Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

lunedì 29 giugno 2015

Grecia: UE contraria al referendum. Tsipras: non ci serve il premesso di nessuno

http://www.imolaoggi.it/2015/06/28/grecia-ue-contraria-al-referendum-tsipras-non-ci-serve-il-premesso-di-nessuno/



UE – Dijsselbloem: “Sono sorpreso molto negativamente dalla decisione dei greci. Hanno apparentemente respinto l’ultima proposta dei creditori e deciso di indire un referendum con una indicazione negativa”, ha affermato il presidente dell’Eurogruppo, Jereon Dijsselbloem sulla decisione del governo greco di tenere un referendum sull’ultima proposta di supporto da parte dell’Ue. “Si tratta di una decisione triste di chiusura” di fronte ad una porta che invece per parte europea restava aperta.

tsipras
Tsipras – “In qualità di membro paritario dell’Unione europea, la Grecia non ha bisogno di chiedere permessi a nessuno per lasciare che il popolo greco parli e faccia e sentire la propria voce, ha detto Tsipras al parlamento, promettendo che la sovranità dello Stato e il futuro saranno decisi tramite referendum.
I referendum sono stati utilizzati in tutta Europa come per permettere al popolo di esprimere direttamente la propria volontà e  la Grecia è pienamente nel suo diritto di farlo. ‘La nostra dignità non è un gioco’: la Grecia non e ‘ospite’, non necessita di permessi UE per il referendum. Le condizioni per un nuovo accordo di salvataggio e le riforme proposte da parte dei creditori della Grecia erano un ultimatum e un insulto,  ha detto Tsipras.
“Siamo esausti oltre ogni limite di fare concessioni per arrivare ad un accordo”, ha detto Tsipras. “Forse a qualcuno è sembrato un segnale di debolezza.”
“Il giorno della verità è in arrivo per i creditori, il momento in cui vedranno che la Grecia non si arrende, che la Grecia non è un gioco che si è concluso”, ha detto, concludendo il suo discorso invitando tutti i greci a respingere la “ultimatum “con un” sonoro no.

domenica 28 giugno 2015

Auriti e Padre Pio: presagio di vittoria!

Coldiretti contro la Ue: «Ci impongono i formaggi fatti col latte in polvere»


http://www.ilsecoloxix.it/p/economia/2015/06/27/ARcBQWwE-coldiretti_formaggi_impongono.shtml


Roma - La Commissione dell’Unione Europea ha inviato una diffida all’Italia per chiedere la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari previsto storicamente dalla legge nazionale. In pratica l’Unione Europea vuole imporre all’Italia di produrre formaggi ottenuti con latte in polvere.

Lo rende noto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare i contenuti della lettera di costituzione in mora appena inviata dal Segretariato generale della Commissione Europea alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea sull’infrazione n.4170. «Siamo di fronte all’ultimo diktat di una Europa che tentenna su emergenze storiche come l’emigrazione, ma che è pronta ad assecondare le lobby che vogliono costringerci ad abbassare gli standard qualitativi dei nostri prodotti alimentari difesi da generazioni di produttori», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Dal 11 aprile del 1974 con la legge n. 138, «l’Italia ha deciso - sottolinea la Coldiretti - di vietare l’utilizzo di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare ai caseifici situati sul territorio nazionale. Questa misura ha lo scopo di tener alta la qualità delle produzioni casearie italiane salvaguardando le aspettative dei consumatori per quanto concerne l’autenticità e la qualità dei prodotti italiani mediante la qualità delle materie prime. Una scelta che ha garantito fino ad ora il primato della produzione lattiero casearia italiana che riscuote un apprezzamento crescente in tutto il mondo dove le esportazioni di formaggi e latticini sono aumentate in quantità del 9,3 per cento nel primo trimestre del 2015».

La Commissione Ue con l’avvio della procedura di infrazione ritiene invece, osserva Coldiretti, «che la legge italiana a tutela della qualità della produzioni rappresenti una restrizione alla ”libera circolazione delle merci”, e ssendo la polvere di latte e il latte concentrato prodotti utilizzati in tutta Europa. In altre parole impone un adeguamento al ribasso con una diffida che, se accolta, comporterà uno scadimento della qualità dei formaggi e degli yogurt italiani che metterà a repentaglio la ”reputazione” del Made in Italy, ma anche una maggior importazione di polvere di latte e latte concentrato che arriverà da tutto il mondo a costi bassissimi, con conseguenze pesanti sulla tenuta degli allevamenti italiani».

«Si tratta in realtà - continua la Coldiretti - solo dell’ultima trovata delle burocrazie dell’Unione Europea da dove sono arrivate incomprensibili decisioni sulla tavola che allontanano cittadini e imprese dall’Europa, dal vino senza uva al cioccolato senza cacao fino alla carne annacquata, ma sul mercato c’è anche il vino zuccherato e quello in polvere mentre circa la metà della spesa è anonima».

«Nell’Unione che si disinteressa e temporeggia sull’emergenza immigrati si consentono invece trucchi e inganni nel momento di fare la spesa con l’appiattimento verso il basso della qualità alimentare, anche a danno di Paesi come l’Italia che possono contare su primati qualitativi e di sicurezza alimentare», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare «le alchimie negli ingredienti che hanno snaturato anche gli alimenti più comuni».

venerdì 26 giugno 2015

Clearstream e i Bonds italiani


Fonte: http://danielepaceblog.blogspot.co.uk/2015/06/clearstream-e-i-bonds-italiani.html

Di Daniele Pace*


Molto si è detto in questi anni delle banche lussemburghesi Clearstream e Euroclear fin dall'uscita del libro di Denis Robert “Soldi. Il libro nero della finanza internazionale”[1].
Le due banche hanno sede in Lussemburgo dove vige il più assoluto segreto bancario che sembra aver reso vana qualsiasi inchiesta e indagine da parte di autorità e giornalisti dopo la denuncia del free-lancer francese che per primo ha portato alla luce l'attività di queste camere di compensazione internazionali di proprietà di alcune banche con conti riservati e inaccessibili.
Secondo la denuncia dell'ex giornalista di Liberation, qui verrebbero “trattati” ingenti capitali di multinazionali e banche nel più assoluto segreto, occultando in questo modo ingenti profitti derivanti da operazioni sospette, come ad esempio la creazione di credito dal nulla da parte del settore bancario commerciale.
Secondo alcune fonti nei loro conti correnti le due camere di compensazioni custodiscono più di 10.000 miliardi di dollari, una cifra spaventosa che supera anche l'aggregato monetario M3 segnalato dalla BCE.

