Cosenostreacasanostra

Il Blog di Nicoletta Forcheri "Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia. Il resto è propaganda"
Horacio Verbitzky

sabato 25 ottobre 2014

Maria Cristina Spano a Losanna interpella Barroso, ex presidente della Commissione UE




Pubblicato il 23/ott/2014Losanna - 17/10/2014
Premiazione di Barroso, Van Rompuy e Schultz, organizzata dalla Fondazione Jean Monnet.

TESTO IN INGLESE:

What are those golden medals for?

European Union is nothing else than a piece of the NWO plan, whose goals are the monetary, political and cultural slavery, as well as depopulation through different technological (as chemtrails) and pseudomedical tools as those nutrition related, the killing of animals and the destruction of the whole planet earth.

As inhabitant of the European Union I can state for sure that this is not the kind of Europe that most of European citizens want to live in, because the current Europe seems to be more and more a financial dictatorship and a bunch of lies.

European union is worshipping a false god through masonry which is depriving people and animals of their right to live peacefully.

This is not European Union, since democracy has been stolen by dictactorship.

Who gave you the right to take decisions over more than five hundred millions of Europeans, since none of them has never directly elected you, nor don't they even know you?

We want our monetary, political and cultural sovereignty back.

TESTO IN ITALIANO:
Per cosa sono queste medaglie d'oro?
L' Unione Europea non è altro che un pezzo del piano del Nuovo ordine Mondiale, il cui obiettivo è la schiavitù monetaria, politica e culturale, così come la depopolazione attraverso differenti mezzi tecnologici e pseudomedici come quelli correlati alla nutrizione; l'uccisione degli animali e la distruzione dell'intero pianeta Terra.

come abitante dell'Unione Europea posso certamente affermare che questo non è quel tipo di Europa in cui la maggior parte dei cittadini europei vogliono vivere, perché l'attuale Europa sembra essere sempre più una dittatura finanziaria ed un mucchio di bugie.

L' Unione Europea sta adorando un falso dio attraverso la massoneria che sta privando le persone e gli animali del loro diritto di vivere serenamente.

Questa non è unione europea, dal momento in cui la democrazia è stata rimpiazzata dalla dittatura.

Chi ti ha dato il diritto di prendere decisioni su più di 500 milioni di europei, dal momento in cui nessuno di loro ti ha mai eletto direttamente, né nemmeno ti conoscono?

Rivogliamo indietro la nostra sovranità monetaria, politica e culturale.

Questa non è democrazia!

MARIA CRISTINA SPANO

giovedì 23 ottobre 2014

SIMEC: Esperimento di Guardiagrele

Correva l'anno 2000
"Per fare la rivoluzione, occorre prima prendere coscienza" diceva il Prof. Auriti.
Lui ci provò. I tempi non erano maturi. Mais ce n'est que partie remise.
Non fate caso agli epiteti ingiuriosi utilizzati contro di lui dai media, è scontato che media e poteri si scaglino contro un esperimento che spiazza i padroni della magistratura e altri scugnizzi del sistema
NForcheri


A Platform For Monetary Reform

Peccato che la metta sulla questione ebrei/altri, per il resto è tutto vero. Trasmette un messaggio vero ma con semplicismi pericolosi. Sarà fatto apposta?


LE RIVOLUZIONI SI FANNO A TAVOLINO, NON SI FANNO IN PIAZZA


Auriti, 2002

Auriti: le rivoluzioni si fanno a tavolino, non si fanno in piazza -1/6

LE RIVOLUZIONI SI FANNO A TAVOLINO, NON SI FANNO IN PIAZZA


Auriti, 2000



Incidente aereo a Mosca: muore il ceo di Total Christophe de Margerie / VIDEO - QuotidianoNet - Notizie in tempo reale

Si vede lontano mille miglia che è il solito regolamento di conti tra di loro.
TotalfinaelfERG, della stessa galassia - mio pallino fisso - di Suez GdF/FRANCIA-BELGIO-LUSSEMBURGO/publiacqua/acquedottodelfiora/TirrenoPower/tuttigliinceneritorid'italia/tuttiirigassificatori/lamaggiorpartedell'acquapubblicaitaliana/molteacquetermalidicuimontecatini, lamaggiorpartedegliappaltipubbliciilluminazione ecc ecc, facente capo a Frère&Bourgeois/CNP/GBL, tramite pargesa, scatolavuotascatolecinesi olandosvizzera, rothschilds, in paritetica partneship con BNPPARIBAS/bnl/agosducati/cartellobanchedealerd'Italia/comproprietariadibancad'Italia, e con la società di gas ed energia Power Corporation of Canada/reginad'Inghilterra, Westco, con BancaLeonardo, TranscorAstra/trasportopetroli, IMERYSmineralituttelecaved'Italia, PERNODRICARD leaderdituttelebevanded'italia comprateechimicamentearomatizzate, LAFARGEtutticementi, ecc ecc ecc

è morto nel solito incidente provocato per le loro lotte intestine.
Praticamente si era detto contrario all'embargo alla Russia, ma...
Quello che mi chiedo è come cavolo hanno ancora l'ingenuità e l'ardire di prendere sti velivoli, soli o in compagnia...
Dire che è un caso Mattei alla francese, significa conoscere malissimo la geopolitica e sbagliarsi di grosso, in quanto TotalFinaElfErg è un colosso, non nazionale, non pubblico, parte di quei poteri forti stronzi che combattiamo e che niente c'entrano con la magnanimità di un Mattei che voleva fare 50/50 con i paesi arabi. Qua si tratta piuttosto di taluni circoli francorotti che fanno a pugni con altri circoli angloamericanirotti, in ambo i casi i rotti vincono.
Mi ricorda invece tanto quel caso di quando la Total, prima della guerra in Irak e anche durante, volle continuare a commerciare con Saddam in EURO...
Il resto della storia è sotto i nostri occhi...
NForcheri 22/10/2014



