Cosenostreacasanostra

Il Blog di Nicoletta Forcheri "Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia. Il resto è propaganda"
Horacio Verbitzky

lunedì 20 ottobre 2014

Le cose non sono come ce le fanno sembrare


"Il disegno di legge contro le società segrete è stato presentato alla Camera come un disegno di legge contro la massoneria: esso è il primo atto reale del fascismo per affermare quella che il partito fascista chiama la sua rivoluzione. Noi, come Partito comunista, vogliamo ricercare non solo il perché della presentazione del disegno di legge contro le organizzazioni in generale ma anche il significato del perché il Partito fascista ha presentato questa legge rivolta prevalentemente contro la massoneria"

Chi parla? Gramsci alla Camera nel mese di maggio 1925 (estratto da La Storia della Massoneria italiana, pag. 536 di Aldo Mola). Non sembra affatto contento Gramsci di questo disegno di legge che si prefigge di  vietare la massoneria e di  regolamentare l'appartenenza alla massoneria, ad associazioni enti e istituti da parte del "personale dipendente dallo Stato, dalle amministrazioni comunali e provinciali e da istituti sottoposti per lege alla tutela dello Stato e degli enti locali" (estratto da La massoneria smascherata).



"In Germania, in Inghilterra, in America i massoni sono una confraternita caritatevole e filantropica. In Italia, invece, i massoni costituiscono un'organizzazione politica segreta. Di più e di peggio, essi dipendono completamente dal Grande Oriente di Parigi. Io auspico che i Massoni italiani diventino quello che sono gli inglesi e gli americani (sic !!!) : un'associazione fraterna apolitica di mutuo soccorso...". Benito Mussolini in risposta a un giornalista sullo stesso disegno di legge

N. Forcheri 20/10/2014

lunedì 13 ottobre 2014

Vi offro una chicca da lanciare a chi argomenta che quando la BCI era nazionale, lo Stato si beccava gli interessi della moneta, cioé prima dell'euro...Dalle mie ricerche in realtà, lo Stato percepiva gli interessi unicamente sulle banconote, e non sulla moneta scritturale che rappresenta quasi il 98% della moneta, e secondo le circolari che avevo letto tale restituzione era solo di massimo il 50% di tali interessi. Quindi tale teoria nega completamente il furto del signoraggio che verte sul valore integrale di tutta la moneta e non già solo sugli interessi, e per riassumere lo Stato precepiva quindi il 50% del 5% del 2% di tutto il valore monetario della moneta prodotta, scritturale e legale, il che fa il 2,5% del 2%,e quindi lo 0,025% di tutta la moneta prodotta.
E' ridicolo quindi chi come Varone afferma il contrario. Quando iniziai a interessarmi di moneta e signoraggio c'era un tale Rossi che affermava le stesse cose, e ciò facendo negava il signoraggio...
PS
Chi si ricorda di quel Rossi e come chiamava le "restituzioni" allo Stato?
Nforcheri

lunedì 6 ottobre 2014

UNA DIMENSIONE ECONOMICA SCONOSCIUTA.


Premessa
Leggo spesso di dottrine politico - economiche di vario genere che, nelle loro varie sfaccettature si riconducono essenzialmente a tre: il liberismo ( oggi : neoliberismo) dottrina dominante tipico delle ( pseudo) democrazie " pure" ; il comunismo nel quale l'intervento statale e' onnicomprensivo delle vite delle persone ma che può dirsi tramontato ; il socialismo e la socialdemocrazia nella quale fermo restando l'intervento statale nel mondo dell'economia, vengono riconosciute graduali libertà individuali ( minime nel socialismo massime nella socialdemocrazia ).
Il ruolo del keynesismo
A tali dottrine economiche si è' sovente sovrapposta l'opera del Keynesismo classico nel quale allo Stato veniva attribuito un ruolo importante nella risoluzione delle crisi più devastanti : espandere la spesa pubblica nei periodi di crisi , contrarla nei periodi di eccesso di espansione e conseguente aumento dell'inflazione, proprio allo scopo di raffreddare quest'ultima. Pochissimi hanno però evidenziato, e trovo ciò del tutto paradossale, il ruolo strategico svolto dalla moneta. Il liberista Friedman sosteneva che le banche centrali potessero essere sostitute da robot ( tot moneta stampata ogni tot mesi, fine) ma poco altro. Lo stesso Keynes ne parla poco nella sua opera principale ( Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta) se non per sfatare il mito del l'importanza del risparmio, che vedeva come un freno all'economia.
Il punto dolente: la moneta.
NESSUNO HA MAI PARLATO CON LA PROFONDITA' che l'argomento merita, DELL'ORIGINE DEL DEBITO CHE OGGI COINCIDE PARI PARI CON L'ORIGINE DELLA MONETA ma Che sta proprio alla base di tutti i nostri problemi odierni. Ci sta chi ha lottato contro questa tirannia bancaria consolidatasi fin dalla notte dei tempi a scapito dell'autentica libertà dell'uomo. Chi lo ha fatto ha passato i suoi guai... Fatto sta che rimane questo grande Bug delle dottrine economiche perché sottovalutano il ruolo del debito eterno. L'equazione del pil considera vari grandezze economiche ( gli investimenti pubblici e privati i consumi la bilancia commerciale ) ma si guarda bene dal considerare la dimensione debitoria di ogni forma di bene o servizio creato dall'uomo. Perché e' del tutto naturale che se non esiste un cent nella nostra società che non nasca come debito, qualsiasi valore attribuiamo ad un bene o servizio dovremmo sempre metterci un segno - davanti. Dato che appena convertiamo il bene nel suo corrispondente valore monetario il bene stesso diventa nostro debito e credito per la banca ( ordinaria o centrale che sia) ... Persino nella Russia comunista Stalin dovette fin dal 1936 assoggettare la banca centrale alla proprietà esclusiva di banchieri privati (!) ai quali dovette riconoscere la proprietà del rublo. Lo stesso Putin oggi non riesce a fare di meglio anche se la banca centrale russa per quanto soggetta a sostanziale gestione privata non riesce ovviamente a sostenere una speculazione contro gli stessi interessi della nazione russa come ad esempio e' tranquillamente avvenuto in Italia con le banche ordinarie padrone che hanno potuto tranquillamente gettare nella miseria milioni di persone senza di fatto subire pesanti condanne in sede penale.
Cosa potrebbe fare uno Stato realmente sovrano.
Nessuno conosce quindi la dimensione della moneta di proprietà interamente statale. Statale nell'accezione di popolare non politica, naturalmente perché laddove la moneta sia politica poco ne beneficherebbe la gente da un lato e molto potrebbe fare l'elite finanziaria per riappropriarsene con adeguata opera di corruzione. Una dimensione quindi del tutto sconosciuta, nella quale lo Stato potrebbe sostenere qualsiasi spesa nel contesto di qualsiasi delle summenzionate dottrine economiche senza indebitarsi di un cent. Creando esso stesso i mezzi monetari di cui necessità è senza prendere niente in prestito da nessuno. Anzi imponendo a chiunque voglia manovrare mezzi finanziari a prendere da esso i soldi in prestito. Il tutto all'insegna della pubblica trasparenza senza segreti di stato, censure o immunità garantite a banchieri dichiarati irresponsabili e dall'operato insindacabile per legge. Lo Stato potrebbe quindi indirizzare i flussi monetari verso quelle attività per le quali il proprio popolo possegga le migliori capacità per tradurre la moneta in autentica ricchezza reale o in benefici sociali concreti realizzando programmi governativi ben precisi ( lotta al l'inquinamento, protezione del territorio, opere pubbliche, miglioramento dei servizi sociali) . Tutto questo senza generare una sola lira di debito pubblico, con buona pace dei noti parametri di Maastricht che diverrebbero del tutto senza senso ... E senza che l'inflazione o lo spread possano essere di qualsiasi intralcio od ostacolo all'azione politica, essendo nelle mani statali cioè del popolo sovrano il controllo dei flussi monetari, che potrebbero essere contratti o ampliati a seconda delle esigenze contingenti.
Una richiesta agli amici di facebook.
Se mettiamo a mente questo programma e ne condividiamo l'obiettivo di fondo, condividete questo post sulle vs bacheche, fatelo vostro e spiegatelo ai più perplessi.... Mettere "mi piace" mi pare del tutto inutile...
By ludovico fulci