Ma le due grandi banche e camere di compensazione trattano anche titoli di stato, come risulta evidente sia sul loro sito, che in quello di Banca d'Italia e del Ministero dell'Economia italiano.
Sbirciando infatti a caso, alla ricerca di documenti interessanti sui siti governativi e non, come spesso capita ai ricercatori indipendenti, mi sono imbattuto in due documenti legali del ministero riguardanti il mercato internazionale dei Titoli di Stato, in cui le due banche lussemburghesi sono indicate come passaggio quasi obbligato per la negoziazione delle Securities italiane nel mercato internazionale, visto che, pur citando eventuali nuove camere di compensazione, Clearstream e Euroclear sembrano avere una corsia preferenziale.

Il primo documento, dal titolo Programme for the Issuance of Debt Instruments[2], descrive un programma pluriennale di emissione di Titoli di Stato da acquistarsi in valute estere del valore di 80 miliardi di dollari, con scadenze fino al 2045. I contribuenti italiani possono quindi mettersi comodi.
Il documento, datato 19 dicembre 2014, oltre a menzionare i soliti Dealer incaricati dell'acquisto sul mercato primario (le maggiori banche d'affari del mondo, quasi tutte straniere), menziona anche, e più volte, le camere di compensazione di Clearstream e Euroclear come le banche nei cui conti correnti (temporanei) verranno depositati titoli e valute nella negoziazione.



A pagina 7 del documento sono infatti indicate alcune note, poi specificate nei termini del documento, in cui si riassume il loro ruolo:
"Ogni Strumento Globale (definizione nel documento per Titolo di Stato), che non è destinato a essere rilasciato in forma di Nuova Strumento Globale (un "Classico Strumento Globale" o "CGN"), come specificato nelle Condizioni Definitive, sarà depositato alla o intorno alla data di emissione in questione presso un depositario o un depositario comune per Euroclear Bank SA / NV ("Euroclear") e / o Clearstream Banking, société anonyme ("Clearstream, Luxembourg") e / o per qualsiasi altro sistema di compensazione e ogni Strumento Globale che è destinato a essere rilasciato in una Nuova Strumento Globale (un "New Global Instrument" o "NGN"), come specificato nelle Condizioni Definitive, sarà depositato alla o intorno alla data in questione in un deposito in comune per Euroclear e / o Clearstream, Lussemburgo."




Così come nelle informazioni generali, a pagina 70, punto 2:

“The Instruments have been accepted for clearance through Euroclear and Clearstream, Luxembourg”

Nel secondo documento, del 2013, una registrazione per la proposta di vendita di 10 miliardi di titoli, appare anche la DTC[3] negli Stati Uniti, altra camera di compensazione, una società privata.

Nel sito ufficiale di Clearstream invece troviamo un documento della Banca d'Italia[4], dove si indica la scelta della nostra banca centrale di affidare il servizio di clearing nell'acquisto dei Titoli di Stato alla stessa banca lussemburghese che nella pagina di accesso[5], vanta anche la Deutche Bundesbank fra i suoi clienti.




Resta da capire perché lo Stato italiano, utilizzi le due banche lussemburghesi, coperte dal più rigoroso segreto bancario e molto riservate, per la compensazione di Titoli di Stato che dovrebbero invece essere trattati nella più assoluta trasparenza con i cittadini e contribuenti, costretti a pagare tasse salatissime per ripagare il debito nazionale.


*Daniele Pace, scrittore e ricercatore indipendente, autore de ”La Moneta dell'Utopia e il Complotto del Fruttivendolo”

Note

[1] Soldi. Il libro nero della finanza internazionale, Denis Robert (http://www.macrolibrarsi.it/libri/__soldi.php)

[2] Programme for the Issuance of Debt Instruments, Ministero dell'Economia (http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/emissioni_sui_mercati_internazionali/Prospetto_base_semplificato_Medium_Term_Notes_2014.pdf)

[3] Registration Statement No. 333-152589, Ministero dell'Economia (http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/emissioni_sui_mercati_internazionali/Prospectus_Global_2013.PDF)

[4] The Bank of Italy’s securities lending programme, Banca d'Italia (http://www.bancaditalia.it/media/comunicati/documenti/2015-01/cs-110515_en.pdf?language_id=1)


[5] Deutsche Bundesbank and Banca d’Italia lend securities via the Global Liquidity Hub, Clearstream Web Site (http://www.clearstream.com/clearstream-en/newsroom/deutsche-bundesbank-and-banca-d-italia-lend-securities-via-the-global-liquidity-hub/74352)

Intervista di Salvo a Saba




LE MONOPOLE POUR LES « FAUX MONNAYEURS »

La haine contre les paiements en billets Auran Derien le 19/06/2015 modifié le 19/06/2015 à 11:48h


LE MONOPOLE POUR LES « FAUX MONNAYEURS » - La haine contre les paiements en billets


Puisque les faux-monnayeurs ont atteint leur seuil d’incompétence et qu’ils ne savent plus rien faire, les campagnes contre toute autre forme monétaire ont repris. Le prix Nobel Maurice ALLAIS utilisait cette expression de faux-monnayeurs pour expliquer le mécanisme contemporain de la création monétaire par des agents privés. Il s’agit de laisser fonctionner la machinerie occidentale le plus longtemps possible, afin que le chaos, partout répandu, détruise le monde. Dans le chaos, chacun cherche à survivre, personne ne fait confiance à quelque institution que ce soit, et les faux-monnayeurs ne seront pas sanctionnés car aucune puissance ne pourra les faire arrêter.

La première campagne contre une monnaie restante, les billets, est menée à partir des organisations internationales. Les "faux-monnayeurs" ont commencé à réduire les paiements en billets. 


La propagande en faveur du totalitarisme bancaire uniformisé n’a pas changé depuis deux siècles. Une fois, la mesure d’élimination des billets et pièces est présentée comme une évolution naturelle, alors qu’il s’agit d’une politique de domination. Une autre fois, il est affirmé que la fin des billets et pièces limite les vols, alors que le contraire est prouvé.

Dès 2014, la banque de Suède se vantait de ce que les pièces et billets étaient en voie de disparition. Une dépendance de JP Morgan & Co. aussi connue sous le nom JPMC, la Chase, a pris la même mesure au mois de mars de cette année. En Suisse, il a été constaté une demande importante de billets de toutes sortes puisque les taux d’intérêt sur les dépôts sont devenus négatifs. Les épargnants transformaient leurs avoirs en billets qu’ils gardaient dans des coffres. La Banque Centrale Suisse a donc bloqué la possibilité de demander des billets. Et le ministère des finances français a déclaré qu’il convenait de suivre le courant. Bjarne Corydon, le ministre des finances danois affirme tranquillement que les paiements en espèces constituent une entrave pour les entreprises - elles doivent faire appel à des systèmes de surveillance pour conserver et déplacer cet argent - et que rendre la monnaie prend du temps. La mesure de liquidation des pièces et billets devrait entrer en vigueur au début de l’année 2016 et les commerces de détail, restaurants et stations service pourraient les refuser comme modalité de paiement.