Incidente aereo a Mosca: muore il ceo di Total Christophe de Margerie / VIDEO - QuotidianoNet - Notizie in tempo reale

LORENZO BINI SMAGHI TORNARE ALLA LIRA IMPOSSIBILE, INUTILE

Dice Bini Smaghi: 1. "Alcuni paesi europei sono cresciuti" io aggiungo SULLE NOSTRE SPALLE, AI NOSTRI DANNI, E PROSCIUGANDOCI CON QUEI MECCANISMI che spiego delle banche dealer misto pubblico privato tutte le risorse, vedi BNP Paribas, Morgan di cui fa parte nel board, AXA, DB 2. Blaterano tutti di ste riforme strutturali ma voi avete capito di che cazzo si tratta? Lorenzo Bini Smaghi ce lo puoi spiegare? Ci faresti un piacere. 3. "L'austerity ce la siamo voluta noi". Ah si? Noi chi? La balla che ce la siamo voluta noi perché i cattivi alunni della classe è una balla pazzesca - siamo in avanzo primario - che in quanto tale ha le gambe corte. Si vede dalla tua mimica facciale che MENTI come respiri. NForcheri MAGGIO 2014

Trattativa Stato/mafia: il convitato di pietra continua a non essere citato

Ingroia, interessante ricostruzione della trattativa specie nella sua conoscenza dei linguaggi "simbolici" ma completamente parziale nella descrizione del quadro geopolitico generale. Lui parla come se gli interlocutore al potere fossero UNICAMENTE la politica e la mafia... CI PRENDE PER FESSI? Questi intellettuali sono i più pericolosi perché i più deviati/devianti, i più perniciosi, subdoli, suadenti con falsi presupposti e sillogismi sballati
NForcheri

Tratto da http://www.informarexresistere.fr/2014/10/23/la-trattativa-una-precisa-ricostruzione/


mercoledì 22 ottobre 2014

La siccità del suolo provocata dalla geoingegneria?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 



 LEGGE 5 gennaio 1994, n. 36
Disposizioni in materia di risorse idriche. (GU n.14 del 19-1-1994 - Suppl. Ordinario n. 11 )
note:
Entrata in vigore della legge: 3-2-1994LEGGE 5 gennaio 1994, n. 36
Disposizioni in materia di risorse idriche. (GU n.14 del 19-1-1994 - Suppl. Ordinario n. 11 )
note:
Entrata in vigore della legge: 3-2-1994 
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno 
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
                              PROMULGA 
la seguente legge: 
 
                               Art. 1 
                 Tutela e uso delle risorse idriche 
 
  1.  Tutte  le  acque  superficiali  e  sotterranee,  ancorche'  non
estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono  una  risorsa
che e' salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarieta'. 
  2. Qualsiasi  uso  delle  acque  e'  effettuato  salvaguardando  le
aspettative ed i diritti delle generazioni  future  a  fruire  di  un
integro patrimonio ambientale. 
  3. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e  al  rinnovo
delle  risorse  per  non  pregiudicare  il  patrimonio   idrico,   la
vivibilita'  dell'ambiente,  l'agricoltura,  la  fauna  e  la   flora
acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici. 
  4.  Le  acque  termali,  minerali  e  per   uso   geotermico   sono
disciplinate da leggi speciali. 
Art. 2 
                           Usi delle acque 
 
  1. L'uso dell'acqua per il consumo umano  e'  prioritario  rispetto
agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o  sotterraneo.
Gli altri usi sono ammessi quando  la  risorsa  e'  sufficiente  e  a
condizione che non ledano  la  qualita'  dell'acqua  per  il  consumo
umano. 
  2. Con decreto emanato, entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge, dal Ministro dell'ambiente, di  concerto
con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 17, comma
3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e' adottato il regolamento per
la disciplina delle modificazioni artificiali della fase  atmosferica
del ciclo naturale dell'acqua. 
--
Distinti Saluti
Giuseppe Turrisi Salvatore

lunedì 20 ottobre 2014

Le cose non sono come ce le fanno sembrare


"Il disegno di legge contro le società segrete è stato presentato alla Camera come un disegno di legge contro la massoneria: esso è il primo atto reale del fascismo per affermare quella che il partito fascista chiama la sua rivoluzione. Noi, come Partito comunista, vogliamo ricercare non solo il perché della presentazione del disegno di legge contro le organizzazioni in generale ma anche il significato del perché il Partito fascista ha presentato questa legge rivolta prevalentemente contro la massoneria"

Chi parla? Gramsci alla Camera nel mese di maggio 1925 (estratto da La Storia della Massoneria italiana, pag. 536 di Aldo Mola). Non sembra affatto contento Gramsci di questo disegno di legge che si prefigge di  vietare la massoneria e di  regolamentare l'appartenenza alla massoneria, ad associazioni enti e istituti da parte del "personale dipendente dallo Stato, dalle amministrazioni comunali e provinciali e da istituti sottoposti per lege alla tutela dello Stato e degli enti locali" (estratto da La massoneria smascherata).