domenica 5 ottobre 2014

Quelle 233 Ostie senesi che illuminano il mondo… | Informare per Resistere

Quelle 233 Ostie senesi che illuminano il mondo… Quelle 233 Ostie senesi che illuminano il mondo…
ottobre 03
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 - di Antonio Socci -
Tutto si è svolto riservatamente, attorno al 10 settembre scorso. Ma la notizia più importante, quella sul risultato della ricognizione, è trapelata e ve la proponiamo. A cento anni dall’ultima analisi c’è la conferma che le Sacre Particole conservate nella basilica di San Francesco, a Siena, si stanno ancora mantenendo miracolosamente intatte, contro ogni legge naturale. Nel contenitore sono state rinvenute – com’era prevedibile – muffe e batteri, ma incredibilmente nessuna ostia è stata intaccata. Un fenomeno inspiegabile perché per la loro composizione (come derivati del grano) le particole sono deperibilissime, molto vulnerabili da microrganismi e muffe. Sembra che su queste 233 ostie conservate a Siena le leggi di natura non possano nulla.
EGLI È QUI
L'ostensorio con il quale vengono portate in processione le sacre Particole.
Molti decenni fa un arcivescovo di Siena, Tiberio Borghese, volle fare una sorta di controprova: fece sigillare alcune particole non consacrate in un contenitore. Dopo dieci anni una Commissione scientifica andò a vedere il loro stato e trovò solo frammenti decomposti e vermi. Questo è infatti l’iter naturale delle materie organiche. Tutto si corrompe e si decompone. Ma sfuggono a questa inesorabile legge fisica e chimica quelle ostie consacrate che si conservano nella Basilica di san Francesco, nella città di Santa Caterina, mirabile punto d’incontro dei due patroni d’Italia. Nei diversi miracoli eucaristici, avvenuti soprattutto in Italia, solitamente si è verificata una trasformazione delle particole in carne (spesso del miocardio) e in sangue, quello di Siena si caratterizza perché il miracolo sono le stesse ostie che misteriosamente sfidano il tempo e le leggi naturali, rendendo così evidente la presenza permanente di Colui che è Signore della storia e dell’eternità. Il grande Thomas S. Eliot cantava il “punto di intersezione del senza tempo col tempo”. Eccolo qua. Un altro poeta, Eugenio Montale nella sua laica “queste” della salvezza cercava “il varco” nella prigione della quotidianità, “la smagliatura nella rete” dell’esistenza, “l’anello che non tiene” nella concatenazione delle circostanze… Ecco dunque, nell’evento di Siena, il segno del grande varco che spalanca l’eternità qui nel tempo.
COME ACCADDE
Tutto comincia nell’anno 1730. Era il 14 agosto, la vigilia dell’Assunta. Tutto il popolo senese era accorso in Cattedrale per i primi vespri e l’offerta del cero votivo in onore della Madre di Dio. Per questo dei ladri poterono entrare indisturbati nella Basilica di San Francesco e rubare la pisside d’argento piena di particole consacrate. Per la città fu uno choc. Furono fatte preghiere e processioni per riparare l’atto sacrilego. Probabilmente gli stessi ladri restarono colpiti. Fatto sta che tre giorni dopo, il 17 agosto, le particole furono rinvenute nel vicino Santuario di Santa Maria in Provenzano, dentro una cassetta delle elemosine. La città fece festa. Processioni solenni e atti di adorazione si susseguirono anche nelle parrocchie, ripetutamente. Per questo al momento era stato deciso di non consumare quelle ostie. Finché ci si rese conto che, con il tempo, queste particole non subivano alcuna alterazione. Devotamente custodite continuavano a restare incorrotte. Dunque si cominciò a constatare che un miracolo era in corso.
LO STUPORE
Le ostie, oltre ad essere esposte al deperimento organico e agli agenti atmosferici, avevano subito travasi di contenitori, contatti fisici per i periodici conteggi, scuotimenti. Eppure quando le Sacre Particole vengono analizzate si trovano sempre “fresche, intatte, fisicamente incorrotte, chimicamente pure e non presentano alcun principio di corruzione”. Erano passati quasi due secoli, così, nel 1914, si decise di sottoporle all’analisi scientifica. Alla fine il verbale degli scienziati reciterà: “Le Sante Particole di Siena sono un classico esempio della perfetta conservazione di particole di pane azzimo consacrate nell’anno 1730, e costituiscono un fenomeno singolare, palpitante di attualità che inverte le leggi naturali della conservazione della materia organica. E’ un fatto unico consacrato negli annali della scienza”. Nel corso degli anni seguirono poi nuovi trasferimenti di contenitori e un altro tentativo di furto nel 1951. Ma il miracolo è continuato. Lo scrittore danese Joergensen, convertito al cattolicesimo, lo definì “una delle più grande meraviglie di Cristo sulla terra”. Circa venti anni fa mi trovai ad accompagnare io stesso l’allora cardinale Ratzinger alla Basilica di San Francesco e ricordo il suo stupore e la sua commozione per queste Sacre Particole. Anche Giovanni Paolo II, in visita a Siena il 14 settembre 1980, aveva voluto sostare in adorazione davanti ad esse e alla fine, commosso, aveva sussurrato: “È la Presenza!”.
EGLI RIMANE
San Giovanni Paolo II, dopo avere ammirato e adorato il miracolo permanente  esclama: «È la presenza!» (Siena, 14 settembre 1980).
In effetti, la caratteristica del miracolo eucaristico di Siena è la sua continuità nel tempo, un segno che chiaramente rende evidente la permanenza della presenza di Cristo nell’ostia consacrata. È la conferma soprannaturale e straordinaria di una verità che il cattolicesimo proclama. Ha scritto don Divo Barsotti: “Alcune confessioni protestanti non negano la presenza reale del Cristo nell’Eucarestia, ma negano che questa Presenza reale sia permanente: Gesù è presente nell’istante in cui si dona (…). La differenza sostanziale, si direbbe, con la dottrina eucaristica così come il Cattolicesimo l’ha sempre insegnata è precisamente questa: la presenza del Cristo nell’Eucarestia è permanente”. Negli ultimi decenni il pensiero protestante si è infiltrato nella Chiesa cattolica. Infatti Paolo VI, già nell’enciclica “Mysterium fidei” del 1965, metteva in guardia da queste false dottrine sull’eucarestia che stavano circolando nella Chiesa. Una di queste sosteneva proprio che Cristo non sarebbe più presente nelle Ostie consacrate e rimaste dopo la celebrazione della Messa. Idea fatta propria da un cattoprogressismo sociologico, tutto centrato sulla dimensione orizzontale. Idea falsissima. Non a caso il Concilio di Trento insiste nell’esortare all’adorazione eucaristica anche al di fuori della liturgia. E Paolo VI in quella sua enciclica – sottolineava il cardinale Dulles – “ha parlato chiaramente e decisamente in favore della custodia del Santissimo Sacramento in un posto d’onore in chiesa” e poi “ha esortato i pastori a esporre il Sacramento per la solenne adorazione e a fare processioni eucaristiche”. Così come “Giovanni Paolo II ha cercato di promuovere la devozione dell’Eucarestia al di fuori della Messa” perché è “di valore inestimabile per la vita della Chiesa”. Lo stesso papa Wojtyla dedicava molte ore all’adorazione e “molte delle sue migliori intuizioni scaturivano da questi momenti di preghiera”. Benedetto XVI ha proseguito sulla stessa linea e il popolo cristiano ha riscoperto la bellezza e la ricchezza dell’adorazione eucaristica. Eppure se questo è sempre stato il magistero della Chiesa, poi una sorta di magistero parallelo (e abusivo) ha seminato la sua zizzania. E oggi tornano gli errori degli anni Sessanta, quando – scriveva il cardinale Dulles – “ai fedeli veniva ripetuto, da educatori all’avanguardia in fatto di religione, che lo scopo del Santissimo Sacramento era di essere ricevuto nella comunione e non di essere adorato, come se le due cose si escludessero a vicenda”. Un riflesso di queste idee lo si ritrova oggi in quelle chiese cattoliche dove il tabernacolo con il Santissimo Sacramento non è più nel luogo nobile e importante della casa di Dio, ma in qualche sgabuzzino marginale e talora addirittura è stato estromesso fuori dalla chiesa. Eppure è solo quel tabernacolo che caratterizza una chiesa cattolica. Edith Stein, filosofa ebrea tedesca, si convertì al cattolicesimo proprio perché – dopo aver visitato dei templi protestanti – un giorno entrò in una Chiesa cattolica e si rese conto che “qui c’è Qualcuno”. Divenne suora carmelitana e poi – uccisa ad Auschwitz – fu proclamata santa. Perché si era innamorata di quella Presenza.
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mercoledì 1 ottobre 2014

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA FRANCESE SCRIVE (A BRUXELLES): ''IL GOVERNO RIFIUTA DI ADOTTARE NUOVE MISURE DI AUSTERITA''' - I fatti e le opinioni del Nord - ilnord.it

Fonte: http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=3574#.VCwqnuQKL3N.blogger mercoledì 1 ottobre 2014