Les vaticinations pour appuyer le pouvoir bancaire


Dans le processus de création monétaire, deux fuites perturbent les financiers mondialistes : les réserves que les banques conservent pour couvrir leurs prêts ; les billets et pièces qu’elles se procurent dans un autre circuit. Le problème des réserves a été éliminé depuis que le système monétaire international est entièrement entre les mains d’une oligarchie qui dicte les règles auxquelles elle dit se plier, fixe elle même les notes de ses crédits et place ses affidés à la tête des organes de surveillance. Reste les pièces et billets, à diaboliser donc puisqu’ils n’entrent pas dans le plan de la banque privée.

De telles affirmations sont appuyées par les cabinets d’affaires au service de la finance globalitaire, qui n’hésitent pas à soutenir n’importe quelle horreur car la spécialité des multinationales comme McKinsey est d’aider à la délinquance par l’évasion fiscale et la présentation frauduleuse des bilans bancaires. La guerre au public a été déclarée par les voraces adorateurs de l’idole argent qui ont abandonné depuis longtemps toute pensée cohérente et préfèrent répandre la haine, le mensonge et la bestialité.


Et la banque libre ?


L’un des penseurs qui sert de référence aux financiers d'aujourd'hui, F.Hayek, avait affirmé il y a quelques décennies, “rien n’est plus important que d’annuler le mariage malheureux entre les politiques monétaire et budgétaire” (F.A.HAYEK :“Denationalisation of Money: The Argument refined”. I.E.A, 1978, p.113). C’est une réalité désormais en Occident. 


Mais la monnaie est toujours un monopole de quelques « faux-monnayeurs », responsables et coupables des crises et de la misère actuelle. Pourquoi ne pas accepter l’existence de monnaies concurrentes, selon le principe défendu par Hayek ? L’Etat devrait rester un producteur de monnaie parmi d’autres, et les agents économiques publics et privés détermineraient en quelle monnaie ils empruntent. Une oligarchie financière ne pourrait pas manipuler les taux d’intérêt, contrairement à ce que peut se permettre le système de la réserve fédérale étatsunienne. Si Hayek inspire les fanatiques de la globalisation, ils ne devraient pas oublier que celui-ci affirmait la nécessité d’une bonne monnaie qui, comme une bonne loi, doit exercer ses effets sans tenir compte des conséquences qu’elle a sur des individus ou des groupes. 


Hayek affirmait qu’un agent, quel qu’il soit, ne doit pas pouvoir effectuer des dépenses telles qu’il ne puisse faire face à ses obligations. Donc, les banques actuelles doivent fermer, car elles sont incapables de faire face à leurs dettes, et l’Etat américain doit être mis en liquidation pour les mêmes raisons.


On sera sceptique devant l’honnêteté intellectuelle des économistes au service de l’empire du néant. Toutefois, la situation présente des pays victimes de la terreur globalitaire justifie une remise en cause profonde et une réflexion sur les alternatives à cette inhumanité…


Quo vadis? Nell’Ue nessuno vuole ospitare i migranti

http://www.limesonline.com/quo-vadis-nellue-nessuno-vuole-ospitare-i-migranti/78925?refresh_ce

Carta di Laura Canali
[Carta di Laura Canali]
Il piano di distribuzione delle persone sbarcate in Italia e Grecia non piace a molti paesi, Germania inclusa. La frontiera con tra la Penisola e la Francia è di fatto bloccata, mentre l’Ungheria vuole costruire un muro al confine con la Serbia. Un’operazione per distruggere i barconi non è esclusa.
Articolo originariamente pubblicato su TvSvizzera.it    [ultimo aggiornamento 18/6/2015]

I ministri degli Interni dei paesi dell’Ue riunitisi in Lussemburgo il 16 giugno si sono incontrati per discutere del piano di distribuzione tra gli Stati membri dei migranti provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente.

La questione riguarda direttamente l’Italia, poiché si trova al centro del Mar Mediterraneo, a soli 350 chilometri dalle coste della Libia, dove è in corso la guerra civile.

Secondo il piano di distribuzione proposto dalla Commissione europea, i 40 mila migranti “in chiaro bisogno di protezione internazionale” (per l’Ue solo siriani ed eritrei) presenti in totale in Italia e Grecia dovrebbero essere ripartiti tra gli Stati membri in base a criteri come pil, popolazione, livello di disoccupazione e numero di rifugiati già presenti. Francia e Germania dovrebbero accoglierne circa il 30% e per questo hanno chiesto una più equa suddivisione degli oneri. In base alla proposta, Regno Unito e Irlanda, se volessero, potrebbero non partecipare. Cosa invece certa nel caso della Danimarca, che beneficia di una clausola di esclusione. Alcuni paesi tra cui Spagna e Polonia hanno sollevato dubbi sull’attuale piano di distribuzione. Ad ogni modo la proposta della Commissione europea specifica che la distribuzione dei migranti da parte degli Stati membri è su base volontaria.

Le difficoltà nel risolvere l’emergenza umanitaria sono state acuite dal fatto che nelle ultime settimane Francia, Austria e Svizzera hanno rafforzato i controlli al confine con lo Stivale, impedendo ai migranti di entrare nel loro territorio.

Giorni di tensione ci sono stati a Ventimiglia, al confine con il paese transalpino, dove circa 200 migranti, la maggior parte provenienti da Eritrea, Sudan e Libia sono stati respinti. Secondo Roma, l’atto è contrario all’accordo di Schengen, che consente la libera circolazione delle persone all’interno degli Stati membri dell’Ue.

La Francia non ha formalmente sospeso l’accordo. Tuttavia, anziché effettuare controlli a campione, Parigi sta monitorando in maniera costante coloro che varcano la frontiera, bloccando e riaccompagnando in Italia gli stranieri irregolari, come previsto dall’accordo di italo-francese di Chambéry del 1997. Di fatto questo trattato è stato firmato per impedire che immigrati clandestini approfittino del trattato di Schengen per circolare in Europa. L’Italia intrattiene accordi simili anche con Austria e Svizzera, che in questi giorni stanno compiendo il medesimo monitoraggio alle frontiere.

Come se non bastasse, l’Ungheria ha annunciato che intende costruire un muro al confine con la Serbia proprio per impedire l’ingresso di migranti sul suo territorio.

Secondo la convenzione di Dublino, i rifugiati devono chiedere asilo nel primo paese d’ingresso in Europa. Questo principio ovviamente riguarda da vicino gli Stati in cui approdano le centinaia di migranti dall’Africa e dal Medio Oriente che fuggono dalla guerra e dalla povertà.