"In Germania, in Inghilterra, in America i massoni sono una confraternita caritatevole e filantropica. In Italia, invece, i massoni costituiscono un'organizzazione politica segreta. Di più e di peggio, essi dipendono completamente dal Grande Oriente di Parigi. Io auspico che i Massoni italiani diventino quello che sono gli inglesi e gli americani (sic !!!) : un'associazione fraterna apolitica di mutuo soccorso...". Benito Mussolini in risposta a un giornalista sullo stesso disegno di legge

N. Forcheri 20/10/2014

lunedì 13 ottobre 2014

Vi offro una chicca da lanciare a chi argomenta che quando la BCI era nazionale, lo Stato si beccava gli interessi della moneta, cioé prima dell'euro...Dalle mie ricerche in realtà, lo Stato percepiva gli interessi unicamente sulle banconote, e non sulla moneta scritturale che rappresenta quasi il 98% della moneta, e secondo le circolari che avevo letto tale restituzione era solo di massimo il 50% di tali interessi. Quindi tale teoria nega completamente il furto del signoraggio che verte sul valore integrale di tutta la moneta e non già solo sugli interessi, e per riassumere lo Stato precepiva quindi il 50% del 5% del 2% di tutto il valore monetario della moneta prodotta, scritturale e legale, il che fa il 2,5% del 2%,e quindi lo 0,025% di tutta la moneta prodotta.
E' ridicolo quindi chi come Varone afferma il contrario. Quando iniziai a interessarmi di moneta e signoraggio c'era un tale Rossi che affermava le stesse cose, e ciò facendo negava il signoraggio...
PS
Chi si ricorda di quel Rossi e come chiamava le "restituzioni" allo Stato?
Nforcheri

lunedì 6 ottobre 2014

UNA DIMENSIONE ECONOMICA SCONOSCIUTA.


Premessa
Leggo spesso di dottrine politico - economiche di vario genere che, nelle loro varie sfaccettature si riconducono essenzialmente a tre: il liberismo ( oggi : neoliberismo) dottrina dominante tipico delle ( pseudo) democrazie " pure" ; il comunismo nel quale l'intervento statale e' onnicomprensivo delle vite delle persone ma che può dirsi tramontato ; il socialismo e la socialdemocrazia nella quale fermo restando l'intervento statale nel mondo dell'economia, vengono riconosciute graduali libertà individuali ( minime nel socialismo massime nella socialdemocrazia ).
Il ruolo del keynesismo
A tali dottrine economiche si è' sovente sovrapposta l'opera del Keynesismo classico nel quale allo Stato veniva attribuito un ruolo importante nella risoluzione delle crisi più devastanti : espandere la spesa pubblica nei periodi di crisi , contrarla nei periodi di eccesso di espansione e conseguente aumento dell'inflazione, proprio allo scopo di raffreddare quest'ultima. Pochissimi hanno però evidenziato, e trovo ciò del tutto paradossale, il ruolo strategico svolto dalla moneta. Il liberista Friedman sosteneva che le banche centrali potessero essere sostitute da robot ( tot moneta stampata ogni tot mesi, fine) ma poco altro. Lo stesso Keynes ne parla poco nella sua opera principale ( Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta) se non per sfatare il mito del l'importanza del risparmio, che vedeva come un freno all'economia.
Il punto dolente: la moneta.
NESSUNO HA MAI PARLATO CON LA PROFONDITA' che l'argomento merita, DELL'ORIGINE DEL DEBITO CHE OGGI COINCIDE PARI PARI CON L'ORIGINE DELLA MONETA ma Che sta proprio alla base di tutti i nostri problemi odierni. Ci sta chi ha lottato contro questa tirannia bancaria consolidatasi fin dalla notte dei tempi a scapito dell'autentica libertà dell'uomo. Chi lo ha fatto ha passato i suoi guai... Fatto sta che rimane questo grande Bug delle dottrine economiche perché sottovalutano il ruolo del debito eterno. L'equazione del pil considera vari grandezze economiche ( gli investimenti pubblici e privati i consumi la bilancia commerciale ) ma si guarda bene dal considerare la dimensione debitoria di ogni forma di bene o servizio creato dall'uomo. Perché e' del tutto naturale che se non esiste un cent nella nostra società che non nasca come debito, qualsiasi valore attribuiamo ad un bene o servizio dovremmo sempre metterci un segno - davanti. Dato che appena convertiamo il bene nel suo corrispondente valore monetario il bene stesso diventa nostro debito e credito per la banca ( ordinaria o centrale che sia) ... Persino nella Russia comunista Stalin dovette fin dal 1936 assoggettare la banca centrale alla proprietà esclusiva di banchieri privati (!) ai quali dovette riconoscere la proprietà del rublo. Lo stesso Putin oggi non riesce a fare di meglio anche se la banca centrale russa per quanto soggetta a sostanziale gestione privata non riesce ovviamente a sostenere una speculazione contro gli stessi interessi della nazione russa come ad esempio e' tranquillamente avvenuto in Italia con le banche ordinarie padrone che hanno potuto tranquillamente gettare nella miseria milioni di persone senza di fatto subire pesanti condanne in sede penale.
Cosa potrebbe fare uno Stato realmente sovrano.
Nessuno conosce quindi la dimensione della moneta di proprietà interamente statale. Statale nell'accezione di popolare non politica, naturalmente perché laddove la moneta sia politica poco ne beneficherebbe la gente da un lato e molto potrebbe fare l'elite finanziaria per riappropriarsene con adeguata opera di corruzione. Una dimensione quindi del tutto sconosciuta, nella quale lo Stato potrebbe sostenere qualsiasi spesa nel contesto di qualsiasi delle summenzionate dottrine economiche senza indebitarsi di un cent. Creando esso stesso i mezzi monetari di cui necessità è senza prendere niente in prestito da nessuno. Anzi imponendo a chiunque voglia manovrare mezzi finanziari a prendere da esso i soldi in prestito. Il tutto all'insegna della pubblica trasparenza senza segreti di stato, censure o immunità garantite a banchieri dichiarati irresponsabili e dall'operato insindacabile per legge. Lo Stato potrebbe quindi indirizzare i flussi monetari verso quelle attività per le quali il proprio popolo possegga le migliori capacità per tradurre la moneta in autentica ricchezza reale o in benefici sociali concreti realizzando programmi governativi ben precisi ( lotta al l'inquinamento, protezione del territorio, opere pubbliche, miglioramento dei servizi sociali) . Tutto questo senza generare una sola lira di debito pubblico, con buona pace dei noti parametri di Maastricht che diverrebbero del tutto senza senso ... E senza che l'inflazione o lo spread possano essere di qualsiasi intralcio od ostacolo all'azione politica, essendo nelle mani statali cioè del popolo sovrano il controllo dei flussi monetari, che potrebbero essere contratti o ampliati a seconda delle esigenze contingenti.
Una richiesta agli amici di facebook.
Se mettiamo a mente questo programma e ne condividiamo l'obiettivo di fondo, condividete questo post sulle vs bacheche, fatelo vostro e spiegatelo ai più perplessi.... Mettere "mi piace" mi pare del tutto inutile...
By ludovico fulci