PARIGI - Il governo francese rifiuta di adottare nuove misure di austerita' e prevede, nella legge di bilancio per il 2015, un deficit che quest'anno si attestera' al 4,4% del Pil, l'anno prossimo si restringera' al 4,3%, nel 2016 scendera' al 3,8% e solo nel 2017 andra' al 2,8%, cioe' sotto il tetto del 3%. In precedenza Parigi si era impegnata a scendere sotto il 3% fin da quest'anno.
"Abbiamo preso la decisione di adattare il passo di riduzione del Pil - spiega il ministro delle Finanze, Michel Sapin - alla situazione economica del paese".
"La nostra politica economica - aggiunge Sapin - non sta cambiando, ma il deficit sara' ridotto piu' lentamente del previsto a causa delle circostanze economiche". 
"Nessun ulteriore sforzo - si legge in un comunicato che accompagna i numeri della legge di bilancio - sara' richiesto alla Francia, perche' il governo - assumendosi la responsabilita' di bilancio di rimettere sulla giusta strada il paese - respinge l'austerita'".
Sapin aveva gia' preannunciato che i target di deficit per il 2015 erano inattuabili e ribadisce 

martedì 30 settembre 2014

IL SISTEMA DEL FAKE FIAT MONEY. NF


In realtà non siamo neanche in un sistema di puro fiat money, bensì in un ibrido fiat money di facciata, ma contabilmente di moneta merce agganciata non già a un metallo o a una merce ma ad altra carta straccia che rappresenta i nostri debiti e quindi le nostre proprietà. 
Fossimo in una pura fiat money, non ci sarebbero problemi, invece siamo in un duplice inganno: 
1. quello di una finta fiat money ma una vera moneta/merce basata sui titoli del debito che rappresentano la nostra merce/cose/proprietà/demanio...
2. quello del falso contabile con la mancata contabilizzazione della creazione della moneta dal "debito" da parte degli istituti di emissione.
In una vera fiat money si creerebbe la moneta dal NULLA, come promessa dell'IMPEGNO di uno Stato/comunità a produrre  maggiore benessere per tutti e invece le banche la creano dal NOSTRO DEBITO come promessa a peggiorare la situazione di ciascuno di noi, sempre più slegato dal senso di comunità.
Il fazioso obbligo di pareggio di bilancio a somma zero completa il tutto, in una illusione visiva dove tale finta parità si ottiene esteticamente con una partita doppia truccata sin dall'inizio per la non contabilizzazione della moneta creata dal nostro debito. Si segna il nostro debito, ma non il credito che la banca si è autoaccreditata arbitrariamente e senza alcun controllo democratico, o dei legali titolari di tale moneta, assicurandosi al "rientro" una "generosa" raccolta di frutti immeritata quanto invisibile.
L'abolizione poi del ruolo di pagatore di ultima istanza dai trattati UE peggiora ulteriormente il quadro in quanto esso è logicamente necessario, abolendolo come è stato fatto significa quindi che noi siamo in ultima istanza i pagatori di tutto e in tutto. 
Nforcheri 30/9/2014

Qua l'articolo FIAT MONEY/MONETA MERCE: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/03/paghero-o-passivita-le-mezze-verita.html

MBI: espropriamo Bankitalia

Fonte: https://www.facebook.com/signoraggioinformazionecorretta/posts/298875930315908?ref=notif&notif_t=like
ESPROPRIAMO BANKITALIA

La Banca D’Italia è un ente dove gli utili sono privati e i debiti sono pubblici.
Di Massimiliano Di Benedetto

La Banca d’Italia (un vero abuso definirla tale) è per il 95% in mano a privati.
Gli utili vengono distribuiti tra i suoi soci (privati al 95%), costituiscono un debito contratto dallo Stato e vanno ad incrementare il debito pubblico.
Oggi quella che molti credono la Banca d’Italia, non è solo una Banca privata, ma è una vera violazione costituzionale nell’esercizio della politica monetaria.
Questa la natura giuridica e il funzionamento dell’attuale Banca d’Italia.
In Italia, dal 1936 grazie alla Legge bancaria (R.D.L. 375 del 12.03.1936 convertito nella Legge 441 del 07.03.1938) e al successivo “Statuto” approvato con R.D. 1067 del 11.06.36, la Banca D’Italia, trasformata in istituto di diritto pubblico, esercita in regime di monopolio la funzione di emissione della carta moneta (con esclusione delle monete metalliche la cui competenza esclusiva è riservata al Tesoro dello Stato).
Sin qui parrebbe che il potere sovrano di emettere moneta, essendo stato delegato ad un istituto di diritto pubblico, continui ad appartenere allo Stato e che sempre allo Stato vada il cosiddetto “reddito da signoraggio”. Ma non è così.
Per vedere come questo non corrisponda al vero è necessario andare ad analizzare lo statuto della Banca D’Italia, il suo funzionamento e le sue “anomalie”:
I° Anomalia
I principali compiti, e funzioni, che la legge del 1936 affida alla Banca d’Italia sono:
Istituto di emissione. (Anche se, come vedremo dopo, dal 1° gennaio 2002, con il Trattato di Mastricht, l’emissione delle banconote in euro aventi corso legale in Europa è compito della Banca centrale europea);
Gestione della tesoreria provinciale dello Stato;
Funzione di vigilanza sul sistema creditizio
L’organizzazione interna ricalca sostanzialmente quella che è propria di una società per azioni. Così vi troviamo:
un capitale sociale, suddiviso in quote detenute di partecipanti;
un consiglio di amministrazione;
un collegio sindacale;
gli Organi Amministrativi e di Controllo, come avviene nelle società per azioni, sono nominati dall’assemblea Generale dei “partecipanti”: in particolare il Consiglio Superiore, che poi provvede a nominare tra i propri componenti il Comitato, il Governatore, il direttore Generale e i due vice Direttori Generali1;
I portatori delle quote si riuniscono annualmente in assemblea generale ordinaria.
Inoltre i partecipanti, come gli azionisti di una società per azioni, hanno diritto;
al rendiconto annuale della gestione sulla base del bilancio (da sottoporsi all’approvazione dell’assemblea);
alla partecipazione all’utile della gestione;
ai frutti derivanti dall’investimento delle riserve del patrimonio netto.
Questa analisi non ci porta ancora a privare la Banca D’Italia della qualifica di ente pubblico. Infatti, come ribadito anche dalla Cassazione, un ente si definisce pubblico quando, pur essendo privatizzato, ha un fine pubblico e un sistema di controlli pubblici.
Ma la Banca d’Italia risponde a tali requisiti?
Sul fine pubblico nulla questio, trattandosi di un istituto di emissione; il problema sono i controlli da parte dello Stato che nella sostanza non esistono.
Questo perché gli organi amministrativi e di controllo della Banca d’Italia sono nominati dall’Assemblea Generale dei partecipanti (che sono al 95% dei privati). Il Governo può solo approvare la nomina, o la revoca, di alcune cariche, ma l’approvazione da parte del Governo non influisce minimamente sulla validità della nomina.
In soldoni è come se non esistesse.
In conclusione, la Banca d’Italia è un ente privato, strutturato come società per azioni, a cui è affidata, in regime di monopolio, la funzione statale di emissione di carta moneta, senza controlli da parte dello Stato.