A tal proposito, basti pensare alle condizioni in cui vertono LibiaSomalia (dove opera al Shabaab), Siria (in piena guerra civile e dove è attivo lo Stato Islamico), Sierra Leone, Mali, Senegal, Gambia, Costa d’Avorio, Etiopia, Eritrea e Bangladesh. Da questi paesi sarebbero provenuti alcuni dei migranti protagonisti del tragico naufragio dello scorso aprile, in cui si teme siano morte oltre 800 persone.

Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiatinel 2015 oltre 100 mila persone hanno attraversato il Mar Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Di queste 54 mila sono sbarcate in Italia, 48 mila in Grecia, 91 a Malta e 920 in Spagna. Nel 2014, 219 mila persone hanno attraversato il Mar Mediterraneo. Almeno 3.500 sono morte in queste acque.

Risolvere l’emergenza umanitaria è una priorità non solo per i paesi dell’Europa del Sud ma anche per quelli che si trovano al Nord, per esempio Germania, Svezia, Norvegia e Gran Bretagna, dove i migranti intendono recarsi in cerca di condizioni di vita migliori.

La scelta di Francia, Austria e Svizzera di impedirne il passaggio e le difficoltà nel trovare un accordo sulla distribuzione dei rifugiati evidenzia le difficoltà incontrate dai paesi dell’Unione Europea nel trovare una strategia comune per far fronte a questi problemi.

Il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha detto: “Se il Consiglio Europeo sceglierà la solidarietà, bene. Se non lo farà, abbiamo pronto il piano B, ma sarebbe una ferita innanzitutto per l’Europa”. Il piano B, secondo il Corriere della Sera, comprenderebbe la fornitura di permessi temporanei ai richiedenti asilo per permettere loro di varcare la frontiera e circolare nell’Ue. Il ministro degli Interni italiano Angelino Alfano ha detto che tale soluzione non è stata proposta.

Il contesto libico

La crisi che ha reso più massiccio il flusso di migranti diretti in Europa è proprio quella in corso in Libia, dove quattro anni fa la Nato è intervenuta per aiutare i ribelli a rovesciare il regime del colonello Muammar Gheddafi. Oggi l’ex colonia italiana è uno Stato fallito dove i due governi rivali di Tobruk (a Est, guidato da Abdullah al-Thani, risultante dalle elezioni dello scorso giugno e riconosciuto internazionalmente) e di Tripoli (a Ovest, guidato da Omar al-Hassi, nato con la precedente assemblea transitoria) si scontrano per il controllo del territorio.

In più, diverse organizzazioni criminali e terroristiche operano nell’ex colonia italiana approfittando di e contribuendo all’instabilità del paese. Mesi fa, alcuni gruppi jihadisti hanno dichiarato la loro affiliazione allo Stato Islamico, ma non è chiaro quanto sia stretto il legame con il nucleo che opera in Siria e in Iraq. Quel che è certo è che l’Is non controlla la Libia e deve convivere con altri gruppi terroristici.

Le organizzazioni criminali attive nell’ex colonia italiana si servono anche del traffico di esseri umani per finanziare le loro altre attività.

La distruzione dei barconi

A maggio l’alto rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Ue Federica Mogherini ha anche presentato al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite un piano per identificare, catturare e distruggere sistematicamente i barconi usati dai trafficanti di esseri umani in Libia prima che questi vi salgano a bordo.

Si tratta di una strategia rischiosa, perché le imbarcazioni utilizzate sono comuni pescherecci ormeggiati nei porti ed è piuttosto complicato capire il momento in cui sono acquistati dai trafficanti e utilizzati per trasportare i migranti in Europa. Quindi c’è il rischio che questa missione mieta vittime innocenti. Senza contare che per condurla bisognerebbe avere l’appoggio del governo libico.

Il problema è che schierarsi con quello internazionalmente riconosciuto di Tobruk (come stanno facendo Occidente e, tra gli altri, Emirati Arabi Uniti ed Egitto) non agevola il faticoso dialogo con Tripoli. Quest’ultimo è indispensabile perché in Libia si formi un governo d’unità nazionale che conferisca stabilità al paese e argini il flusso di migranti.

Il vertice del Consiglio Europeo fissato per il 25-26 luglio dovrebbe offrire una visione più chiara di quello che farà – o non farà – l’Ue per risolvere l’emergenza umanitaria in corso.

Anatocismo, la Commissione Ue chiede chiarimenti al governo

http://www.leggioggi.it/2015/06/24/anatocismo-commissione-ue-chiede-chiarimenti-governo/

Quante sono, in Italia, le voci di costo (e le fonti di profitto per le banche) consentite nei rapporti di conto corrente? L’apparente perdita può essere compensata da tassi più elevati senza incorrere nel rischio usura?