domenica 5 ottobre 2014

Quelle 233 Ostie senesi che illuminano il mondo… | Informare per Resistere

Quelle 233 Ostie senesi che illuminano il mondo… Quelle 233 Ostie senesi che illuminano il mondo…
ottobre 03
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 - di Antonio Socci -
Tutto si è svolto riservatamente, attorno al 10 settembre scorso. Ma la notizia più importante, quella sul risultato della ricognizione, è trapelata e ve la proponiamo. A cento anni dall’ultima analisi c’è la conferma che le Sacre Particole conservate nella basilica di San Francesco, a Siena, si stanno ancora mantenendo miracolosamente intatte, contro ogni legge naturale. Nel contenitore sono state rinvenute – com’era prevedibile – muffe e batteri, ma incredibilmente nessuna ostia è stata intaccata. Un fenomeno inspiegabile perché per la loro composizione (come derivati del grano) le particole sono deperibilissime, molto vulnerabili da microrganismi e muffe. Sembra che su queste 233 ostie conservate a Siena le leggi di natura non possano nulla.
EGLI È QUI
L'ostensorio con il quale vengono portate in processione le sacre Particole.
Molti decenni fa un arcivescovo di Siena, Tiberio Borghese, volle fare una sorta di controprova: fece sigillare alcune particole non consacrate in un contenitore. Dopo dieci anni una Commissione scientifica andò a vedere il loro stato e trovò solo frammenti decomposti e vermi. Questo è infatti l’iter naturale delle materie organiche. Tutto si corrompe e si decompone. Ma sfuggono a questa inesorabile legge fisica e chimica quelle ostie consacrate che si conservano nella Basilica di san Francesco, nella città di Santa Caterina, mirabile punto d’incontro dei due patroni d’Italia. Nei diversi miracoli eucaristici, avvenuti soprattutto in Italia, solitamente si è verificata una trasformazione delle particole in carne (spesso del miocardio) e in sangue, quello di Siena si caratterizza perché il miracolo sono le stesse ostie che misteriosamente sfidano il tempo e le leggi naturali, rendendo così evidente la presenza permanente di Colui che è Signore della storia e dell’eternità. Il grande Thomas S. Eliot cantava il “punto di intersezione del senza tempo col tempo”. Eccolo qua. Un altro poeta, Eugenio Montale nella sua laica “queste” della salvezza cercava “il varco” nella prigione della quotidianità, “la smagliatura nella rete” dell’esistenza, “l’anello che non tiene” nella concatenazione delle circostanze… Ecco dunque, nell’evento di Siena, il segno del grande varco che spalanca l’eternità qui nel tempo.
COME ACCADDE
Tutto comincia nell’anno 1730. Era il 14 agosto, la vigilia dell’Assunta. Tutto il popolo senese era accorso in Cattedrale per i primi vespri e l’offerta del cero votivo in onore della Madre di Dio. Per questo dei ladri poterono entrare indisturbati nella Basilica di San Francesco e rubare la pisside d’argento piena di particole consacrate. Per la città fu uno choc. Furono fatte preghiere e processioni per riparare l’atto sacrilego. Probabilmente gli stessi ladri restarono colpiti. Fatto sta che tre giorni dopo, il 17 agosto, le particole furono rinvenute nel vicino Santuario di Santa Maria in Provenzano, dentro una cassetta delle elemosine. La città fece festa. Processioni solenni e atti di adorazione si susseguirono anche nelle parrocchie, ripetutamente. Per questo al momento era stato deciso di non consumare quelle ostie. Finché ci si rese conto che, con il tempo, queste particole non subivano alcuna alterazione. Devotamente custodite continuavano a restare incorrotte. Dunque si cominciò a constatare che un miracolo era in corso.
LO STUPORE
Le ostie, oltre ad essere esposte al deperimento organico e agli agenti atmosferici, avevano subito travasi di contenitori, contatti fisici per i periodici conteggi, scuotimenti. Eppure quando le Sacre Particole vengono analizzate si trovano sempre “fresche, intatte, fisicamente incorrotte, chimicamente pure e non presentano alcun principio di corruzione”. Erano passati quasi due secoli, così, nel 1914, si decise di sottoporle all’analisi scientifica. Alla fine il verbale degli scienziati reciterà: “Le Sante Particole di Siena sono un classico esempio della perfetta conservazione di particole di pane azzimo consacrate nell’anno 1730, e costituiscono un fenomeno singolare, palpitante di attualità che inverte le leggi naturali della conservazione della materia organica. E’ un fatto unico consacrato negli annali della scienza”. Nel corso degli anni seguirono poi nuovi trasferimenti di contenitori e un altro tentativo di furto nel 1951. Ma il miracolo è continuato. Lo scrittore danese Joergensen, convertito al cattolicesimo, lo definì “una delle più grande meraviglie di Cristo sulla terra”. Circa venti anni fa mi trovai ad accompagnare io stesso l’allora cardinale Ratzinger alla Basilica di San Francesco e ricordo il suo stupore e la sua commozione per queste Sacre Particole. Anche Giovanni Paolo II, in visita a Siena il 14 settembre 1980, aveva voluto sostare in adorazione davanti ad esse e alla fine, commosso, aveva sussurrato: “È la Presenza!”.
EGLI RIMANE
San Giovanni Paolo II, dopo avere ammirato e adorato il miracolo permanente  esclama: «È la presenza!» (Siena, 14 settembre 1980).
In effetti, la caratteristica del miracolo eucaristico di Siena è la sua continuità nel tempo, un segno che chiaramente rende evidente la permanenza della presenza di Cristo nell’ostia consacrata. È la conferma soprannaturale e straordinaria di una verità che il cattolicesimo proclama. Ha scritto don Divo Barsotti: “Alcune confessioni protestanti non negano la presenza reale del Cristo nell’Eucarestia, ma negano che questa Presenza reale sia permanente: Gesù è presente nell’istante in cui si dona (…). La differenza sostanziale, si direbbe, con la dottrina eucaristica così come il Cattolicesimo l’ha sempre insegnata è precisamente questa: la presenza del Cristo nell’Eucarestia è permanente”. Negli ultimi decenni il pensiero protestante si è infiltrato nella Chiesa cattolica. Infatti Paolo VI, già nell’enciclica “Mysterium fidei” del 1965, metteva in guardia da queste false dottrine sull’eucarestia che stavano circolando nella Chiesa. Una di queste sosteneva proprio che Cristo non sarebbe più presente nelle Ostie consacrate e rimaste dopo la celebrazione della Messa. Idea fatta propria da un cattoprogressismo sociologico, tutto centrato sulla dimensione orizzontale. Idea falsissima. Non a caso il Concilio di Trento insiste nell’esortare all’adorazione eucaristica anche al di fuori della liturgia. E Paolo VI in quella sua enciclica – sottolineava il cardinale Dulles – “ha parlato chiaramente e decisamente in favore della custodia del Santissimo Sacramento in un posto d’onore in chiesa” e poi “ha esortato i pastori a esporre il Sacramento per la solenne adorazione e a fare processioni eucaristiche”. Così come “Giovanni Paolo II ha cercato di promuovere la devozione dell’Eucarestia al di fuori della Messa” perché è “di valore inestimabile per la vita della Chiesa”. Lo stesso papa Wojtyla dedicava molte ore all’adorazione e “molte delle sue migliori intuizioni scaturivano da questi momenti di preghiera”. Benedetto XVI ha proseguito sulla stessa linea e il popolo cristiano ha riscoperto la bellezza e la ricchezza dell’adorazione eucaristica. Eppure se questo è sempre stato il magistero della Chiesa, poi una sorta di magistero parallelo (e abusivo) ha seminato la sua zizzania. E oggi tornano gli errori degli anni Sessanta, quando – scriveva il cardinale Dulles – “ai fedeli veniva ripetuto, da educatori all’avanguardia in fatto di religione, che lo scopo del Santissimo Sacramento era di essere ricevuto nella comunione e non di essere adorato, come se le due cose si escludessero a vicenda”. Un riflesso di queste idee lo si ritrova oggi in quelle chiese cattoliche dove il tabernacolo con il Santissimo Sacramento non è più nel luogo nobile e importante della casa di Dio, ma in qualche sgabuzzino marginale e talora addirittura è stato estromesso fuori dalla chiesa. Eppure è solo quel tabernacolo che caratterizza una chiesa cattolica. Edith Stein, filosofa ebrea tedesca, si convertì al cattolicesimo proprio perché – dopo aver visitato dei templi protestanti – un giorno entrò in una Chiesa cattolica e si rese conto che “qui c’è Qualcuno”. Divenne suora carmelitana e poi – uccisa ad Auschwitz – fu proclamata santa. Perché si era innamorata di quella Presenza.
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mercoledì 1 ottobre 2014