II° Anomalia
La Banca D’Italia abbiamo detto è per il 95% in mano a privati. Essi sono:
Gruppo Intesa (27,2%), BNL (2,83%)
Gruppo San Paolo (17,23%) Monte dei Paschi di Siena (2,50%)
Gruppo Capitalia (11,15%) Gruppo La Fondiaria (2%)
Gruppo Unicredito (10,97%) Gruppo Premafin (2%)
Assicurazioni Generali (6,33%) Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%)
INPS (5%) RAS (1,33%)
Banca Carige (3,96%) privati (5,65%)
Dall’analisi dei soci ci rendiamo conto che solo il 5% del capitale è dell’INPS, ovvero di una società pubblica. Dunque la banca D’Italia è per il 95% in mano a banche private. Ma qui risulta evidente la seconda forte anomalia. Infatti abbiamo detto che con la legge bancaria del 1936 a Banca D’Italia è stato demandato il compito di vigilanza sulle altre banche. Ora, le banche sono proprietarie della Banca che dovrebbe su di loro vigilare ed, attraverso i consigli di amministrazione, nominano Governatori e Direttori; ciò vuol dire, in altre parole, che i controllati controllano i controllori, e non vicerversa.
III° Anomalia
Riguarda gli art. 543 e 564 del Titolo IV (BILANCI, UTILI, SPESE E PERDITE, RISERVE)Vediamo perché:
In baseall’art. 54 la quota di utili da assegnare allo Stato corrisponde circa al 50% dell’Utile di Esercizio del Bilancio Annuale, dedotto il 40% accantonato a riserve e il 10 % del capitale sociale attribuiti ai partecipanti.
L’art. 56, inoltre, prevede che una quota, a valere sul fruttato delle riserve medesime, sia distribuita ai partecipanti al capitale sociale (come annualmente deliberato dall’assemblea).
Analizziamo nei fatti le conseguenze di queste norme. Come sottolinea la CTU redatta dal perito nella sentenza n. 2978/05 del giudice di pace di Lecce, nella causa sul signoraggio, l’accantonamento dei frutti delle riserve (e l’assegnazione di parte di essi ai partecipanti) determina una incremento (e una decurtazione) delle riserve stesse quale partita negativa del conto economico e, pertanto, il risultato di esercizio è rappresentato in bilancio al netto di tale posta.
Gli accantonamenti a riserve generano patrimonio e frutti ad esclusivo vantaggio dei partecipanti al capitale sociale dell’Istituto e, per converso, rappresentano un reddito sottratto alla competenza dello Stato.
Inoltre, la quota di riserve attribuita annualmente ai partecipanti (quota stabilita in assoluta autonomia dal Consiglio di Amministrazione della Banca d’Italia), ai sensi dell’art. 56 dello Statuto, è sovente sensibilmente superiore alla quota di utile assegnata allo Stato (ad esempio nel 2003, al netto degli accantonamenti a riserve, sia stato corrisposto un dividendo per ogni quota di partecipazione unitaria pari a circa il 300% del valore della stessa. Dividenti andati tutti a privati (le banche) e che formano il debito pubblico).
Insomma è evidente come la Banca D’Italia assolva ai fini che dovrebbero essere di natura pubblica in piena autonomia e indipendenza, ritraendone utili e frutti che divide tra i “partecipanti” privati.
Quindi, ricapitoliamo:
la Banca D’Italia è una società privata, detenuta per il 95% da privati; gli Organi Amministrativi e di Controllo della Banca d’Italia, come avviene nelle società per azioni, sono nominati dall’assemblea Generale dei “partecipanti” (cui il 95% sono privati): in particolare il Consiglio Superiore, che poi provvede a nominare tra i propri componenti il Comitato, il Governatore, il direttore Generale e i due vice Direttori Generali; con la legge 82 del 07.02.1992 varata dal ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), è stata attribuita alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro. Ovvero autonomamente un gruppo di banche private decide per lo Stato italiano il costo del denaro.
Annualmente, il Consiglio di Amministrazione, autonomamente eletto (dai soci privati), stabilisce quote di riserva variabili che, spesso, producono una quota di utili superiore alla quota di utili che viene data allo Stato tali utili (risultato degli interessi sul prestito) la Banca d’Italia li distribuisce tra i suoi soci che sono al 95% privati; gli utili distribuiti alle banche private costituiscono un debito contratto dallo Stato e vanno ad incrementare il debito pubblico. Stante la situazione appena descritta appare chiaro che la sovranità monetaria è esercitata da una società a capitale privato con scopo di lucro che decide in piena autonomia il costo del denaro.
Da questi elementi può affermarsi che lo Stato, da tempo, ha ceduto la propria sovranità monetaria in favore di un ente privato (non certo pubblico), ovvero la Banca d’Italia.
Bisogna istituzionalizzare una Banca dello Stato, come Ente pubblico interamente detenuto dal Ministero del Tesoro. La sovranità monetaria è fondamentale per un Stato. Dobbiamo uscire da questa Ue. Dobbiamo tornare sovrani.

Giuno 2012: L’Italia fa gola a Deutsche Bank: vogliono prenderci tutto | LIBRE

Fonte:
http://www.libreidee.org/2012/06/litalia-fa-gola-a-deutsche-bank-vogliono-prenderci-tutto/
Merkelsistema di welfare sociale e di servizi pubblici per un valore di centinaia di miliardi di euro per i seguenti paesi: Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. Il rapporto stretto con gli “attacchi” dei mercati internazionali si vede a occhio nudo. Gli autori del rapporto hanno come modello di riferimento per questo piano di privatizzazione il vecchio Treuhandanstalt tedesco (l’Istituto di Gestione fiduciaria che, tra il 1990 e il 1994 garantì la dismissione di cira 8000 aziende dell’ex Ddr soprattutto a vantaggio delle imprese dell’Ovest). Stiamo parlando di un valore patrimoniale di 600 miliardi di marchi tedeschi del 1990 secondo le stime ufficiali, circa 307 miliardi di euroattuali.Dieter Bräuningerprivatizzazione l’emblema del progetto, in modo da non sapere più cosa e quando viene venduto, aggirando eventuali opposizioni.Deutsche Bankesempio l’approvvigionamento d’acqua, la gestione delle fognature, l’assistenza sanitaria e le attività non statali dell’amministrazione pubblica».



Un piano di dismissione gigantesco, proporzionale a quello che coinvolse la ex Germania dell’Est dopo la riunificazione del 1990. E’ questa la richiesta che la Deutsche Bank ha fatto all’Europa, e in particolare al governo tedesco, in suo rapporto di qualche mese fa e che ora abbiamo potuto leggere. Il documento è del 20 ottobre 2011 e si intitola “Guadagni, concorrenza, crescita” ed è firmato da Dieter Bräuninger, economista della banca tedesca dal 1987 e attualmente Senior Economist al dipartimento Deutsche Bank Research. Un testo importante perché aiuta a capire meglio cosa sono “i mercati finanziari”, chi è che ogni giorno boccia o promuove determinate politiche di questo o quel governo.
La richiesta che è rivolta direttamente alla cosiddetta Troika, Commissione europea, Bce e Fmi, è quella della privatizzazione massiccia e profonda del 
Nonostante quell’agenzia abbia terminato il suo lavoro con una perdita di 256 miliardi di marchi, lo schema viene riproposto nel documento Deutsche Bank – e a giudicare dalle intenzioni, anche dai progetti governativi: «La situazione difficile sui mercati finanziari non è un ostacolo», scrive il rapporto. «Una modalità consisterebbe nel trasferire gli attivi a un’agenzia incaricata esplicitamente delle privatizzazioni. Questa potrebbe in seguito, a seconda della congiuntura dei mercati, scaglionare la vendita nel tempo». Si mette tutto in un fondo comune, dunque, senza fare di questa o quella 
Il capitolo che riguarda l’Italia è molto dettagliato, al pari di quelli degli altri Stati. Dopo aver fatto una breve disamina della situazione pregressa – dall’Iri alle privatizzazioni di Telecom e delle altre grandi aziende – il documento ammette che «lo Stato, nel suo complesso, nel corso dell’ultimo decennio si è ritirato in modo significativo» da diversi settori. Però esistono ancora «potenziali entrate derivanti dalla vendita di partecipazioni in grandi aziende». Almeno 70-80 miliardi. Ma «particolare attenzione meritano gli edifici pubblici, terreni e fabbricati. Il loro valore è stimato dalla Cassa Depositi e Prestiti per un totale di 421 miliardi». E, si aggiunge, «la loro vendita potrebbe essere effettuata relativamente con poco sforzo».
«Secondo i dati ufficiali, è di proprietà dello Stato (comprese le Regioni, i Comuni) un patrimonio complessivo di 571 miliardi, ossia quasi il 37% del Pil». Quindi, non si tratta di vendere solo qualche quota di Eni o Enel ma interi pezzi del patrimonio pubblico, «in particolare l’approvvigionamento di acqua», misura che appare “utile” soprattutto per via delle «enormi perdite, fino al 30%, dell’acqua distribuita». In effetti il testo dedica molto spazio ai servizi pubblici, non solo l’acqua pubblica: «A differenza delle telecomunicazioni, certe parti del settore energetico e dei trasporti (innanzitutto ferroviari) sono ancora suscettibili di privatizzazioni radicali e di una deregolamentazione, da condurre nell’insieme dell’Europa». E nel testo non c’è alcun imbarazzo a scrivere che «in principio, la privatizzazione di servizi pubblici di interesse generale presenta dei vantaggi, come ad 
Oltre all’Italia, come detto, il rapporto si occupa di altri paesi. La Francia, ad esempio, dovrebbe avere circa 88 miliardi dieuro di beni capitalizzabili sul mercato, il 4,6% del Pil ma, spiega la Deutsche Bank, «l’intervento statale nell’economiava oltre queste cifre». Ci sono le infrastrutture, le centrali idroelettriche a partire dall’Edf che è di proprietà statale e ampi spazi del settore bancario. Per quanto riguarda la Spagna, l’accento è posto sulla vendita di aeroporti, sui servizi di navigazione, i cantieri navali, le Poste, le ferrovie. Infine, per quanto riguarda la Grecia, si ricorda che gli impegni presi dal paese nei confronti della Troika riguardano il 22% del Pil, circa 50 miliardi di euro di privatizzazioni. Ma, si sottolinea, «lo Stato controlla il 70% del Paese», quindi c’è ancora molto da fare.
(Salvatore Cannavò, “La Deutsche Bank e il piano di dismissioni per i governi”, da “Il Fatto Quotidiano” del 19 giugno 2012).

giovedì 18 settembre 2014

Italia paese di bengodi per le petrolifere


I dati sotto ricuperati dal net, 2004, sul sito di ATI, filiale operativa di Northern Petroleum, compagnia petrolifera britannica ci sfatano alcuni miti raccontati dalla cupola mafiomassonica bancaria e persino diffusi da paladini della sovranità monetaria come Marco Della Luna (cfr. trasmissione video di ieri sera qui) sulla scarsità di risorse energetiche che come si legge sotto sono tanto abbondanti da piazzare l'Italia al secondo posto come ricchezza di idrocarburi (e non terzo come scritto sotto se si tiene conto del fatto che la Gran Bretagna usufruisce del sistema delle isole e dei territori oversea). 