La notizia divulgata sui principali organi di informazione secondo cui la Commissione UE avrebbe chiesto all’Italia chiarimenti in merito all’introduzione, con la legge di stabilità 2014, del divieto di anatocismo a partire dal 1° Gennaio 2014 1 lascia il dubbio che ad invocare l’intervento non siano piuttosto le stesse banche italiane che, ancora, devono finire di pagare “il conto”, nei tribunali, relativo alla restituzione degli oneri anatocistici illegittimamente addebitati nel corso di rapporti instaurati prima dell’entrata in vigore della delibera Cicr del 9 Febbraio 2000; banche che non hanno mai accettato di rinunciare ai maggiori profitti derivanti dalla capitalizzazione degli interessi o di restituire quanto, anche per altre ragioni, i giudici hanno riconosciuto non dovuto dai clienti (ad esempio, per interessi “uso piazza” o, comunque, non validamente pattuiti o per commissioni di massimo scoperto) a tal punto da avere già, in passato, invocato ed ottenuto “soccorso” dal legislatore nazionale vanificato, più di una volta, dalla Corte Costituzionale.
Si ricorda che la Corte di Cassazione, nella primavera del 1999, aveva riconosciuto l’illegittimità della capitalizzazione, vietata, sin dal 1942, dall’art. 1283 codice civile (salvo particolari condizioni indicate nella norma). Il legislatore (rectius: il Governo), dopo qualche mese, con il decreto legislativo 4 Agosto 1999 n. 342, legittimò l’anatocismo con l’introduzione di due commi nell’art. 120 d.lgs. 1 Settembre 1993 n. 385 (Testo Unico delle norme in materia bancaria) attraverso i quali si delegava il Cicr ad emanarne la disciplina assicurando la reciprocità (ossia la capitalizzazione degli interessi sia a debito che a credito dell’utente): una condizione, quest’ultima, che soltanto in apparenza sembra garantire l’equità sia perché è inverosimile che il correntista che abbia un “fido” possa trovarsi a credito sia perché, comunque, dagli stessi moduli contrattuali predisposti dopo il 2000 si evince, spesso, che nessun effettivo aumento annuo del tasso creditore potrebbe avere il correntista in virtù della capitalizzazione. Ma non solo: tentando di annullare quanto la Corte di Cassazione aveva ribadito -e, cioè, l’illegittimità dell’anatocismo- il legislatore, col medesimo decreto legislativo, introdusse, nell’art. 120 d.lgs. 385/1993, un ulteriore comma “sanando” comunque le clausole presenti nei contratti stipulati anteriormente alla delibera Cicr. Un provvedimento che fu ritenuto da varie associazioni dei consumatori e vittime di abusi bancari un “regalo” di non poche migliaia di miliardi di lire dell’epoca che la Consulta (con sentenza del 17 Ottobre 2000 n. 425) impedì dichiarando incostituzionale la “sanatoria” per le clausole anatocistiche contenute nei contratti stipulati precedentemente2 . E’ “sopravvissuta” per quattordici anni, invece, la disposizione dell’art. 120 T.U.B. che, a partire dall’entrata in vigore della delibera Cicr del 9 Febbraio 2000 fino al 1° Gennaio 2014, ha consentito la capitalizzazione degli interessi debitori.
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La richiesta di spiegazioni inviata dalla Commissione U.E. all’Italia suscita l’impressione di un’ulteriore conferma della particolare “sensibilità” delle Istituzioni alla logica dei profitti bancari senza minimamente considerare gli effetti nefasti per i correntisti e, dunque, per le imprese e per l’intera economia. Premesso che non si condivide la tesi secondo cui in nessun altro Stato membro vi sarebbe il divieto di anatocismo essendo, forse, più utile interrogarsi se negli altri Paesi U.E. vi sono gli stessi abusi denunciati in Italia, non si registra ancora, da parte dei politici italiani, una chiara e precisa risposta in favore dei cittadini e, soprattutto, dei correntisti. Si ha l’impressione che quegli stessi politici che, quotidianamente, tentano di suggerire le vie d’uscita dalla crisi ignorino, probabilmente, quali siano gli effetti della capitalizzazione trimestrale. Ignorano che, ad esempio, un fido di 100 milioni di vecchie lire al tasso del 20%, dopo un anno piuttosto che diventare 120 milioni, determina la pretesa da parte della banca, per effetto dell’anatocismo, di 121.550.625; dopo dieci anni, se si ipotizza un utilizzo medio di quello stesso importo affidato, piuttosto che 300.000.000, la banca ne pretenderebbe 703.998.871; dopo vent’anni, piuttosto che 500.000.000, la banca potrebbe arrivare a pretendere 4.956.144.107.
Tali importi, ovviamente, senza considerare gli ulteriori oneri derivanti dall’applicazione delle commissioni di massimo scoperto. In tale ultimo caso, quell’importo di 100.000.000 di vecchie lire, al tasso del 20% annuo, dopo vent’anni, con capitalizzazione e con l’aggiunta di commissioni di massimo scoperto all’1%, determinerebbe la pretesa, da parte della banca, di oltre 10 miliardi di vecchie lire3 . E’ questa prassi (vietata in Italia dal 1942 e che il Governo dell’Agosto 1999, in spregio alle pronunce dei giudici di merito e di legittimità, aveva tentato di sanare perfino per i contratti stipulati anteriormente al 2000 con un intervento, come dicevo sopra, bocciato dalla Corte Costituzionale ma che, comunque, aveva legittimato per i rapporti successivamente instaurati) la principale causa del fallimento di milioni di imprese e, a mio modesto avviso, della crisi italiana con indubbi danni all’intera economia nazionale. La legge n. 147/2013 (cosiddetta di “stabilità”) -sia pur con non poche polemiche e dopo un ulteriore tentativo di reintroduzione di un apposito emendamento in sede di conversione in legge- di fatto, modificando l’art. 120 d.lgs. 385/1993, ha nuovamente vietato l’anatocismo demandando, ancora una volta, al Cicr di disciplinare le modalità di conteggio degli interessi. Nell’attesa della delibera non sono poche le banche che, indifferenti alla nuova disposizione legislativa, continuavano a capitalizzare gli interessi. Con due recenti provvedimenti, il Tribunale di Milano ha riconosciuto l’illegittimità dell’anatocismo a partire dal 1° Gennaio 2014. La Commissione U.E., nel chiedere spiegazioni all’Italia e mostrando di non “gradire” l’intervento normativo sfavorevole alle banche, sosterrebbe che negli altri Paesi membri non vi sarebbe un divieto simile.
Nell’indifferenza dei politici che, probabilmente, domani tenteranno di giustificarsi dinanzi ai cittadini elettori con l’alibi di dovere rispettare quanto imposto da Bruxelles, sarebbe auspicabile se gli stessi membri della Commissione Europea si interrogassero e spiegassero ai cittadini per quale motivo, in Italia, le banche possano determinare il tasso effettivo globale con una formula diversa a seconda che il correntista sia un consumatore o un imprenditore: nel primo caso applicando la corretta formula per la determinazione del TAEG contenuta nella stessa normativa europea e, nel secondo caso, invece, una formula –da alcuni tecnici contabili definita “inedita” e sconosciuta alla matematica finanziaria- secondo cui alcune commissioni e spese non devono essere considerate ai fini della determinazione del tasso effettivo e della conseguente valutazione del rispetto della normativa antiusura. Un ragionamento, come ha rilevato un autorevole consulente contabile “giurimetrico” , che equivarrebbe a sostenere che 1 Km, a seconda dei casi e del periodo di accertamento, possa essere formato da 1300 o da 1000 metri. Appare utile considerare, poi, che nemmeno può ritenersi fondato un eventuale rischio di maggiori difficoltà a carico di banche di altri Paesi ad operare in Italia a causa del divieto di anatocismo. La Commissione Europea, infatti, non può non sapere che quel minore profitto derivante dall’impossibilità di capitalizzare gli interessi e gli oneri ben può essere compensato dai maggiori compensi che le banche, in Italia, possono conseguire grazie a “tassi soglia” antiusura elevati, essendo, tra l’altro, nel 2011, come è noto, sopravvenuto un altro intervento del legislatore che ha modificato il meccanismo di determinazione del tasso soglia, innalzandolo
5 . Lo sanno i membri della Commissione Europea che, in Italia, pur se i tassi medi scendessero a zero, le banche avrebbero assicurata una sorta di “garanzia di impunità” potendo applicare alla clientela il tasso del 4% senza commettere il reato di usura? 6 Riesce difficile comprendere, dunque, come possano le banche, italiane o operanti in Italia, ritenersi svantaggiate a causa del divieto di anatocismo reintrodotto in un Paese in cui, comunque, possono lucrare attraverso tassi di interesse, commissioni e prezzi di vari servizi più elevati grazie ad una legislazione che, recentemente, ha, come si è detto, perfino innalzato i tassi soglia e in cui la giurisprudenza penale, malgrado il considerevole numero di denunce, soprattutto da parte di imprenditori, non ha registrato sentenze definitive di condanna dei banchieri nemmeno per fatti commessi quando i tassi soglia erano inferiori: ciò anche “grazie” al contrasto giurisprudenziale –ad avviso di chi scrive, immotivato- seguito alle Istruzioni della Banca d’Italia che, a partire dal mese di Ottobre 1996, ha diramato alle banche Istruzioni per la rilevazione dei tassi soglia confliggenti con quanto precisamente disposto dall’art. 644 cod. pen. e dall’art. 2 legge 108/1996.
Sarebbe auspicabile e più utile, forse, allora, se la Commissione U.E. effettuasse, con criteri univoci e imparziali, una comparazione tra i tassi effettivi globali applicati, per le varie categorie di operazioni, dalle banche dei diversi Paesi membri. Certo della serietà dei membri della Commissione U.E., credo che domanderebbe all’Italia ben altri chiarimenti con effetti positivi per le imprese e, dunque, per l’intera economia. Sarebbe opportuno, poi, in conclusione, se si interrogasse sul possibile nesso tra la chiusura o il fallimento di tante imprese (con le evidenti ricadute in termini di produzione, di minore entrate fiscali, di disoccupazione e di salute) e l’impunità di banchieri malgrado tassi di interesse effettivi globali denunciati, spesso, come usurari ma sfuggiti alla severità di una legge (art. 644 cod. pen. e l. 108/1996) grazie alla “confusione” creata da un organo le cui circolari, come confermato dai giudici di legittimità, non costituiscono fonte di legge né tantomeno possono derogare alla legge penale.