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA FRANCESE SCRIVE (A BRUXELLES): ''IL GOVERNO RIFIUTA DI ADOTTARE NUOVE MISURE DI AUSTERITA''' - I fatti e le opinioni del Nord - ilnord.it

Fonte: http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=3574#.VCwqnuQKL3N.blogger mercoledì 1 ottobre 2014

PARIGI - Il governo francese rifiuta di adottare nuove misure di austerita' e prevede, nella legge di bilancio per il 2015, un deficit che quest'anno si attestera' al 4,4% del Pil, l'anno prossimo si restringera' al 4,3%, nel 2016 scendera' al 3,8% e solo nel 2017 andra' al 2,8%, cioe' sotto il tetto del 3%. In precedenza Parigi si era impegnata a scendere sotto il 3% fin da quest'anno.
"Abbiamo preso la decisione di adattare il passo di riduzione del Pil - spiega il ministro delle Finanze, Michel Sapin - alla situazione economica del paese".
"La nostra politica economica - aggiunge Sapin - non sta cambiando, ma il deficit sara' ridotto piu' lentamente del previsto a causa delle circostanze economiche". 
"Nessun ulteriore sforzo - si legge in un comunicato che accompagna i numeri della legge di bilancio - sara' richiesto alla Francia, perche' il governo - assumendosi la responsabilita' di bilancio di rimettere sulla giusta strada il paese - respinge l'austerita'".
Sapin aveva gia' preannunciato che i target di deficit per il 2015 erano inattuabili e ribadisce 