Altro mito sfatato è quello delle difficoltà burocratiche che scompaiono come d'incanto quando si tratta delle richieste di licenze di trivella delle compagnie petrolifere frangloamericane...

Altro mito sfatato sotto è quello della fiscalità pesante, apparentemente valido unicamente per noi italici con uno dei massimi tassi di imposizione del lavoro in UE - la prima aliquota è del 23,5% su un reddito complessivo netto di 7500 euro!! -vergogna!!! - mentre i miliardi delle compagnie petrolifere se la cavano con una aliquota massima del 35% sui proventi derivanti dall'inquinamento dell'acqua, lo sfracello del sottosuolo, il rischio sismico, la distruzione del turismo che comporta la produzione di idrocarburi nell'ex belpaese... Aliquota massima significa che se la possono cavare con molto meno...

Altra informazione capitale direi esplosiva è quella della disponibilità permanente dei dati sismici e del nostro sottosuolo a qualsiasi compagnia petrolifera estera... come se un cittadino desse il codice bancario a tutti coloro che volessero servirsi sul suo conto. Qua non esiste nessuna  nozione di sicurezza pubblica né di dignità del paese se si tiene conto del fatto che le trivellazioni si possono fare su giacimenti di dimensioni fino a 750km2 con pozzi tanto profondi da rischiare di mettere a repentaglio la sismicità del territorio, con trivellazioni e fracking, secondo quanto affermato da vari esperti e giornalisti. Per non parlare dell'inquinamento dell'acqua e del massacro dell'agricoltura...

Ci sono persino premi, esentasse, per i primi 20 milioni di idrocarburi prodotti, e royalties tra le più basse al mondo, e in altra pagina si afferma persino che 
(Investitori) il regime fiscale italiano in materia di idrocarburi è più stabile di quello del Mar del Nord britannico!!


Questo, coniugato alla mia informazione che l'UNMIG,  l'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, del ministero dello Sviluppo economico, non può MAI rifiutare un'istanza procrastinare la risposta positiva mi fanno pensare che ci sia uno di quegli accordi segreti del dopo guerra a regolarne le attività...Basti sfogliare il sito dell'UNMIG per capire che il belpaese è trivellato da cima a fondo, in terraferma e offshore: 118 licenze attive  attualmente (cfr. titoli ricerca) più 111 altre richieste di cui unicamente 2 respinte, oltre  a 11 altre istanze di ricerca in Sicilia (cfr. istanze di ricerca ).

Da quel che ricordo delle mie ricerche, grazie a una legge di Prodi è stato reso tutto il territorio della Repubblica suscettibile di ricevere un'istanza di ricerca degli idrocarburi.
NForcheri


Fonte: http://web.archive.org/web/20041206200544/http://www.ati-oil.com/operations/overview.html Tradotto a cura di N. Forcheri


Prospettiva generale

L'Italia è un paese attraente per le compagnie petrolifere di esplorazione e produzione di idrocarburi. L'Italia è il terzo maggior paese produttore di petrolio e di gas (dopo il Regno Unito e la Norvegia) [secondo quindi come produttività se si considera che nel computo della produzione del Regno Unito rientra il sistema delle isole del Commonwealth, ndtr] ma la sua produzione comprende un'ampia gamma di configurazioni geologiche.


Esistono quattro maggiori giacimenti dei quali il bacino del Po e il Mare Adriatico dispongono di infrastrutture di oleodotti e gasdotti sviluppati correttamente. I maggiori giacimenti di idrocarburi sono situati in Sicilia, in terraferma e offshore.

Le condizioni fiscali e di licenza in Italia sono da considerarsi favorevoli per i modelli di business della Compagnia: 

  • Rendite annue di unicamente 5 euro al km2;
  • Le licenze possono essere richieste per giacimenti grandi fino a 750 km2;
  • Le licenze sono premiate con un periodo iniziale di sei anni di cui per i primi cinque non è richiesto all'azienda l'obbligo di trivellare;
  • I dati sismici offshore sono DISPONIBILI;
  • Le royalty di produzione ammontano fino a solo un massimo  del 7% (4% per il petrolio offshore) ma non è dovuta alcuna royalty per i primi 20 milioni di metri cubici di gas e 20 milioni di tonnellate di petrolio;
  • L'imposizione fiscale che rientra sia nella fiscalità regionale sia in quella degli utili delle società ammonta a un massimo del  35%.

ATI crede che, dalle scoperte petrolifere della fine degli anni 80 vi sia stata una concentrazione eccessiva nell'area degli Appennini meridionali. La recente abrogazione del monopolio dell'ENI sul bacino del PO presenta una insolita opportunità di potere beneficiare della rielaborazione dei dati sismici esistenti. Adesso possiamo impiegare un moderno pc per rielaborare i dati e in alcune aree possiamo disporre di dati in 2D e 3D per aggiornare le prospettive. In altre aree più recentemente sviluppate le trivellazioni e la tecnologia possono essere utilizzate (da noi) vantaggiosamente.

In seguito alla partecipazione non effettiva di Northern Petroleum nel pozzo di gas commerciale Colombo 1 della licenza di Fiume Tevere vicino a Roma, un mutamento di politica ha portato a un periodo intensivo di istanze da parte di Northern per ottenere licenze esplorative sia in terraferma che offshore. In Italia non esistono bandi di gara ma tutti i terreni senza licenza sono costantemente disponibili [grazie a una legge di Prodi, ndtr], anche quelli con scarsa produttività.
Northern, con il suo partner ATI,  sta concentrando le sue istanze in aree più consolidate di idrocarburi che sono in qualche modo state scartate nell'ultimo decennio e se ne sta alla larga dall'area degli Appennini Meridionali sia per gli elevati costi sia per la scarsità di dati sismici di qualità a disposizione e le varie difficoltà da parte dei locali.
Le aree di interesse comprendono il proficuo bacino del Po e il giacimento di gas del Nord Adriatico-Marche, a terra, mentre le richieste offshore si situano soprattutto nella Sicilia sudorientale, la regione occidentale fino al sudest della Sicilia per gli idrocarburi. Altre richieste sono state fatte offshore ad ovest del sito Colombo 1 compreso nell'area del Delta del Tevere.
A Northern stata accordata la prima licenza Savio (Gazzetta Marzo 2004), nel sudest del Bacino del Po, per il gas.

Per concludere ATI adesso è interessata in 16 licenze, a vari stadi delle richieste, sia recenti sia completate. Nell'insieme, la posizione di ATI in Italia può essere considerata una chiave di volta della Compagnia. L'opinione di ATI è che aggiungerà molto valore con il miglioramento delle sue posizioni attuali. L'accesso a queste opportunità e la politica accettabile di uno Stato membro UE, con condizioni ottimali per le licenze,  vanno a formare lo zoccolo duro della motivazione della Compagnia.
Licences...

