alessandro Profumo e l’amministratore delegato Fabrizio Viola hanno rappresentato che “il Gruppo MPS ha superato l’AQR (Asses Quality Risk) confermando la solidità della struttura patrimoniale della Banca” e che “il Common Equity Tier 1 (CET1) post AQR è stato del 9,5% (al 31 dicembre 2013), sopra la soglia minima prevista (8,0%)". Gli interroganti contestano queste affermazioni che non rispondono in alcun modo al vero poiché dal rapporto stilato dalla BCE sulla Banca Monte Paschi Siena (pagina 2, cella B18) risulta che la banca abbia evidenziato un deficit di capitale per l’AQR pari a 847 milioni di euro, a fronte di un livello di capitale (CET1) di 6.99% ovvero 101 punti base sotto la soglia dell’8%. A questo risultato negativo sull’AQR si aggiunge poi il deficit generato dagli stress test per un importo cumulato di ben €4,2 miliardi incluso l’AQR. Nonostante la banca sia stata salvata grazie allo Stato italiano, cioè ai 4 miliardi di euro di prestiti (cosiddetti Monti Bond) di cui oltre un miliardo ancora da restituire ed il successivo aumento di capitale di 5 miliardi nel giugno 2014, il 26 ottobre 2014 la Banca Centrale Europea ha stabilito che mancano ancora 2,5 miliardi di capitale per mettersi in regola.
Monte Paschi Siena, dal 2011 ad oggi ha registrato perdite per circa quindici miliardi di euro di cui circa dieci miliardi nel corso della gestione degli attuali vertici (Presidente Profumo, Amministratore Delegato Viola). Sempre dal rapporto della BCE del 27 ottobre 2014 è emerso che la vigilanza europea ha trattato come derivati una gigantesca operazione riportata da MPS come investimenti in titoli di stato (la c.d. Operazione Nomura) con questo potendosi prefigurare possibili profili di responsabilità sui bilanci.
I cinque miliardi di aumento di capitale versato dagli azionisti, la cui maggioranza è oggi costituita da migliaia di piccoli azionisti, sono andati letteralmente in fumo in meno di sei mesi (piu di quanto abbia perso la capitalizzazione di Parmalat nei mesi che hanno preceduto il fallimento) i vertici attuali della banca, a fronte di nuove perdite per oltre 5 miliardi appena annunciate per l’esercizio 2014, si apprestano a chiedere ai risparmiatori di versare altri tre miliardi in un nuovo aumento di capitale che si intende varare a maggio-giugno 2015; di fatto gli aiuti di stato pagati con i soldi dei contribuenti ed i quattrini raccolti con l’aumento di capitale (5 miliardi) eseguito a giugno 2014 e quelli che ancora si vuole raccogliere saranno serviti anche per convertire il debito di Sorgenia in azioni evitando il fallimento della società di De Benedetti. Sul Mps ed in particolare sul mancato commissariamento da parte da parte della Banca d'Italia in virtù degli articoli 70 e ss. del Testo unico bancario è stata presentata, in data 11 febbraio 2015, un’interrogazione a risposta in VI^ Commissione Finanze della Camera dei deputati, ad oggi rimasta inevasa.
Si chiede se il Ministro interrogato:
- sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
- ritenga opportuno che Sorgenia sia stata salvata da MPS salvata a sua volta salvata con i quattrini dei contribuenti che dunque sono andati anche a Sorgenia
- se intende domandare alla Banca d’Italia per quale motivo l’autorità di vigilanza non abbia presentato istanza di commissariamento ai sensi dell’art 70 TUB a seguito delle ingenti perdite (15 miliardi in 4 anni) e di possibili profili di responsabilità per l’errata contabilizzazione dell’Operazione Nomura evidenziati dalla BCE
- ha intenzione di chiedere alla Consob di verificare la correttezza del prospetto dell’aumento di capitale di MPS eseguito nel giugno 2014 posto che l’AQR ha fatto emergere rettifiche sui crediti per oltre quattro miliardi a valere sul bilancio 2013 (ultimo bilancio approvato disponibile prima di eseguire l’aumento di capitale);
- condivida la riconferma del vertice di MPS (Presidente Profumo e dell’Amministratore Delegato Viola), proposta dalla Fondazione MPS su cui il MEF ha funzioni di controllo" M5S Parlamento

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