martedì 30 settembre 2014

IL SISTEMA DEL FAKE FIAT MONEY. NF


In realtà non siamo neanche in un sistema di puro fiat money, bensì in un ibrido fiat money di facciata, ma contabilmente di moneta merce agganciata non già a un metallo o a una merce ma ad altra carta straccia che rappresenta i nostri debiti e quindi le nostre proprietà. 
Fossimo in una pura fiat money, non ci sarebbero problemi, invece siamo in un duplice inganno: 
1. quello di una finta fiat money ma una vera moneta/merce basata sui titoli del debito che rappresentano la nostra merce/cose/proprietà/demanio...
2. quello del falso contabile con la mancata contabilizzazione della creazione della moneta dal "debito" da parte degli istituti di emissione.
In una vera fiat money si creerebbe la moneta dal NULLA, come promessa dell'IMPEGNO di uno Stato/comunità a produrre  maggiore benessere per tutti e invece le banche la creano dal NOSTRO DEBITO come promessa a peggiorare la situazione di ciascuno di noi, sempre più slegato dal senso di comunità.
Il fazioso obbligo di pareggio di bilancio a somma zero completa il tutto, in una illusione visiva dove tale finta parità si ottiene esteticamente con una partita doppia truccata sin dall'inizio per la non contabilizzazione della moneta creata dal nostro debito. Si segna il nostro debito, ma non il credito che la banca si è autoaccreditata arbitrariamente e senza alcun controllo democratico, o dei legali titolari di tale moneta, assicurandosi al "rientro" una "generosa" raccolta di frutti immeritata quanto invisibile.
L'abolizione poi del ruolo di pagatore di ultima istanza dai trattati UE peggiora ulteriormente il quadro in quanto esso è logicamente necessario, abolendolo come è stato fatto significa quindi che noi siamo in ultima istanza i pagatori di tutto e in tutto. 
Nforcheri 30/9/2014

Qua l'articolo FIAT MONEY/MONETA MERCE: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/03/paghero-o-passivita-le-mezze-verita.html

MBI: espropriamo Bankitalia

Fonte: https://www.facebook.com/signoraggioinformazionecorretta/posts/298875930315908?ref=notif&notif_t=like
ESPROPRIAMO BANKITALIA

La Banca D’Italia è un ente dove gli utili sono privati e i debiti sono pubblici.
Di Massimiliano Di Benedetto

La Banca d’Italia (un vero abuso definirla tale) è per il 95% in mano a privati.
Gli utili vengono distribuiti tra i suoi soci (privati al 95%), costituiscono un debito contratto dallo Stato e vanno ad incrementare il debito pubblico.
Oggi quella che molti credono la Banca d’Italia, non è solo una Banca privata, ma è una vera violazione costituzionale nell’esercizio della politica monetaria.
Questa la natura giuridica e il funzionamento dell’attuale Banca d’Italia.
In Italia, dal 1936 grazie alla Legge bancaria (R.D.L. 375 del 12.03.1936 convertito nella Legge 441 del 07.03.1938) e al successivo “Statuto” approvato con R.D. 1067 del 11.06.36, la Banca D’Italia, trasformata in istituto di diritto pubblico, esercita in regime di monopolio la funzione di emissione della carta moneta (con esclusione delle monete metalliche la cui competenza esclusiva è riservata al Tesoro dello Stato).
Sin qui parrebbe che il potere sovrano di emettere moneta, essendo stato delegato ad un istituto di diritto pubblico, continui ad appartenere allo Stato e che sempre allo Stato vada il cosiddetto “reddito da signoraggio”. Ma non è così.
Per vedere come questo non corrisponda al vero è necessario andare ad analizzare lo statuto della Banca D’Italia, il suo funzionamento e le sue “anomalie”:
I° Anomalia
I principali compiti, e funzioni, che la legge del 1936 affida alla Banca d’Italia sono:
Istituto di emissione. (Anche se, come vedremo dopo, dal 1° gennaio 2002, con il Trattato di Mastricht, l’emissione delle banconote in euro aventi corso legale in Europa è compito della Banca centrale europea);
Gestione della tesoreria provinciale dello Stato;
Funzione di vigilanza sul sistema creditizio
L’organizzazione interna ricalca sostanzialmente quella che è propria di una società per azioni. Così vi troviamo:
un capitale sociale, suddiviso in quote detenute di partecipanti;
un consiglio di amministrazione;
un collegio sindacale;
gli Organi Amministrativi e di Controllo, come avviene nelle società per azioni, sono nominati dall’assemblea Generale dei “partecipanti”: in particolare il Consiglio Superiore, che poi provvede a nominare tra i propri componenti il Comitato, il Governatore, il direttore Generale e i due vice Direttori Generali1;
I portatori delle quote si riuniscono annualmente in assemblea generale ordinaria.
Inoltre i partecipanti, come gli azionisti di una società per azioni, hanno diritto;
al rendiconto annuale della gestione sulla base del bilancio (da sottoporsi all’approvazione dell’assemblea);
alla partecipazione all’utile della gestione;
ai frutti derivanti dall’investimento delle riserve del patrimonio netto.
Questa analisi non ci porta ancora a privare la Banca D’Italia della qualifica di ente pubblico. Infatti, come ribadito anche dalla Cassazione, un ente si definisce pubblico quando, pur essendo privatizzato, ha un fine pubblico e un sistema di controlli pubblici.
Ma la Banca d’Italia risponde a tali requisiti?
Sul fine pubblico nulla questio, trattandosi di un istituto di emissione; il problema sono i controlli da parte dello Stato che nella sostanza non esistono.
Questo perché gli organi amministrativi e di controllo della Banca d’Italia sono nominati dall’Assemblea Generale dei partecipanti (che sono al 95% dei privati). Il Governo può solo approvare la nomina, o la revoca, di alcune cariche, ma l’approvazione da parte del Governo non influisce minimamente sulla validità della nomina.
In soldoni è come se non esistesse.
In conclusione, la Banca d’Italia è un ente privato, strutturato come società per azioni, a cui è affidata, in regime di monopolio, la funzione statale di emissione di carta moneta, senza controlli da parte dello Stato.