Riassunto dello stato Attuale delle cose DOC. 10 /07/14 - Google Drive

Riassunto dello stato Attuale delle cose DOC. 10 /07/14 - Google Drive

mercoledì 17 settembre 2014

Bin Laden & The 911 Illusion: Part III: Secret Societies & Masterminds

South America 2008 (230)(Excerpted from Chapter 20: Big Oil & Their Bankers…)
La stretta di mano segreta
Il cartello bancario delle Otto Famiglie e la progenie dei Quattro Cavalieri considerano il fondamentalismo islamico compatibile con il monopolio globale capitalista dal quale derivano la loro immensa ricchezza.
Ambo le ideologie preconizzano un controllo centralizzato, l'intolleranza delle opposizioni, il governo per decreto e il ritorno alla legge feodale monarchica. Condividono nemici comuni nel nazionalismo e socialismo che tentano di ridistribuire ricchezza tossica e potere.
Attraverso la storia dei banchieri Illuminati hanno creato i provocatori islamici per terrorizzare i movimenti popolari nazionalisti che si prefiggevano di liberare le loro nazioni dal controllo del programma dei banchieri FMI BN di dominio globale. Gli esempi più recenti sono la Libia e la Siria, ma questa è un'alleanza antica.
I cavalieri templari lavoravano con la Setta dei Fratelli musulmani Assassini per potrtare avanti le trame nell'era delle crociate contro i nazionalisti musulmani saraceni. Il fondatore della setta degli Assassini era Hasan bin Sabah che condivide il cognome con l'attuale clan al potere hascemita del Kuwait. Questi erano stati assunti dai britannici per scacciare i turchi dal Golfo Persico ricco di petrolio alla fine del XVIII secolo. 
Dopo la WWII il Direttore della Cia Allen Dulles, cugino dei Rockefeller, fece un patto con la Fratellanza musulmana Benoist-Mechin il cui centro di potere risiede presso la caa saudita wahabita. L'accordo fu stipulato a Losanna, Svizzera, sede dell'Internazionale Nazista di Otto Skorzeny, e portava avanti le azioni di controllo mentale di MK-ULTRA della CIA attraverso la conoscenza della Fratellanza Musulmana delle tecniche di controllo mentale della setta degli Assassini. (1)
Le Otto Famiglie e le loro agenzie d inteligence surrogate sostenute dai fondamentalisti islamici durante il rovesciamento del governo di sinistra di Sukarno in Indonesia nel 1964 per opera della CIA.. [2]  Quando lo sha d'Iran fu deposed la CIA e l'intelligence britannica fornirono al fondamentalista Ayatollah Komeini una lista di leader del partito Tudeh di sinistra che volevano fossero uccisi. In Afghanistan la CIA ha lanciato la sua maggiore operazione coperta dal Vietnam, una campagna di 3.8 miliardi che sostenevano gli estremisti di Hezbi-i Isbmi, capeggiato da Gulbuddin ekmatyar, che gettavano gli acidi nella loro guerra per procura contro una sequela di governi socialisti a Kabul. Questi frankenstein furono dispiegati in tutta l'Asia centrale e nei Balcani per terrorizzare i governi non amici all'egemonia dei Quattro Cavalieri e delle Otto Famiglie. 
Il Mossad israeliano ha utilizzato Hamas come quinta colonna contro il presidente palestinese nazionalista  Yasser Arafat e ha finanziato la jihad islamica egiziana con i fondamentalisti in Giordania. [3]  L'ex presidente egizianot Anwar Sadat- un aleato banchiare stunch - incoraggio gli islamisti nel suo paese per controbilanciare i gruppi pro nasser di sinistra. Gli islamisti CIA in Somalia hanno distrutto quel paese per Big Oil. La casa saudita finanzia la maggior parte di queste azioni. 
Nel 1996 secondo il  London Observer, British MI6 utilizzò gli operativi di Al Qaeda in Libia per tentare di assassinare il presidente nazionalista Gheddafi.
Osama bin Laden ha supervisionato la costruzione di campi di addestramento dei terroristi per conto CIA a Khost e teneva dei conti correnti alla  BCCI.  o faceva in quanto emissario della casa saudita della fratellanza musulmana, che dichiarò una volta: "Per contrastare i russi atei, i sauditi hanno scelto me come rappresentante in Afghanistan. Ho costruito il mio primo campo dove questi volontari venivano addestrati da funzionari pakistani e americani. Le armi venivano fornite dagli americnai, la moneta dai sauditi.”[4]
Non è soprendente che 15 sui 19 dirottatori del 11 settembre erano sauditi? O che 24 membri della famiglia di bin Laden poterono volare su jet privati a una £asemblea segreta in Texas" poco dopo le torri gemele, quando tutto il traffico aereo negli statu uniti era grounded, in modo da fare evacuare la famiglia in Arabia Saudita? Raytheon ha anche fornito un jet con i reali sauditi da Tampa a Lexington, KY. Nessuno della famiglia saudita è stato convocato per un interrogatoio dall'FBI. Nella serata dell'incidente alle torri gemelle, il principe saudita Bandar, uomo di punta della casa saudita nel finanziamento delle operazioni coperte dela CIA per decenni, era alla csa bianca a fumare un sigaro sul balcone assieme al presidente Bush [5]
Agha Khan è il leader spirituale della Fratellanza musulmana i cui tentacoli attuali copmprendono la Casa saudita. Hamas, la Jihad egiziana, gli Ismaeliani sciiti, La Fratellanza Musulmana di, Louis Farrakhan e Al Qaeda. La Casa saudita funge da finanziatore di tutti questi neo crociati. Secondo David Icke, la fondazione dell'Agha Khan appartiene  alla Crown Agency,, una filiale della casa britannica dei Windsor. .
Nel suo libro The Robot’s Rebellion, Icke diche che le famiglie di banchieri degli Illuminati e gli islamisti condividono e stesse radici che precedono persino le società dell'epoca delle crociate,  I monarchi GCC discendono dagli ashemiti che impiegavano società segrete come quelle dei Karmaliti, dei Drusi, della Fratellanza dei Nove e degli Assassini per perpetrare le loro skulduggery politche.  Queste società segrete musulmane il cui centro di potere era la Gan Loggia del Cairo, gestita dalla Fratellanza musulmana.
La Fratellanza musulmana, come i banchieri Illuminati, discende dalla Fratellanza del Serpente, che controllava gli schiavi nela costruzione dele piramidi egizie, probabilmente sotto il controllo dei Re del Serpente degli Annunaki. Il padre spirituale degli Illuminati, Re Salomone, frequentava la stessa Gran Loggia del Cairodella Fratellanza musulmana. [6]
Le Otto famiglie emergevano da un tangle di società segrete, frammassoni, cavalieri templari, cavalieri teutonici, rosacruciani, ordine cabalista di  Melchizidek, Cavalieri di Malta e Cavalieri di San Giacomo di Gerusalemmen. Questi gruppi derivano anche dalla Frateanza del Serpente dei sumeri e degli egizi, per più tardi portare avanti le macchinazioni politiche delle famiglie dei banchieri genovesi che finanziavano l'espansione dell'impero roano e che adesso controllano la City di Londra. 
Le fortune della casa saudita della fratellanza musulmana divenne collegata a quella degli illuminati quando l'aramco scoprà petrolio nel regno nel 1938. Da quel momento gli old Crusader pals reunited, operando insieme per controllare il mondo con il petrolio. Mentre la casa saudita rappresenta la fratellanza musulmana, il ramo saudita della frammassoneria si concentra tra i dirigenti di aramco e i banchieri di SAMA Padre Bianco. Altri dirigenti ashemiti dello stato del golfo furono cut into nello schema di egemonia globale petrolifera del 1981 tra Illuminati/Muslim Brotherhood con la formazione del GCC.
A fine novembre del 2002 Newsweek riferiva che Michael Isakoff raccontò una storia sulla Principessa Haifa, moglie dell'ambasciatore saudita Principe Bandar, - che aveva firmato assegni a due intermediari sauditi, che rilasciarono i proventi a due dei presunti dirottatori delle torri gemelli. A pochi giorni dalle rivelazioni i due sauditi poterono lasciare gli USA senza che fosse portata avanti una indagine credibile della money trail igation of the money trail had even gotten under way.  Il Senatore Joseph Lieberman (D-CT) accusò l'Amministrazione Bush di proteggere la casa saudita bloccando indagini significative nel convolgimento saudita delle torri gemelle. I leader Joint Congressional Task Force investigating 911 accused both the FBI and CIA of withholding classified documents from their probe.
It was Bandar who twenty years earlier had personally donated $20 million to the Nicaraguan contras.  Were his wife and the other wealthy Saudis with whom the al Qaeda money trail was intertwined, simply playing the same paymaster role the Saudis have played for the CIA for decades?
The Masterminds
Ex-Naval Intelligence officer William Cooper- author of Behold a Pale Horse- did a radio talk show in Phoenix in October 2001.  Cooper lost both his legs when he was run off the road after exposing various elements ofIlluminati plans for a New World Order. Now he suggested CIA and Israeli Mossad involvement in 911, naming Mossad operative Josie Hadas as the handler of the Arab patsies involved in the hijackings.  Internet and cable feeds from the broadcast were immediately cut. A few days later Cooper was gunned down at 1:00 AM in his home by Maricopa County deputies. [7]
While Bush propagandists hammered home the “Arab terrorist” thesis, serving up photos of 911 “hijackers” within hours and conveniently “finding” Mohamed Atta’s passport in the WTC rubble, several US agencies were quietly tracking down leads concerning Mossad spy rings active in the US on and since 911.
Israelis were detained in Detroit, Albuquerque and an unnamed West Coast city.  A Ryder truck full of Israelis was caught casing Whidbey Island Naval Station in Washington.  According to a May 13, 2002 Fox News report, the truck tested positive for TNT and RDX military-grade explosives.  US intelligence also investigated a mysterious ring of “Israeli art students” who had infiltrated US law enforcement facilities and military bases over the past two years.
In early 2002 a group of Israelis was stopped in a Philadelphia suburb in a truck containing surveillance footage of the Sears Tower in Chicago.  On 911 a group of five Israelis were detained in Hoboken, NJ for suspicious behavior. [8]  The Jewish weekly Forward fingered them as Mossad agents.  ABC News reported in June 2002 that a woman with an apartment near ground zero witnessed several Israelis in a white van videotaping the planes as they hit the WTC and celebrating the event.
Der Spiegel reported that a group of Mossad agents had rented an apartment near the one used by alleged 911 hijackers Mohammed Atta and Marwan al-Shehhi in Hollywood, FL just prior to 911.  The Israelis conducted round-the-clock surveillance on the flight schools where Atta and al-Shehhi trained and neglected to inform US intelligence of their presence or of their activities.
Was Osama bin Laden working for Mossad or the CIA- as University of Ottawa Economics Professor Michel Chossudovsky has stated?  According to John Trochmann of the Militia of Montana, bin Laden carried a “CIA-issue RC 58 Harris satellite phone” and his family was a primary backer of the CIA’s Iridium satellite tracking consortium.  Did elements of the CIA and Mossad deploy 19 modern-day mind-controlled Assassins, of which 15 just happened to be from the Muslim Brotherhood Kingdom of Saudi Arabia- whose point man in funding the Afghan mujahadeen, which constitute the core of al Qaeda, was CIA agent Osama bin Laden?
What did 911 fall guy Zaccarias Mousaui mean when he told the judge at his July 25, 2002 arraignment that he was not involved in 911, but that the US government had another person in custody who was involved and that “the government knew all about 911 plans” before the tragedy took place?  Why did the CIA refuse to hand over a key al Qaeda operative to the Mousaui prosecution?  What don’t they want him to tell the court?
When Osama bin Laden died is irrelevant. What matters is that he died. Dead men don’t talk.
Did the CIA- using its Carlyle Group channel headed by ex-CIA Director George Bush- hatch this brutal attack to further insert US forces into Central Asia to protect the Four Horsemen Caspian Sea black goldmine, giving Israeli butchers another pretext in their occupation of Palestinian lands and promoting a new Clash of Civilizations WWIII Crusade against pesky nationalist Muslims- beginning with an invasion of oil-rich Iraq?  What of the timing of the bin Laden family investments via Carlyle?  Was Osama really the black sheep of the bin Laden family?
According to the French newspaper Le Figaro, the CIA met with Osama bin Laden on numerous occasions in the months before 911.  In July 2001 bin Laden underwent kidney treatment at the American Hospital in Dubai, where he was visited frequently by a CIA agent.  He was also visited regularly by his Saudi extended family, who apparently had not disowned Osama as Western media had us believe.
According to the Washington Post, Qazi Hussein Ahmed- leader of the Pakistan-based Jamiaat-i-Islami, which helped create the Taliban- visited CIA at Langley in July 2001.  Why, the Village Voice queried, was Taliban leader Mullah Mohammed Omar’s emissary to Washington Rahmattulah Hashami rebuffed by the Bush State Department when he promised in summer 2001 to hold onto bin Laden until the CIA could apprehend him?  Why, Vanity Fair asked, had the CIA turned down an earlier offer from Sudan?
Newsweek wondered why top-ranking Pentagon officials suddenly canceled flight plans for September 10th?  The Wall Street Journalquestioned the timing of Saudi Defense Minister Prince Sultan’s canceling of a mid-September trip to Japan and wondered why Saudi Intelligence Prince Turki al-Faisal – who was especially cozy with the Taliban and who met with Osama bin Laden regularly- suddenly resigned his post of 25 years on August 31, 2001?