1 L’art. 120 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, così come modificato in seguito all’entrata in vigore dell’art. 1, comma 629, legge 27 dicembre 2013 n. 147 dispone: “2. Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria, prevedendo in ogni caso che: (….) b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”
2 Per maggiori approfondimenti sul divieto di anatocismo nell’art. 1283 cod. civ., sul mutamento della giurisprudenza e sugli interventi normativi nonché sugli strumenti di difesa anche da altri vizi nei rapporti contrattuali di conto corrente e mutuo, sia consentito il rinvio al mio “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”, Maggioli, IV edizione, 2013.
3 Dati estratti dalla tabella contenuta in appendice nel mio “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”, Maggioli, IV edizione, 2013. pg. 3 di 3 della conseguente valutazione del rispetto della normativa antiusura. Un ragionamento, come ha rilevato un autorevole consulente contabile “giurimetrico”

4 Il riferimento è al dott. Gennaro Baccile, consulente contabile “giurimetrico” e Presidente onorario dell’associazione Sos Utenti onlus.
5 L’art. 2, quarto comma, legge 7 marzo 1996, n. 108 ora prevede che: “Il limite previsto dal terzo comma dell’art. 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali.La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali”. Nel testo previgente, la norma prevedeva, invece, che: “Il limite previsto dal terzo comma dell’articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato della metà”. 6 Per maggiori approfondimenti, sia consentito il rinvio al mio “L’usura nel contenzioso bancario”, Maggioli, 2014.

martedì 23 giugno 2015

La verità più nascosta. NF

Qualche anno fa lessi i libri di Icke che mi aiutarono tanto a capire soprattutto gli intrecci di potere tra società e associazioni nonché la bozza della struttura gerarchica delle caste che sgovernano il mondo.

Scartai l'ipotesi rettiliani rimanendo con un enorme interrogativo. Poi anno scorso mi avvicinai alla dottrina cristiana e conclusi che ciò che Icke chiamava rettiliani non erano altro che indemoniati, posseduti dalle forze del male che i cristiani chiamano Satana e o Lucifero a seconda dei momenti. L'umanità aveva bisogno di grandi esorcismi anche nella forma di messe rituali antiche e sentite, di evocazione del Bene e di Dio.

Oggi ne sono invece a fare una sintesi. Chi sgorverna il mondo è gran conoscitore dell'esoterismo e sa come acquisire talune facoltà e come far uso del potere che tutti noi abbiamo dormiente. 
Quell'esoterismo conosciuto dalla cupola e dai circoli del vaticano che tanto si adoperano a nasconderci, altrimenti non si spiega l'occultamento di tanti libri nascosti nelle loro segrete biblioteche e resi inaccessibili ai più.

D'atra parte ho ricevuto una testimonianza diretta di un caso di shape shifting; sappiamo inoltre di quei poteri che erano esercitati da G.. Rolle e da Padre Pio, quest'ultimo denigrato dalla Chiesa e a tutt'oggi occultato nella forma persecutoria dei francescani dell'immacolata, seguaci dello stesso e il cui padre carismatico che aveva conosciuto Padre Pio è stato esiliato dalla Curia. 

Sappiamo che esistono queste facoltà di telepatia, telecinesi, parapsicologia, shape shifting e preveggenza o creazione della nostra realtà nella forma di "miracoli" o altro, con la consapevolezza dei pensieri e il direzionamento dell'energia.

Tale conoscenza ci è preclusa dalla cupola stessa dei rettiliani che non sono altro che i conoscitori di questa scienza occulta e che sanno come manipolare il loro potere a nostro discapito.

La Chiesa ha mancato al suo ruolo di sottrarci alle forze del male poiché non ci ha difeso da tali mangiatori di anime - anzi ne è piena anch'essa - che creano un enorme vuoto energetico che scatena rivoli di sconvolgimenti e disarmonie distruttrici nel mondo.  Alcuni li chiamano rettiliani - o vampiri energetici - perché hanno il cuore chiuso e fanno funzionare il cervello rettiliano oltre alle loro facoltà paranormali PER FARE IL MALE. Vivono tutti più di cent'anni. Cambiano identità a piacimento, parlano mille lingue e fanno viaggi in astrale fuori dal corpo. Viaggiano nel tempo, spostano le cose e creano realtà parallele che influiscono pesantemente sulla nostra.

La massa mondiale vive completamente soggiogata, come cavie da laboratorio, nell'ignoranza  completa del proprio potere svanito nella mancanza di pratica, e della propria libertà, soffocata completamente dalla gabbia della matrix terrestre da essi creata.

Oggi sono a fare una sintesi tra le teorie apparentemente stravaganti sui rettiliani e quelle ortodosse dell'esorcismo e della demonologia - peraltro poco conosciute - della dottrina pre conciliare cristiana.