II° Anomalia
La Banca D’Italia abbiamo detto è per il 95% in mano a privati. Essi sono:
Gruppo Intesa (27,2%), BNL (2,83%)
Gruppo San Paolo (17,23%) Monte dei Paschi di Siena (2,50%)
Gruppo Capitalia (11,15%) Gruppo La Fondiaria (2%)
Gruppo Unicredito (10,97%) Gruppo Premafin (2%)
Assicurazioni Generali (6,33%) Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%)
INPS (5%) RAS (1,33%)
Banca Carige (3,96%) privati (5,65%)
Dall’analisi dei soci ci rendiamo conto che solo il 5% del capitale è dell’INPS, ovvero di una società pubblica. Dunque la banca D’Italia è per il 95% in mano a banche private. Ma qui risulta evidente la seconda forte anomalia. Infatti abbiamo detto che con la legge bancaria del 1936 a Banca D’Italia è stato demandato il compito di vigilanza sulle altre banche. Ora, le banche sono proprietarie della Banca che dovrebbe su di loro vigilare ed, attraverso i consigli di amministrazione, nominano Governatori e Direttori; ciò vuol dire, in altre parole, che i controllati controllano i controllori, e non vicerversa.
III° Anomalia
Riguarda gli art. 543 e 564 del Titolo IV (BILANCI, UTILI, SPESE E PERDITE, RISERVE)Vediamo perché:
In baseall’art. 54 la quota di utili da assegnare allo Stato corrisponde circa al 50% dell’Utile di Esercizio del Bilancio Annuale, dedotto il 40% accantonato a riserve e il 10 % del capitale sociale attribuiti ai partecipanti.
L’art. 56, inoltre, prevede che una quota, a valere sul fruttato delle riserve medesime, sia distribuita ai partecipanti al capitale sociale (come annualmente deliberato dall’assemblea).
Analizziamo nei fatti le conseguenze di queste norme. Come sottolinea la CTU redatta dal perito nella sentenza n. 2978/05 del giudice di pace di Lecce, nella causa sul signoraggio, l’accantonamento dei frutti delle riserve (e l’assegnazione di parte di essi ai partecipanti) determina una incremento (e una decurtazione) delle riserve stesse quale partita negativa del conto economico e, pertanto, il risultato di esercizio è rappresentato in bilancio al netto di tale posta.
Gli accantonamenti a riserve generano patrimonio e frutti ad esclusivo vantaggio dei partecipanti al capitale sociale dell’Istituto e, per converso, rappresentano un reddito sottratto alla competenza dello Stato.
Inoltre, la quota di riserve attribuita annualmente ai partecipanti (quota stabilita in assoluta autonomia dal Consiglio di Amministrazione della Banca d’Italia), ai sensi dell’art. 56 dello Statuto, è sovente sensibilmente superiore alla quota di utile assegnata allo Stato (ad esempio nel 2003, al netto degli accantonamenti a riserve, sia stato corrisposto un dividendo per ogni quota di partecipazione unitaria pari a circa il 300% del valore della stessa. Dividenti andati tutti a privati (le banche) e che formano il debito pubblico).
Insomma è evidente come la Banca D’Italia assolva ai fini che dovrebbero essere di natura pubblica in piena autonomia e indipendenza, ritraendone utili e frutti che divide tra i “partecipanti” privati.
Quindi, ricapitoliamo:
la Banca D’Italia è una società privata, detenuta per il 95% da privati; gli Organi Amministrativi e di Controllo della Banca d’Italia, come avviene nelle società per azioni, sono nominati dall’assemblea Generale dei “partecipanti” (cui il 95% sono privati): in particolare il Consiglio Superiore, che poi provvede a nominare tra i propri componenti il Comitato, il Governatore, il direttore Generale e i due vice Direttori Generali; con la legge 82 del 07.02.1992 varata dal ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), è stata attribuita alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro. Ovvero autonomamente un gruppo di banche private decide per lo Stato italiano il costo del denaro.
Annualmente, il Consiglio di Amministrazione, autonomamente eletto (dai soci privati), stabilisce quote di riserva variabili che, spesso, producono una quota di utili superiore alla quota di utili che viene data allo Stato tali utili (risultato degli interessi sul prestito) la Banca d’Italia li distribuisce tra i suoi soci che sono al 95% privati; gli utili distribuiti alle banche private costituiscono un debito contratto dallo Stato e vanno ad incrementare il debito pubblico. Stante la situazione appena descritta appare chiaro che la sovranità monetaria è esercitata da una società a capitale privato con scopo di lucro che decide in piena autonomia il costo del denaro.
Da questi elementi può affermarsi che lo Stato, da tempo, ha ceduto la propria sovranità monetaria in favore di un ente privato (non certo pubblico), ovvero la Banca d’Italia.
Bisogna istituzionalizzare una Banca dello Stato, come Ente pubblico interamente detenuto dal Ministero del Tesoro. La sovranità monetaria è fondamentale per un Stato. Dobbiamo uscire da questa Ue. Dobbiamo tornare sovrani.