While Unocal adviser and Afghan President Hamid Karzai huddled with Unocal official and Bush Afghan envoy Zalmay Khalilzad, US Ambassador to Pakistan Wendy Chamberlain busied herself meeting with Pakistan’s Oil Minister Usman Aminuddin and her Saudi counterparts to plan the new Turkmenistan-Indian Ocean trans-Afghan pipeline.  In 2005 Unocal was bought by Chevron Texaco, assuring Four Horsemen control over the recently completed pipeline.
On November 28, 2001 the Bush White House quietly celebrated the official opening of the Caspian Pipeline Consortium pipeline- the Four Horsemen-owned, Bechtel-built, Mossad-guarded pipeline through Turkey to the Black Sea.  Bush stated, “The CPC project also advances my Administration’s energy policy by developing a network of pipelines that includes Baku-Tbilisi-Ceyhan, Baku-Supsa and Baku-Novorossiysk.”
Bush’s closest confidant at the White House was said to be Condaleeza Rice, who sat on Chevron’s board before becoming a Stanford University expert on Central Asia and Kazakhstan.  Did Bush bring Rice on board knowing US troops would soon headed to Central Asia?  Was it mere coincidence that Uzbekistan- which Trilateral Commission founder and BP Amoco board member Brzezinski identified as the key country in his global chess game- was suddenly receiving US bases?  Why did US military exercises begin in the region months before 911?
The Guardian of London reported that US Army Rangers were training in Afghan neighbor Kyrgyzstan in the summer of 2001.  There were Montana media reports of Uzbek and Tajik troops training in Alaska and Montana prior to 911.  In early September 2001 the British deployed thousands of troops to Oman under the guise of Operation Swift Sword, while the US sent 17,000 troops to Egypt, ostensibly to take part in Operation Bright Star.  Were these forward troops deployed in anticipation of wars in Afghanistan and Iraq?
A July 2001 meeting in Berlin attended by former US Ambassador to Pakistan Tom Simmons, former Assistant Secretary of State for South Asian Affairs Karl Inderfurth and former State Department South Asian expert Lee Coldren included Russian and Pakistani intelligence officials.  The US delegation informed their Pakistani and Russian counterparts of US plans to bomb Afghanistan come October 2001. [9]
Canadian Vision Television discussed the US Central Asian agenda on its January 28, 2002 program Insight Media File, which suggested CIA involvement in the 911 attacks.  US Naval Intelligence Officer Lt. Delmart Vreeland had alerted Canadian authorities to the possibility of terror attacks on the US and Canada.  Vreeland was en route to Russia and China to retrieve documents relating to Russian and Chinese responses to the US missile defense program.
Vreeland was detained by Canadian authorities and jailed.  His 8-11-01 prison letter specifically mentions the World Trade Center, the Pentagon, the White House, the Sears Tower, the Royal Bank of Canada and the Ottawa Parliament as possible terrorist targets in the “days ahead”.  His letter said the plan was to, “Let one happen.  Stop the rest.”  The letter was admitted as evidence for the defense by a Canadian court. The US Defense Department has confirmed Vreeland’s rank. [10]
Despite Vreeland’s warning and those of numerous governments around the world, on 911 the Air Force National Guard was ordered to stand down from standard procedure of intercepting any plane that strays from its designed flight path, much less jumbo jets flying towards the World Trade Center and Pentagon.  While much political hay was made by Bush cronies about last-ditch failed attempts to scramble fighters to shoot down the planes, the fact is that fighters should have automatically intercepted those planes.
Someone in the Executive Branch had to have ordered those planes to stand down.  Even when token jets were scrambled, they flew from Otis Air National Guard Base in Falmouth, MA and Langley Air Base in Hampton, VA.  Meanwhile two combat-ready squadrons- the 121st Fighter Squadron of the 113th Fighter Wing and the 321st Marine Fighter Attack Squadron- sat grounded at Andrews Air Force Base, a mere fifteen miles from the Pentagon.
According to an August 22, 2002 AP story a “top US intelligence agency was planning an exercise last September 11th in which an errant aircraft would crash into one of its buildings”.  The Washington Post reported on September 16, 2001 that American Flight 77, which allegedly crashed into the Pentagon, was piloted by Charles Burlingame, whose previous job was as F-4 fighter pilot for the US Navy.  In this capacity Burlingame drafted an emergency response plan to the crashing of a plane into the Pentagon.  The morning Burlingame’s plane apparently did just that, Pentagon medic Matt Rosenberg was studying Burlingame’s draft in Corridor 8 of the building.
Dick Cheney would have been in charge of the planned 911 “exercise”, since on May 8, 2001 he was named to head the Office of Domestic Preparedness (ODP), which would identify US vulnerabilities to domestic terrorism.  Cheney’s ODP was running four different exercises on 911: Operation Northern Guardian, Operation Vigilant Guardian, Operation Vigilant Warrior and Operation Northern Vigilance.
The latter removed most fighter jets from the East Coast and sent them to Canada and Alaska.  The first two simulated hijackings of commercial airliners in the Northeast.  The third may have been the strike component.  NORAD was briefed to expect these exercises.  That morning their radars showed twenty-two hijacked planes. [11] They didn’t know which ones were hijacked and which ones were part of the “exercise”.
On September 10, 2001 members of the House and Senate Intelligence Committees leaked a memo alleged lead hijacker Mohammed Atta sent to the man US intelligence deems the mastermind of 911- Khalid Sheikh Mohammad.  The memo used language which one would associate with a military exercise, stating that “the match is about to begin.  Tomorrow is ‘zero hour’.”  Cheney was outraged that the memo was leaked and ordered the FBI to investigate members of the Congressional committees.  All information regarding Khalid Sheikh Mohammad remains classified.
The End of the American Empire
There has been a well-founded notion since America’s inception that the European Rothschild-led Illuminati bankers have sought to bring America to its knees, overturn the American Revolution and return it to the fold of the Crown of England- whose power is derived from oligarchical remnants of the Roman Empire
This medieval rollback could be easily accomplished through the mere withdrawal of Eight Families funding of America’s $14 trillion debt, which has mostly accrued owing to the US military’s role as mercenary praetorian guard of the Illuminati global empire. Coupled with a devastating US military defeat, America could be brought to its knees.
On August 15, 1871 Sovereign Grand Commander of the Ancient & Accepted Scottish Rite of Freemasonry General Albert Pike wrote a letter to Italian P-1 33rd Degree Grand Commander and Mafia founder Guiseppe Mazzini.  In the letter Pike talked of a Brotherhood plan for three World Wars.  The first, he said, would destroy czarist Russia and create a Communist “bogeyman” which the bankers could employ to justify their foreign interventions around the world.  The second, Pike said, would be used to create Israel, which would become a mercenary force for the international bankers, protecting oil interests for Rothschild and Rockefeller combines.
The Third World War, stated Pike’s letter, would pit Arabs against Zionists, and would culminate in a New World Order completely controlled by the international bankers and their secret societies.  Pike described the events that would unfold as pretext for WWIII, “We must provoke a social cataclysm which in all its horror…everywhere, the citizens obliged to defend themselves against the world minority of revolutionaries…will receive the true light through…the pure doctrine of Lucifer, brought finally out into public view.”[12]
A group of commercial airline pilots, many of them Vietnam veterans, met in the aftermath of 911 to discuss the logistical aspects of the tragedy.  They concluded overwhelmingly that the three Arabs who supposedly flew the jumbo jets into the WTC and the Pentagon could absolutely not have done so with the limited flight simulator experience they received at US flight schools.  The group found it odd that the transponders on the planes had all been turned off, since this would serve no purpose if the Arabs were in control of the planes.  The group came to believe that the planes’ flight paths were programmed by AWAC surveillance planes flying off the Atlantic coast.
This fly by wire technology has existed for decades and is employed on drone CIA Predator spy planes.  During WWII the US used the technology to fly unmanned drones into Japanese tunnels in the Pacific to destroy arms caches.  The openings of these tunnels were only 20-30 feet in diameter.  Modern fly by wire systems such as Global Hawk, Home Run Tech and Black Star are much more advanced.
The commercial pilots said this accounts for the transponders being turned off, since this is necessary to hand over manual control of an aircraft to computerized AWACS, which then fly the plane by remote control.  This would also account for the pinpoint accuracy of the attacks, which had to have been calibrated using engineering specifications to have brought down the WTC towers, in tandem with pre-set explosives attached to the elevator shafts.
In this scenario, long-time CIA Islamist Assassins were put up to hijacking the planes by their Mossad handlers for deniability and anti-Arab propaganda purposes.  The hijackers would have known nothing of the plans to crash the planes into the Pentagon and Twin Towers.  This was where the AWACS took control of the operation.  To this day there has been no evidence presented that the Arabs were actually in the cockpits of those jets.
The only countries- other than the US- who possess this remote electronic capability are Israel, Russia, China and the UK.  Did Israeli Mossad and British MI6 perpetrate 911 as part of an ongoing counter-revolutionary master plan to bring down the US? Did the orders come from Buckingham Palace?
Could a new global financial/military alliance- organized by the Eight Families- be emerging?  Were Deutsche Bank and Standard Chartered paymasters for this alliance?  Deutsche Bank founder Dr. Hermann Josef Abs was a leading banker to the Nazis and remained the bank’s Honorary Chairman until his 1994 death. [13]  When Deutsche Bank bought Banker’s Trust ownership of the Four Horsemen shifted to the Bohn Warburg combine that financed Hitler. Deutsche Bank quickly became the world’s largest bank.
The launch of the euro a few months later represented a serious challenge to the US dollar as world reserve currency.  In 2002 the dollar began to weaken dramatically.  In August 2002 Russia and China conducted another round of joint military exercises, just as Bush was beating the drums of war over Iraq.  France increasingly backed Russian and Chinese positions in the UN Security Council. As the US veered left and voted in President Barack Obama, a majority of European countries began voting in far-right presidents.
Did the Nazi International Illuminati bankers bait the US into a Central Asian ring of fire surrounded by China, Russia and India- who recently formed the G-3 coalition as counterweight to US global hegemony”? Is Pakistan- home to the Crown Agency-owned Agha Khan Foundation, creator of the Taliban, comforter to Osama bin Laden and paymaster to Mohammed Atta- the fuse to WWIII?
In June 2001 a female Russian doctor stated in a Pravda column that the US would be subject to a massive terrorist attack in late August 2001.  She was then asked what she believed was coming next.  She suggested selling dollars and buying Russian rubles, saying that the secret group behind 911 was the most powerful force in the world, worth over $300 trillion.  She said this group would soon “strike America in the back” while it was down and that the next shoe to drop would be the decimation of the US economy, which she predicted would begin in 2002. [14]  The NASDAQ crash, a plummeting dollar and a massive housing housing bust prove her right again.  This “secret group” could only be the Illuminati Rothschild-led Eight Families.
Cecil Rhodes- the Rothschild protégé who founded the Business Roundtable in the early 20th century- wrote his last will and testament in 1877.  Rhodes’ will was implemented through the establishment of the Royal Institute for International Affairs in London.  Its sister group in the US is the Council on Foreign Relations. Rhodes founded the Standard Chartered Bank, whose UAE Dubai branch supplied 911 hijackers with the funds needed to carry out the attack.
Rhodes last will and testament aspired, “to establish a trust, to and for the establishment and promotion and development of a secret society, the true aim and object whereof shall be the extension of British rule throughout the world…and the ultimate recovery of the United States of America as an integral part of the British Empire.”[15]