Le due teorie non si contraddicono. Ed è vero che la Bibbia è agli antipodi del Vangelo, il quale porta un messaggio rivoluzionario mentre la Bibbia è un libro storico che ancora non ha rivelato tutti i suoi segreti. Il Vangelo stesso è stato interpretato in forma stretta dalla Chiesa che si è fatta detentrice della Verità ufficiale dei testi sacri, abusando del suo potere, e con questo deformandoli già solo selezionandone come validi 4 ed escludendo tutti gli altri, scrigni di verità nascoste che sarebbero utilissime all'umanità.

La ricerca della verità dell'umanità si trova quindi ingabbiata, imbrigliata e imbavagliata da dogmi imposti - a corso forzoso - utili all'esercizio del potere delle cupole, siano esse nella forma di religioni, banche, milizie o altri governi mondiali. 
Nforcheri 23/6/2015

“E’ Draghi a provocare il bank run in Grecia”

http://www.maurizioblondet.it/e-draghi-a-provocare-il-bank-run-in-grecia/

“I guardiani della stabilità finanziaria   stanno deliberatamente provocando la corsa agli sportelli e mettendo a rischio il sistema europeo per la loro volontà fanatica di mettere in ginocchio la Grecia”: l’accusa non viene da un complottista da blog.  La scrive sul moderato ed ufficiosoTelegraph Ambrose Evans-Pritchard,  il più stimabile giornalista economico europeo, non solo in Inghilterra. Sono parole forti: ed esprimono lo sdegno e lo sgomento per la demenzialità cieca ed irresponsabile con cui l’eurocrazia – aiutata da dementi politici dei paesi “forti” –  sta portando al disastro il problema greco, giusto per mostrare il suo potere.
La corsa agli sportelli delle ultime ore, dice, è stata provocata dalla banca centrale greca – su istigazione, è chiaro, della BCE: con la diffusione di un rapporto che, in pieno negoziato, è incendiario, allarmistico e una prova patente di ingerenza criminale. Un rapporto dove la banca centrale parla di”crisi incontrollabile” se il (suo?) governo non accetta i diktat dei creditori; precisando che l’inflazione salirà, “la disoccupazione crescerà in modo esponenziale”, e “collasserà tutto ciò che l’economia greca ha raggiunto negli anni della sua appartenenza all’area euro”. Aggiungendo per buona misura che la mancata adesione alle volontà dei potenti porterà “quasi certamente” alla cacciata del paese dall’Europa.
Che cosa potevano fare i greci, dopo questo sobrio referto dei massimi tecnici del paese, se non correre in banca a svuotare i magri conti?
Evans Pritchard (non noi) paragona espressamente questa brutale ingerenza al “colpo di stato da retrobottega” con cui Mario Draghi fece cadere il governo Berlusconi. Prima mandandando al nostro governo “lettere segrete in cui esigeva cambiamenti di leggi nazionali su cui (la banca) non aveva alcun mandato o competenza (…) Quando Berlusconi esitò, la BCE chiuse l’acquisto di buoni del Tesoro, facendo salire gli interessi per i decennali al 7,5%.”.. Berlusconi “fu costretto a dimettersi da questo colpo di stato, ancorché legittimato dal vecchissimo ex-stalinista ed ora euro-fanatico che era allora presidente dalla repubblica italiana”:   il ritratto segnaletico di Napolitano.
Il peggio è che questi sporchi trucchi danneggiano il sistema che i “guardiani della stabilità” pretendono di proteggere: segno dell’impazzimento che ha colto tutti, e lascia basito l’osservatore onesto. “La struttura di potere dei creditori ha perso la trebisonda. Invece di fermarsi a riflettere un momento sulla saggezza della loro strategia, raddoppiano meccanicamente il terrorismo, palesemente convinti che le tattiche del terrore faranno piegare i greci all’ultimo minuto”.
La BCE “tradisce il suo mandato di prestatore di ultima istanza” ingerendosi invece nelle politiche di governi eletti con l’unico scopo di salvare il sistema delle banche europee, allo stesso tempo non facendo da sè quel lavoro”:
“ Il Fondo Monetario è in confusione: impone brutalmente alla Grecia una politica austeritaria e recessiva che è stata screditata dai suoi stessi analisti, ed è scientificamente malsana”.  Invece di portare un po’ di buon senso nella faccenda, Christine Lagarde ha voluto dichiarare che “la Grecia sarà dichiarata immediatamente fallita se salta il pagamento da 1,6 miliardi al Fondo del 30 giugno”, tassativamente: stupida e malvagia pressione, dato che – invece – “la procedura normale” è che il FMI lascia trenta giorni,   un periodo di grazia durante il quale si è spesso pagato l’arretrato…e (aggiungiamo noi) è lo stesso FMI che ha annunciato di continuare a versare miliardi all’Ucraina, anche se fallisce, anzi è già fallita. Il Fondo Monetario è anche quello che ha “addestrato” giornalisti economici che frequentano i suoi uffici stampa a dar torto alla Grecia. Ma non Pritchard: “Trovo il piano presentato dal ministro Varoufakis all’Eurogruppo razionale, ragionevole e proporzionato”.

Invece, ecco quale è stata la linea dei creditori: “La Troika vuole forzare la privatizzazione di patrimoni statali profittevoli vendendoli a monopoli privati a prezzi stracciati da depressione, a vantaggio di una casta privilegiata. Chiamare questo “riforme” invita a un’amara derisione”: ripeto, non è un comunista a scrivere queste parole, né un blogger marginale. È il massimo giornalista economico del liberista-britannico Telegraph, thatcheriano . Ed è questo che allarma. Coloro che hanno la forza, in Europa, non agiscono più secondo criteri di ragione; sono pronti, per puro odio, ad auto-distruggere nichilisticamente la loro Europa.
Questo è il momento, dice Evans-Pritchard, “in cui il Progetto Europeo   ha smesso di essere una forza storica motivante”, allo stesso modo in cui l’invasione anglo-americana dell’Irak è stato il passo “In cui l’ordine liberale atlantico ha perso la sua autorità”, gettando il mondo nel caos, nella vergogna e nella depressione.
..E poi non lasceranno uscire la Grecia
Se ancora fosse acceso il lume della ragione, si potrebbe giurare che no, non lasceranno fallire la Grecia, nè la cacceranno dalla UE come strillano per fare, e farci paura.
Vediamo: se la Germania non accetta le proposte di Vaourfakis, spingendo Atene alla bancarotta, le conseguenze sono: perdita di 160 miliardi di euro, collasso delle banche, implosione dell’euro e poi dell’Europa.
Oppure: la Germania si rifiuta di accollarsi le perdite della “solidarietà” europoide, ed è lei ad uscire dall’Europa magari per formare un gruppo coi suopi satelliti nordico-germanofoni. Potete immaginarlo? Il nuovo marco si rivaluta del 40 per cento; tutto l’export tedesco rincara del 40%:   recessione economica a cutissima, collasso delle mega-banche strapiene di derivati. No, alla Germania conviene tenerci sotto a fare affari a nostre spese con una moneta (per lei) svalutata.
E la Francia che farebbe? Seguirebbe la Germania nella zona a moneta forte che la schiaccerà definitivamente? Non a caso il ridicolo Hollande con il suo Valls sta emanando leggi liberticide   che colpiscono la libertà d’opinione (vogliono impedire a Dieudonné di recitare in teatro…); si aspettano qualche  noia dai loro connazionali – famosi per alzare barricate rivoluzionarie. E il Front National preme…
Mettiamo che i dementi caccino la Grecia: c’è il rischio che, dopo le prime durezze, il piccolo paese riesca a stare “meglio fuori” che “dentro”.   Abbiamo visto una tabella che dimostra come, dal 1965 fino al 2001, la Grecia con la sua povera dracma abbia visto aumentare la sua produzione industriale del 600 per cento (la Germania solo del 225% nello stesso periodo); il declino è coinciso con l’entrata nell’euro.