Giuno 2012: L’Italia fa gola a Deutsche Bank: vogliono prenderci tutto | LIBRE

Fonte:
http://www.libreidee.org/2012/06/litalia-fa-gola-a-deutsche-bank-vogliono-prenderci-tutto/
Merkelsistema di welfare sociale e di servizi pubblici per un valore di centinaia di miliardi di euro per i seguenti paesi: Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. Il rapporto stretto con gli “attacchi” dei mercati internazionali si vede a occhio nudo. Gli autori del rapporto hanno come modello di riferimento per questo piano di privatizzazione il vecchio Treuhandanstalt tedesco (l’Istituto di Gestione fiduciaria che, tra il 1990 e il 1994 garantì la dismissione di cira 8000 aziende dell’ex Ddr soprattutto a vantaggio delle imprese dell’Ovest). Stiamo parlando di un valore patrimoniale di 600 miliardi di marchi tedeschi del 1990 secondo le stime ufficiali, circa 307 miliardi di euroattuali.Dieter Bräuningerprivatizzazione l’emblema del progetto, in modo da non sapere più cosa e quando viene venduto, aggirando eventuali opposizioni.Deutsche Bankesempio l’approvvigionamento d’acqua, la gestione delle fognature, l’assistenza sanitaria e le attività non statali dell’amministrazione pubblica».



Un piano di dismissione gigantesco, proporzionale a quello che coinvolse la ex Germania dell’Est dopo la riunificazione del 1990. E’ questa la richiesta che la Deutsche Bank ha fatto all’Europa, e in particolare al governo tedesco, in suo rapporto di qualche mese fa e che ora abbiamo potuto leggere. Il documento è del 20 ottobre 2011 e si intitola “Guadagni, concorrenza, crescita” ed è firmato da Dieter Bräuninger, economista della banca tedesca dal 1987 e attualmente Senior Economist al dipartimento Deutsche Bank Research. Un testo importante perché aiuta a capire meglio cosa sono “i mercati finanziari”, chi è che ogni giorno boccia o promuove determinate politiche di questo o quel governo.
La richiesta che è rivolta direttamente alla cosiddetta Troika, Commissione europea, Bce e Fmi, è quella della privatizzazione massiccia e profonda del 
Nonostante quell’agenzia abbia terminato il suo lavoro con una perdita di 256 miliardi di marchi, lo schema viene riproposto nel documento Deutsche Bank – e a giudicare dalle intenzioni, anche dai progetti governativi: «La situazione difficile sui mercati finanziari non è un ostacolo», scrive il rapporto. «Una modalità consisterebbe nel trasferire gli attivi a un’agenzia incaricata esplicitamente delle privatizzazioni. Questa potrebbe in seguito, a seconda della congiuntura dei mercati, scaglionare la vendita nel tempo». Si mette tutto in un fondo comune, dunque, senza fare di questa o quella 
Il capitolo che riguarda l’Italia è molto dettagliato, al pari di quelli degli altri Stati. Dopo aver fatto una breve disamina della situazione pregressa – dall’Iri alle privatizzazioni di Telecom e delle altre grandi aziende – il documento ammette che «lo Stato, nel suo complesso, nel corso dell’ultimo decennio si è ritirato in modo significativo» da diversi settori. Però esistono ancora «potenziali entrate derivanti dalla vendita di partecipazioni in grandi aziende». Almeno 70-80 miliardi. Ma «particolare attenzione meritano gli edifici pubblici, terreni e fabbricati. Il loro valore è stimato dalla Cassa Depositi e Prestiti per un totale di 421 miliardi». E, si aggiunge, «la loro vendita potrebbe essere effettuata relativamente con poco sforzo».
«Secondo i dati ufficiali, è di proprietà dello Stato (comprese le Regioni, i Comuni) un patrimonio complessivo di 571 miliardi, ossia quasi il 37% del Pil». Quindi, non si tratta di vendere solo qualche quota di Eni o Enel ma interi pezzi del patrimonio pubblico, «in particolare l’approvvigionamento di acqua», misura che appare “utile” soprattutto per via delle «enormi perdite, fino al 30%, dell’acqua distribuita». In effetti il testo dedica molto spazio ai servizi pubblici, non solo l’acqua pubblica: «A differenza delle telecomunicazioni, certe parti del settore energetico e dei trasporti (innanzitutto ferroviari) sono ancora suscettibili di privatizzazioni radicali e di una deregolamentazione, da condurre nell’insieme dell’Europa». E nel testo non c’è alcun imbarazzo a scrivere che «in principio, la privatizzazione di servizi pubblici di interesse generale presenta dei vantaggi, come ad 
Oltre all’Italia, come detto, il rapporto si occupa di altri paesi. La Francia, ad esempio, dovrebbe avere circa 88 miliardi dieuro di beni capitalizzabili sul mercato, il 4,6% del Pil ma, spiega la Deutsche Bank, «l’intervento statale nell’economiava oltre queste cifre». Ci sono le infrastrutture, le centrali idroelettriche a partire dall’Edf che è di proprietà statale e ampi spazi del settore bancario. Per quanto riguarda la Spagna, l’accento è posto sulla vendita di aeroporti, sui servizi di navigazione, i cantieri navali, le Poste, le ferrovie. Infine, per quanto riguarda la Grecia, si ricorda che gli impegni presi dal paese nei confronti della Troika riguardano il 22% del Pil, circa 50 miliardi di euro di privatizzazioni. Ma, si sottolinea, «lo Stato controlla il 70% del Paese», quindi c’è ancora molto da fare.
(Salvatore Cannavò, “La Deutsche Bank e il piano di dismissioni per i governi”, da “Il Fatto Quotidiano” del 19 giugno 2012).

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