[1] Dope Inc: The Book that Drove Kissinger Crazy. The Editors ofExecutive Intelligence Review. Washington, DC. 1992.
[2] “Ex-Agents Say CIA Compiled Death Lists for Indonesia”. Kitty Kadane.San Francisco Examiner. 5-20-90
[3] “Islamic Terrorists: Creature of the US Taxpayer?” John K. Cooley.International Herald Tribune. 3-13-96
[4] Taliban: Militant Islam, Oil and Fundamentalism in Central Asia. Ahmed Rashid. Yale Publishing. New Haven, CT. 2000
[5] Dude, Where’s My Country. Michael Moore WarnerBooks New York 2003
[6] The Robot’s Rebellion: The Story of Spiritual Renaissance. David Icke. Gateway Books. Bath, UK. p.98
[7] “A Tribute to William Cooper”. David Icke. http://www.davidicke.com11-01
[8] “Is Netanyahu Plotting Terror Inside US?” Jeffrey Steinberg. Executive Intelligence Review. 5-24-02
[9] “Lucy, You gotta lot a ‘Splainin to Do”. Michael Rupert.http://www.copvcia 2-02
[10] “Canadian Court Case Reveals US Naval Officer had Advance Knowledge of 911 Attacks”. Michael Rupert. http://www.rense.com 1-25-02
[11] “Paranotes: War Games Drills Confuse NORAD on 911”. Al Hidell.Paranoia. Issue 37. Winter 2005
[12] Descent Into Slavery. Des Griffin. Emissary Publications. Pasadena 1991
[13] Rule by Secrecy: The Hidden History that Connects the Trilateral Commission, the Freemasons and the Great Pyramids. Jim Marrs. HarperCollins Publishers. New York. 2000. p.182
[14] http://www.newsmax.com October 2001
[15] Dope Inc: The Book that Drove Kissinger Crazy. The Editors ofExecutive Intelligence Review. Washington, DC. 1992.

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