grecia cresceva prima dell'euro
Se si vedesse che Atene, “fuori”, si riprende, anche Italia, Spagna, Portogallo, potrebbero trarre la giusta lezione. E per gli eurocrati il destino sarebbe l’appendimento ai lampioni di Bruxelles. Ma può anche accadere che la Grecia si ponga nell’altra posizione: io non pago, ma resto nella UE. Un corpo estraneo, una spina continua, che dà delle idee a tanti altri cattivi pagatori.
Senza contare che i nostri poteri forti sono, anzitutto, servi degli Stati Uniti: e questi non vogliono la Grecia fuori.
Sicché, se dovessimo credere alla ragione, anche alla razionalità capitalistico-occidentalista, saremmo pronti a scmmettere: no, la Grecia non uscirà né farà bancarotta. Si troverà la solita soluzione che non risolve niente: si allungheranno ancora i termini del rimborso del debito greco (impagabile), la si fornirà di liquidità quanto basta, la si terrà al guinzaglio e alla frusta. Non collasserà l’Europa; collasseremo noi cittadini. Ci faranno pagare le centinaia di miliardi perduti dalle banche (ci venderanno ancora una volta la nota storia: non possiamo farle fallire, sono troppo grosse..). Hanno bisogno della UE perché gli Stati Uniti possano conservare la loro influenza globale su noi europei e contro la Russia; e – quasi dimenticavo! – per compleatre il TAFTA, il trattato mercantile transatlantico da cui tanti benefici si aspettano i poteri forti.
Quindi, condivido la profezia di Caleb Irri: “Si farà fronte al malcontento popolare che crescerà con leggi liberticide e polizia. Serviranno come strumenti per continuare a perfezionare, e far accettare, sotto l’egida tedesca, “più Europa”: una Europa federale armonizzata che finirà per confondere i suoi interessi con quelli degli Stati Uniti, contro “l’Est e l’Asia”.


A questo punto si completa la distopia orwelliana: Eurasia contro Estasia, Oceania…una volta armonizzata, l’Europa sarà fusa agli Stati Uniti sotto la ”demokratura” che vediamo crescere sempre più potente sopra di noi. Allora sarà perfino possibile immaginare la fine dell’euro. Ci daranno una nuova moneta comune ai due continenti. Magari sotto forma di chip inserito sottopelle, così comodo per i pagamenti.
Perché è questo il progetto. Troppo “grande” per metterlo a rischio per il piacere di schiacciare Atene.   Per questo, potrei spingermi a scommettere che la Grecia non sarà fatta uscire, che all’ultimo minuto i poteri forti troveranno (la peggiore) soluzione, quella della “continuità”. Potrei giurarlo, se non fossero ormai ciechi, dementi, spinti da odio nichilistico, volti – senza saperlo – all’autodistruzione.

RICERCATO BARONE ROTHSCHILD

http://www.iconicon.it/blog/2015/06/ricercato-barone-rothschild/

davidderothschild

ESCLUSIVO: il Barone David de Rothschild incriminato in Francia per frode

Alla polizia francese è stato ordinato di rintracciare uno dei nobili più ricchi d’Europa per una frode che coinvolge centinaia di pensionati britannici.

Il barone David de Rothschild è stato incriminato dopo che le vittime, per lo più stranieri che vivono in Spagna, avevano sottoscritto il suo schema di prestito.
Il magnate bancario sarà ora rinviato a giudizio nella sua nativa Francia, cinque anni dopo uno che uno studio legale con sede a Marbella ha iniziato un’azione legale contro di lui. Alla polizia francese è stato ordinato da un giudice di Parigi di rintracciare il rampollo benestante che ha varie case del paese.
Il caso riguarda la sua compagnia, la Rothschild Financial Services Group, che è accusata di falsa pubblicità per un programma di prestiti equity release, sottoscritto da più di 130 pensionati tra il 2005 e il 2008.
Più di 20 pensionati britannici in Spagna hanno avviato un’azione legale contro la società di Rothschild, dopo aver perso le loro proprietà da sogno e migliaia di euro.
Il giudice con sede a Parigi Javier Gómez Bermúdez – famoso per il suo ruolo nel perseguire gli attentatori di Madrid – ha annunciato la convocazione di questa settimana dopo che la Denia Corte ha emesso l’ordine di cattura.
Si crede che il Barone si trovi nel suo castello in Normandia, o presso i suoi uffici di Parigi, e gli avvocati hanno fornito ai procuratori dello Stato in Francia due indirizzi possibili per trovarlo. L’avvocato di Marbella Antonio Flores di Lawbird ha dichiarato che l’accusa è un ‘importante passo avanti’ nel caso. “È un buon passo nella giusta direzione”, ha detto Flores The Olive Press.
“I tribunali sono ora d’accordo con noi che ci sono prove sufficienti per interrogare il barone Rothschild”.
La prima cosa che dovrà fare è trovarlo.
Una volta fatto si può cominciare a interrogarlo. “È un vero e proprio momento di svolta per tutti gli interessati.”
Il prodotto Rothschild, il mutuo ipotecario Credit Select Series, è stato venduto ai pensionati come un mezzo legale per ridurre il valore delle loro case ai fini di mitigazione delle imposte di successione.
L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che tale regime costituisce una frode e Flores ritiene che Rothschild dovrebbe essere ritenuto responsabile.
“In breve, indipendentemente da quello che è successo agli investimenti, Rothschild ha pubblicizzato un prestito al fine di ridurre la tassa di successione, che è un violazione del diritto tributario” ha dichiarato.
Flores e altri due avvocati inquirenti citeranno Rothschild in relazione alla pubblicità fraudolenta.
Il Gruppo Rothschild ha finora mancato di commentare.

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